Kruso Kapital: utile netto trimestre a € 2,6 mln (+34,9%), CAGR impieghi 25/28 al 9,9%

di FTA Online News pubblicato:
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Il Consiglio di amministrazione di Kruso Kapital ha approvato in data 5 maggio 2026 gli schemi di bilancio consolidato al 31 marzo 2026 con un utile netto pari a € 2,6 milioni, in forte aumento rispetto al 31 marzo 2025 (+34,9%), grazie alla crescita dell'attività in tutte le geografie.

Al 31 marzo 2026, Kruso Kapital ha in essere circa 92,4 mila polizze di credito su pegno (di cui 75,2 mila in Italia, 16,7 mila in Portogallo e 534 in Grecia), per un totale impieghi pari a € 161,0 milioni (pari a € 160,9 mila, ex Purchase Price Allocation di CEP), in aumento del 4,9% a/a.

Il margine di intermediazione aumenta rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente del 16,1% (€ 9,6 milioni vs € 8,3 milioni al 31 marzo 2025), principalmente grazie all'incremento degli impieghi, ai margini più elevati e alla riduzione del CoF nonché al contributo di CEP in aumento a/a.
L'aumento delle commissioni attive (+16,9% a/a) del credito su pegno è guidato dai maggior impieghi e dal maggior contributo delle aste del pegno in Italia e in Portogallo.

I costi operativi, pari a € 5,5 milioni (€ 5,2 milioni al 31 marzo 2025), risultano superiori del 6,2% a/a principalmente a causa di maggiori spese amministrative, in aumento di circa € 0,5 milioni, in prevalenza per i maggiori costi di KK in Italia, legati al maggior numero di risorse, alle spese di consulenza, alle spese IT e alle altre spese di funzionamento.

Il Cost Income scende al 57,7% rispetto al 63,1% del primo trimestre del 2025.

L'utile netto, pari a € 2,6 milioni, aumenta a/a del 34,9% per il miglior risultato della gestione ordinaria.

Il totale attivo, pari a € 227,3 milioni, evidenzia un incremento del 5,7% rispetto al 31 dicembre 2025 (€ 215,0 milioni) ed è principalmente composto dai crediti verso clientela, pari a € 161,0 milioni (in aumento del 3,8% rispetto a € 155,1 milioni al 31.12.2025), riconducibili prevalentemente all'attività di credito su pegno, e dagli avviamenti, stabili a € 40,1 milioni.
Le attività immateriali si attestano a € 43,1 milioni, in lieve diminuzione rispetto a € 43,4 milioni di fine esercizio.

Le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato ammontano a € 142,5 milioni, in aumento del 5,8% rispetto a € 134,7 milioni al 31 dicembre 2025 per i maggiori utilizzi di linee interbancarie.

Il Patrimonio Netto al 31 marzo 2026 ammonta a € 60,8 milioni, in aumento rispetto al 31.12.2025 (pari a € 58,3 milioni). Il Totale dei fondi propri (Total Capital) al 31 marzo 2026 su base individuale ammonta a € 28,2 milioni (lo stesso anche in termini di CET1), con il Total Capital Ratio (TCR) che sale al 30,5% (29,7% al 31.12.2025 e 22% al 31.12.2024).

L'incremento del TCR su base trimestrale è attribuibile all'utile del periodo in corso, il cui apporto risulta superiore alla crescita delle attività ponderate per il rischio (RWA), le quali registrano un incremento meno che proporzionale, passando da € 87,7 milioni al 31.12.2025 ad € 92,5 milioni al 31.03.2026.

Il Total Capital Ratio nell'ipotesi di applicazione della CRR3 (ovvero non ammissibilità della garanzia "oro non da investimento") sarebbe pari al 17,5% (16,9% al 31.12.2025). L'applicazione della CRR3, per le società ex art. 106 TUB, avverrà una volta che sarà aggiornata la disciplina prudenziale per gli intermediari (Circolare 288/2015).

Carlo Di Pierro, CFO di Kruso Kapital ha commentato: "Chiudiamo il primo trimestre del 2026, il migliore di sempre per Kruso Kapital, confermando il trend di crescita registrato nel corso del 2025. Il 2026, segnerà un'evidente discontinuità in termini di Governance. I numeri approvati oggi confermano la solidità del business e del percorso di crescita".

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Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato il Piano Industriale 2026-2028, che, in previsione dell'uscita di Kruso Kapital dal Gruppo bancario, definisce le linee guida strategiche del Gruppo KK, orientate a una crescita sostenibile del business del credito su pegno, al consolidamento della presenza internazionale e alla progressiva diversificazione delle fonti di finanziamento.

In conseguenza di ciò, il Piano Industriale 2024-2026, comunicato al mercato il 20 maggio 2024, deve intendersi superato dal Piano Industriale 2026-2028.

Il Piano Industriale 2026-28 di Kruso Kapital prevede una crescita significativa dei crediti verso la clientela, sostenuta dallo sviluppo organico e da iniziative mirate di espansione commerciale e territoriale, con una traiettoria che porterà a un ulteriore incremento degli impieghi al termine del periodo di Piano, come avvenuto nel triennio 2023-2025. La crescita prevista in Italia è guidata dall'incremento della clientela sull'attuale rete, dall'apertura di una nuova filiale e dall'acquisto di portafogli di crediti. Si prevede un contributo crescente delle controllate estere, in particolare in Portogallo, dove CEP – Crédito Économico Popular proseguirà il percorso di sviluppo nel triennio 2026-2028, anche grazie all'apertura di quattro nuove filiali.

Pronto Pegno Grecia beneficerà di una crescita organica degli impieghi supportata anche dall'apertura di due nuove filiali nel periodo di Piano. Tali iniziative contribuiranno a rafforzare il posizionamento del Gruppo come operatore paneuropeo nel mercato del credito su pegno raggiungendo, a fine 2028, € 189 milioni di crediti alla clientela, con un CAGR 25/28 del +9,9%.

La crescita attesa degli impieghi, a livello consolidato, unitamente al progressivo efficientamento dei costi finanziari e al contributo maggiore delle controllate porterà il margine di intermediazione a € 42 milioni a fine 2028, con un CAGR 25/28 del +5,5%, nonostante nel 2026 sia previsto un margine di intermediazione sostanzialmente allineato a quello registrato nel 2025 a causa del maggior costo della raccolta a seguito della prevista uscita dal Gruppo bancario.

Nel corso del Piano e in buona parte già nel 2026, è confermato e ulteriormente sviluppato il percorso di progressiva diversificazione delle fonti di funding, già avviato negli ultimi esercizi, attraverso il ricorso crescente a fonti di raccolta diverse da quelle offerte dal Gruppo bancario di appartenenza e a strumenti finanziari diversificati, con l'obiettivo di ottimizzare la struttura finanziaria, ridurre la concentrazione delle fonti e supportare la crescita degli impieghi.

Il costo del funding, in aumento nel triennio, evolverà coerentemente con lo scenario dei tassi di mercato e con gli spread ipotizzati a seconda delle varie forme tecniche. In arco Piano, la crescita dei ricavi è accompagnata dall'evoluzione del totale dei costi operativi che aumentano, oltre che per gli investimenti e per l'apertura di nuove filiali, anche per il previsto percorso di deconsolidamento dal Gruppo bancario, che prevede un aumento delle risorse concentrato nel 2026 e maggiori costi per servizi acquistati fuori da quest'ultimo.

Sulla base di tale evoluzione, si prevedono costanti miglioramenti di efficienza operativa, che porteranno il Cost/Income al 2028 in un intorno del 65%, non distante dal livello registrato a fine 2025 (61%).

In arco Piano, il Total Capital Ratio (TCR) su base consolidata (fuori dal Gruppo bancario) nell'ipotesi di applicazione della CRR3 si stima sia sempre superiore di 400bps rispetto al minimo regolamentare pari oggi all'8%.

Giuseppe Gentile, General Manager di Kruso Kapital ha sottolineato: "Il Consiglio di Amministrazione approva oggi il Piano industriale 2026-2028, dopo tre anni di crescita organica e un'acquisizione, con una previsione migliorativa degli impieghi, sia in Italia sia negli altri Paesi in cui operiamo.

Il Piano tiene conto di un contesto mutato rispetto agli anni precedenti, con un percorso aziendale stand alone, dopo l'OPAS di Banca CF+ S.p.A. sulle azioni Banca Sistema S.p.A. e al conseguente change of control in Kruso Kapital. Nel corso del Piano è prevista una progressiva diversificazione delle fonti di funding, attraverso il ricorso crescente a fonti terze e con mix target di raccolta diversificato.
Questi fattori impatteranno principalmente sul 2026, anche in termini di maggiori costi, per poi diluirsi nel corso del triennio, con un miglioramento del margine di intermediazione e del Cost Income al 2028". Fermo restando che nulla di quanto contenuto nel presente comunicato deve essere inteso o interpretato come un'affermazione assoluta e che, pertanto, potrebbero esserci rilevanti scostamenti nei valori indicati, si precisa che, qualora una qualsiasi delle assunzioni generali e ipotetiche alla base del Piano 2026-2028 non si verificasse oppure non si verificasse con le modalità e le tempistiche stimate dal management della Società, gli obiettivi prefissati e i risultati attesi potrebbero non essere raggiunti o raggiunti parzialmente e potrebbero esserci scostamenti, anche rilevanti tra i dati previsionali e i valori effettivamente raggiunti.

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