Istat: nel 2050 coppie senza figli più numerose di quelle con figli
pubblicato:Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro - Base 1/1/2025 pubblicate da Istat.
In base alle ipotesi dello scenario mediano, il numero delle coppie con figli è destinato a diminuire: dagli attuali 7,5 milioni, pari al 28,1% del totale – meno di tre famiglie su 10 – scende a 5,8 milioni nel 2050
(-22,3%), quando arrivano a rappresentare appena il 21,1% delle famiglie, poco più di una su cinque. La riduzione interesserà sia le coppie con almeno un figlio di età fino a 19 anni, che perderanno
oltre 1 milione di unità (-22,0%), sia di quelle in cui tutti i figli hanno dai 20 anni in su (-22,8%).
La futura contrazione delle coppie con figli dipende in parte dai previsti livelli di fecondità ma anche da elementi strutturali, come la progressiva riduzione delle generazioni in età riproduttiva, conseguenza della bassa natalità del passato, e il rinvio della formazione della famiglia e della nascita dei figli a età più avanzate. Si innesca così un processo cumulativo: generazioni meno numerose danno origine, a loro volta, a un numero più contenuto di nuove famiglie con figli, anche nell’ipotesi in cui la fecondità non dovesse diminuire.
Le coppie senza figli, al contrario, registrano un aumento, passando da 5,4 milioni nel 2025 a 5,9 milioni nel 2050 (+8,8%). La loro incidenza sul totale delle famiglie sale così al 21,4%. Un andamento che riflette sia la maggiore frequenza di coppie che non hanno figli o ne posticipano la nascita, sia l’invecchiamento della popolazione: con l’uscita dei figli dalla famiglia di origine, infatti, molte coppie anziane vanno a costituire il cosiddetto “nido vuoto”.
A livello nazionale, il sorpasso delle coppie senza figli su quelle con figli si verifica nel 2047, ma nel Nord e nel Centro avviene prima (rispettivamente, nel 2038 e nel 2044). Nel Mezzogiorno, invece, nonostante un sostanziale avvicinamento, le coppie con figli mantengono il primato in tutto il periodo.
Nell’ipotesi in cui l’instabilità delle unioni continuasse a crescere nei prossimi anni, questa contribuirà a far aumentare i nuclei formati da un solo genitore, che passerebbero da 2,8 a 3,3 milioni tra il 2025 e il 2050, per un’incidenza rispetto al totale delle famiglie dal 10,6% al 12,0%. Come avviene oggi, la maggior parte dei nuclei monogenitoriali continuerà a essere costituita da madri sole. Tuttavia, si prevede anche una crescita della componente paterna, per una quota di padri soli sul totale dei monogenitori che passa dal 19,3% al 24,1%. Un’evoluzione, qualora si avverasse, che segnalerebbe un’ulteriore trasformazione dei ruoli familiari, in relazione a una maggiore partecipazione dei padri all’accudimento dei figli al termine dell’unione.
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