L'Angolo del Trader
pubblicato:Pirelli & C batte il consensus nel terzo trimestre e migliora la guidance 2022. I ricavi salgono del 29,8% a 1.836,3 milioni di euro (consensus 1.728), l'EBIT adjusted del 22,8% a 271,9 milioni (consensus 259), l'utile netto del 20,7% a 126,3 milioni (consensus 128), il flusso di cassa netto ante dividendi si attesta a 140,5 milioni (consensus 101), l'indebitamento netto a 3.390,5 milioni (consensus 3.430). Le stime del gruppo per l'esercizio 2022 vedono ora i ricavi a ~6,5 miliardi di euro (tra ~6,2 miliardi e ~6,3 miliardi la precedente stima), grazie a un price/mix atteso in miglioramento a =+17% (~+13,5% / ~+14,5% la precedente indicazione), la generazione di cassa netta ante dividendi a ~480 milioni di euro (fra ~ 450 e ~470 milioni la precedente stima). Confermata la profittabilità con un EBIT margin adjusted pari a ~15%. L'analisi del grafico di Pirelli & C mette in evidenza la tendenza ribassista in essere da gennaio e il rimbalzo originato dal minimo del 29 settembre a 3,2210 euro. Per alimentare il recupero il titolo dovrà superare i recente massimo a 3,87 e quello del 12 settembre a 3,9410. In caso di successo via libera verso 4,53 almeno, picco del 5 agosto, con obiettivo successivo in area 5,00-5,10. Segnali di debolezza alla violazione di 3,4680, prologo al ritorno sui 3,2210.
Molto bene Cementir giovedì. Il titolo ha guadagnato il 3,15% a 5,90 euro (massimo di seduta a 5,94). Il titolo si avvantaggia dei buoni dati registrati nel terzo trimestre. I ricavi si sono attestati a 446,6 milioni di euro, in crescita del 29,9% a/a. Il margine operativo lordo è salito a 94,5 milioni (+15,9% a/a) con margine sulle vendite in calo al 21,2% dal 23,7% dello stesso periodo dell'anno scorso. Il risultato netto ante imposte è salito a 60,6 milioni di euro contro i 51,8 di un anno fa. L'indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2022 è stato pari a 29,9 milioni, in diminuzione di 70,2 rispetto ai 100,1 al 30 settembre 2021. Il gruppo conferma la guidance 2022: ricavi a oltre 1,5 miliardi di euro, margine operativo lordo tra 305 e 315 milioni, disponibilità di cassa netta di circa 60 milioni includendo investimenti industriali di circa 95 milioni. Il rialzo di giovedì tuttavia non ha fatto altro che ripercorrere una porzione del ribasso del giorno precedente, la chiusura a 5,90 si colloca infatti al di sotto dei massimi di mercoledì, a 6 euro. Solo alla rottura di questa resistenza si potrebbe assistere al test del lato alto del canale ribassista disegnato dal massimo di marzo, passante a 6,22 euro circa. Il superamento del lato alto del canale rilancerebbe l'uptrend fino ai 7,20 euro circa. La violazione di 5,55 potrebbe invece anticipare movimenti verso la base del canale in area 5,15 euro.
In rosso le azioni MFE A e MFE B (Mediaset) dopo che il gruppo ha comunicato di essersi assicurato "un'ulteriore partecipazione fino al 4,0% del capitale sociale di ProSiebenSat.1 Media SE (+0,4% a Francoforte, ndr)", salendo fino al 29,0% del capitale sociale e fino al 29,9% dei diritti di voto (a un passo dalla soglia del 30% oltre la quale scatta l'obbligo di OPA). Il grafico delle MFE B mostra i primi sintomi di indebolimento dopo il rimbalzo messo a segno dai bottom di fine settembre. La seduta di ieri ha accentuato la correzione avviata dai massimi di martedì a 0,517 euro, che ora potrebbe estendersi verso un primo supporto a 0,4750 e successivo in area 0,46, riferimento critico nel breve medio periodo. Sopra tali livelli resterebbe valida l'ipotesi che vede il titolo impegnato nella risalita verso il target in area 0,59. Diversamente invece la corrente ribassista tornerebbe a rafforzarsi predisponendo il terreno ad un nuovo test sui citati bottom di fine settembre a 0,4060 euro.