Lagarde (BCE), ci siamo attrezzati per gestire lo shock energetico
pubblicato:La BCE avrebbe rivisto al rialzo le stime sulla crescita e rivisto al ribasso quelle sull'inflazione se a marzo non ci si fosse trovati, con il conflitto in Iran, in un altro mondo. Dopo che lo staff macroeconomico dell'Eurotower ha rivisto al ribasso la crescita attesa nel 2026 dall'1,2% allo 0,9% e al rialzo le previsioni sull'inflazione di quest'anno dall01,9% al 2,6%, oggi la presidente della BCE Christine Lagarde alla conferenza periodica "The ECB and Its Watchers" di Francoforte ha fatto il punto sulla gestione dello shock energetico e sui possibili rischi e interventi.
"Non possiamo sapere come si svilupperà la guerra in Iran, ma posso esplicitare il nostro approccio a questo shock".
La Banca centrale europea innanzitutto valuterà la natura, le dimensioni e la persistenza della crisi prima di prendere decisioni sui tassi: "La politica monetaria non può ridurre i prezzi dell'energia, ma possiamo comprendere se i costi energetici rischiano di riversarsi nell'inflazione generale, sia tramite effetti indiretti, che effetti di secondo impatto (second-round effect) tramite i salari e le attese sull'inflazione".
Un altro principio che guiderà l'approccio della BCE sarà la valutazione del rischio, più che dello scenario base, perché gli effetti di shock di prezzo significativi sull'inflazione possono non essere lineari e richiedono quindi una valutazione immediata dei primi segnali di allarme di trasferimento dei costi all'inflazione generale.
In ogni caso la BCE rivendica un ampio ventaglio di opzioni per la gestione della crisi in base alla sua intensità e durata.In passato gli shock energetici di breve durata nell'Eurozona non si sono trasferiti direttamente all'inflazione generale e sono rimasti confinati nell'inflazione energetica, ma una maggiore intensità o durata della crisi potrebbe cambiare il quadro.
Anche il contesto cambia: se la domanda dei consumatori è solida, le imprese riescono più facilmente a trasferire i prezzi in aumento; se il mercato del lavoro è più contratto, i lavoratori hanno un maggior potere contrattuale sul rialzo dei salari, ma entrambi gli scenari tendono a verificarsi quando l'inflazione è già elevata. Il trasferimento dei prezzi è più semplice quando l'utilizzo della capacitò produttiva è più elevato e la disoccupazione più bassa.
Un caso rilevante e recente è quello dell'inflazione del 2021 e del 2022 in cui diversi canali di trasmissione hanno operato simultaneamente: oggi per fortuna ci sono segnali che indicano un minore tasso di trasferimento dell'inflazione. Lo shock del 2022, anche prima dell'invasione russa dell'Ucraina fu eccezionale per persistenza e ampiezza: l'Europa vide una interruzione del 45% delle forniture di gas naturale e dovette competere nei mercati globali per sostituirlo, il prezzo del petrolio balzò a 130 dollari al barile nel marzo 2022 e il gas raggiunse nell'agosto di quell'anno i 340 euro per MWh contro i 60 di questi giorni.
Oggi il contesto macroeconomico è anche più favorevole, secondo Lagarde e l'economia europea è in graduale recupero.Bisogna riconoscere – aggiunge Lagarde - che l'Agenzia internazionale dell'energia ha denunciato la maggiore interruzione di forniture energetiche della storia del petrolio greggio con gli attacchi alle infrastrutture, specialmente quelli all'impianto di Ras Laffan in Qatar della scorsa settimana, riducono la probabilità di una rapida normalizzazione.
Né mancano altre incertezze sulla contrazione delle riserve globali di petrolio e di GNL.
La BCE è attrezzata per reagire allo shock
A fronte di questo scenario di incertezza la BCE ritiene di avere l'equipaggiamento adeguato a gestire la crisi: l'approccio data-dependent fornisce agilità alla politica monetaria e non ci sono i vincoli sulla forward guidance sui riacquisti di asset e i tassi che c'erano nel 2022 allo scoppio della crisi.
Dallo scorso anno inoltre la BCE si è munita di un approccio adattato proprio a un contesto di crescenti shock di offerta (come quello attuale) con una focalizzazione sui rischi.
Lo staff macroeconomico ha già affiancato a uno scenario previsionale aggiornato di base due scenari più gravi, l'avverso e il severo. L'evoluzione del contesto dipenderà dalla portata dello shock.