L'omicidio di Katy Skerl, dall'inizio: dal delitto alla scomparsa della bara

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Un mistero lungo 44 anni. Ricostruiamo l'omicidio di Katy Skerl, uccisa con violenza a 17 anni nel 1984

L'omicidio di Katy Skerl, dall'inizio: dal delitto alla scomparsa della bara
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Catherine “Katy” Skerl svanisce il 21 gennaio 1984. Il suo corpo riemerge il mattino dopo nel fango di una vigna a Grottaferrata, strangolato con un filo di ferro. Dopo quarant'anni di silenzi e depistaggi, il furto della sua salma dal Verano riapre un caso che scuote i palazzi del potere.

L'omicidio di Katy Skerl

Sabato 21 gennaio 1984. Katy, 17 anni, lascia una festa in via Cartesio intorno alle 18:45. Ha con sé un borsone con l’attrezzatura da sci; deve raggiungere un’amica alla fermata Lucio Sestio per una gita a Campo Felice. All'appuntamento non arriva mai, sparendo nel buio di una periferia romana che in quegli anni inghiotte troppe vite giovani. Quella stessa notte in casa Skerl arriva una telefonata muta, con una voce femminile che dice: "Aiuto".

Il ritrovamento avviene il 22 gennaio in via Rocca di Papa 12. La scena è brutale: la ragazza giace supina, il volto tumefatto nel fango, uccisa con una violenza spietata. L'autopsia rivela che l'assassino le ha fratturato le costole premendo un ginocchio sulla schiena per immobilizzarla, poi la strozza con un filo di ferro e la tracolla del borsone.

Katy non è una vittima qualunque. Figlia del regista Peter Skerl, è una militante della FGCI (Federazione dei Giovani Comunisti Italiani) e partecipa attivamente alle lotte femministe e studentesche. Frequenta il liceo artistico di Ponte Milvio ed è nota per la sua forte passione politica. Alcuni amici riferiscono di minacce ricevute da estremisti di destra poco prima del delitto.

Le indagini iniziali si rivelano un vicolo cieco. Il fidanzato Francesco Morini viene interrogato duramente, ma risulta estraneo. Successivamente si ipotizza la mano del serial killer Maurizio Giugliano, il "Lupo dell'Agro Romano", ma l'uomo viene scagionato per mancanza di prove. Il caso scivola così nell'oblio, oscurato mediaticamente dal dramma di Emanuela Orlandi.

Inoltre, pochi mesi prima di sparire sull'asfalto di fronte a casa Skerl compare la scritta "uccidetela" con una freccia rivolta all'abitazione. Katy, prima di morire, rivela agli amici la sua preoccupazione per quel gesto, lasciando intendere che potrebbe essere opera di un gruppo neofascista.

L'ombra del Vaticano e il ruolo di Accetti

Il caso torna alla ribalta con Marco Fassoni Accetti, figura controversa che si autoaccusa del sequestro Orlandi. Egli sostiene che l'omicidio Skerl sia una "vendetta trasversale" tra fazioni vaticane opposte. Secondo Accetti la morte di Katy servirebbe a inviare messaggi cifrati all'interno di una guerra di spie e ricatti che coinvolge i servizi segreti.

Accetti fornisce altri dettagli e parla di una camicetta con l'etichetta "Frattina" che rivelerebbe un codice per risalire ai responsabili delle sparizioni eccellenti. Sebbene molti magistrati lo ritengano inattendibile, le sue dichiarazioni sul destino della tomba di Katy costringono la Procura a verifiche che portano a una scoperta disturbante.

La tomba vuota

Nel luglio 2022 gli inquirenti aprono il loculo di Katy al cimitero del Verano. La bara è sparita. All'interno del fornetto viene ritrovata solo una maniglia d'ottone a forma d'angelo, ultimo macabro residuo di un trafugamento pianificato per occultare prove o lanciare nuovi avvertimenti.

Intanto la cugina Laura Mattei lancia un appello su Facebook e mostra foto di sette defunti, cercando un nesso che porti alla verità.