Azioni Stellantis e Rai Way, analisi tecnica e livelli chiave dopo il recupero
pubblicato:Borsa Italiana. Stellantis tenta la base in area 5,00 euro dopo il balzo delle immatricolazioni a febbraio. Rai Way: la strategia operativa sui prezzi dopo il miglioramento della raccomandazione

Stellantis rimbalza con forza grazie a vendite in crescita e quota di mercato in aumento. Il mesi di febbraio si chiude con una crescita del 9,8% delle immatricolazioni e una performance migliore del mercato europeo.
Seduta positiva martedì per Stellantis, che martedì ha messo a segno un rialzo del 3,42% chiudendo a 5,842 euro, dopo aver oscillato tra 5,595 e 5,881 euro. Il movimento è stato sostenuto dai dati diffusi dall’ACEA, che evidenziano un miglioramento delle vendite del gruppo nel mese di febbraio in un contesto europeo ancora caratterizzato da segnali contrastanti.
Secondo l’associazione dei costruttori europei, Stellantis ha registrato 158.341 immatricolazioni, pari ad una crescita del 9,8% su base annua, con una quota di mercato salita al 18,3% rispetto al 16,9% dello stesso periodo del 2025.
Un risultato significativo, soprattutto considerando che il mercato complessivo europeo mostra una dinamica di crescita molto più contenuta.
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Vendite di auto UE spinte dai modelli elettrificati, la cinese BYD guadagna terreno
Nel complesso, le vendite di auto nuove nell’Unione Europea, nel Regno Unito e nei Paesi EFTA hanno registrato un incremento dell’1,7%, raggiungendo 979.321 veicoli nel mese. All’interno dell’UE le immatricolazioni totali sono aumentate dell’1,4% a 865.437 unità, confermando un contesto di domanda ancora moderata, ma in progressivo miglioramento rispetto al calo osservato a inizio anno. Un elemento particolarmente rilevante riguarda la crescente diffusione delle motorizzazioni elettrificate.
Secondo i dati ACEA, circa due terzi delle nuove immatricolazioni riguardano veicoli elettrici a batteria, ibridi plug-in o ibridi tradizionali.
Le vendite di:
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auto elettriche a batteria sono aumentate del 20,6%,
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ibride plug-in del 32,1%,
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ibride tradizionali del 10,1%.
Nel complesso, i veicoli elettrificati rappresentano il 67% delle nuove immatricolazioni, rispetto al 58,5% di febbraio 2025. Il settore resta tuttavia in una fase di transizione complessa. Le case automobilistiche europee continuano a confrontarsi con la difficoltà di mantenere margini adeguati nella produzione di veicoli elettrici, mentre la concorrenza dei produttori cinesi resta elevata soprattutto nelle fasce di prezzo più accessibili.
Anche sul fronte normativo si osserva una certa flessibilità.
L’Unione Europea e il Regno Unito stanno rivedendo alcune politiche sulle emissioni di CO₂, dopo le pressioni dei costruttori che segnalano la difficoltà di raggiungere gli obiettivi di redditività in una fase di investimenti elevati per la transizione energetica.
Tra i principali competitor, Tesla ha registrato un aumento delle immatricolazioni dell’11,8% su base annua, interrompendo una serie negativa durata tredici mesi.
Le vendite del gruppo statunitense risultano sostanzialmente in linea con quelle del concorrente cinese BYD, con entrambi i marchi che hanno raggiunto una quota di mercato dell’1,8% nel mese di febbraio. BYD continua tuttavia a mostrare tassi di crescita molto sostenuti, con vendite più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Tra i costruttori tradizionali europei, Volkswagen ha registrato un incremento delle vendite del 2,2%, mentre Renault ha evidenziato una flessione del 14,3%, segnalando come il contesto competitivo resti molto eterogeneo tra i diversi gruppi.
Il recupero del titolo Stellantis riflette quindi un miglioramento dei dati operativi in un mercato che resta complesso ma in graduale evoluzione verso l’elettrificazione.
La capacità del gruppo di mantenere una quota di mercato elevata in questa fase di transizione rappresenta un elemento positivo, anche se le prospettive del settore restano influenzate da fattori quali: intensità della concorrenza globale, evoluzione della normativa ambientale, sostenibilità dei margini nel segmento elettrico, dinamica della domanda europea nei prossimi trimestri.
Il rimbalzo delle quotazioni suggerisce che il mercato ha accolto positivamente i dati di febbraio, ma la visibilità sulle prospettive di medio periodo resta legata alla capacità del settore automobilistico europeo di gestire in modo efficace la transizione tecnologica in corso.
Stellantis, trend i medio-lungo termine ancora impostato al ribasso
Il quadro tecnico di Stellantis resta impostato al ribasso nel medio-lungo periodo, ma negli ultimi mesi emergono i primi tentativi di stabilizzazione dopo la forte discesa avviata dai massimi del 2024 in area 26–27 euro.
Il titolo ha attraversato una fase di marcata debolezza che lo ha riportato in prossimità dei minimi del 2020, evidenziando una perdita di momentum molto significativa rispetto al resto del mercato europeo. La struttura grafica evidenzia una chiara sequenza di massimi e minimi decrescenti, tipica di un trend ribassista consolidato.
Dopo il picco del 2024, le vendite hanno progressivamente guadagnato intensità, accompagnando i prezzi fino al test dell’area di supporto a 7,26 euro, minimo segnato nell’aprile 2025.
La violazione di questo livello ha rappresentato un segnale tecnico negativo, perché ha interrotto la fase laterale che si era sviluppata nella prima parte del 2025, aprendo la strada ad un’ulteriore fase di debolezza.
Successivamente il titolo ha esteso il ribasso fino ad avvicinarsi alla fascia dei 5 euro, area che coincide con livelli molto vicini ai minimi di lungo periodo registrati nel marzo 2020 in area 4,80 euro.
La capacità dei prezzi di rallentare la discesa in prossimità di questa zona suggerisce la presenza di un primo tentativo di costruzione di una base tecnica.
Nel breve periodo, il rimbalzo che ha riportato le quotazioni in area 5,80–6 euro rappresenta un segnale di reazione, ma non è ancora sufficiente per modificare la struttura ribassista di fondo. Il movimento appare per ora coerente con una fase di consolidamento dopo un eccesso ribassista piuttosto marcato.
Dal punto di vista grafico, negli ultimi mesi si osserva una fase laterale compresa indicativamente tra 5 e 7,20 euro, intervallo all’interno del quale il mercato sembra cercare un nuovo equilibrio dopo il forte calo precedente.
Questa fase di congestione potrebbe rappresentare un’area di accumulazione, ma al momento non sono ancora visibili segnali chiari di inversione del trend primario. I livelli tecnici più rilevanti restano quindi ben definiti.
Sul lato inferiore, il primo supporto si colloca in area 5,30 euro, livello già testato di recente.
Una discesa sotto questa soglia potrebbe riportare i prezzi verso il supporto psicologico dei 5 euro, mentre eventuali ulteriori indebolimenti aprirebbero lo spazio per un test dei minimi di lungo periodo in area 4,80 euro.
Sul lato superiore, la prima resistenza significativa resta situata in area 7,20–7,30 euro, corrispondente ai minimi dell’aprile 2025 e alla parte alta della fase laterale sviluppatasi negli ultimi mesi. Solo il superamento stabile di questa fascia consentirebbe di inviare un primo segnale di miglioramento del quadro tecnico, con possibili estensioni verso area 8,50–9 euro, dove si collocano precedenti livelli di supporto violati nel corso del 2025.
Per assistere ad un cambio di struttura più significativo sarebbe tuttavia necessario il ritorno sopra area 10–11 euro, zona che in passato ha rappresentato un’importante area di equilibrio tra domanda e offerta.
In sintesi, Stellantis si trova in una fase di possibile stabilizzazione dopo un lungo downtrend, ma il quadro tecnico resta fragile. Il movimento laterale in atto potrebbe rappresentare una fase di accumulazione oppure una pausa temporanea prima di ulteriori oscillazioni. Il comportamento dei prezzi in prossimità dei supporti in area 5 euro e della resistenza in area 7,20 euro sarà determinante per comprendere se il titolo potrà avviare una fase di recupero più strutturata oppure se la pressione ribassista resterà dominante ancora per qualche tempo.
Rai Way, Banca Akros la promuove da accumulate a buy
Tornano a salire le quotazioni di Rai Way dopo il recente calo. Ieri Banca Akros ha migliorato la raccomandazione sul titolo da "Accumulate" a "Buy", riducendo però il prezzo obiettivo da 7,30 a 7,10 euro.
Il gruppo aveva comunicato lunedì i risultati 2025: ricavi core a 282,8 milioni di euro (+2,4%), Adjusted EBITDA a 191,8 milioni (+3,3%), utile netto a 88,6 milioni (-1,4%, depurato dai costi one-off, l'utile netto risulterebbe in leggero aumento).
Per il 2026, al netto della componente energia, Adjusted EBITDA atteso sostanzialmente in linea con l'anno precedente.
Rai Way, il grafico mostra una elevata volatilità
Graficamente rileviamo una volatilità elevata su Rai Way, ma allo stesso tempo anche la mancanza di una direzionalità ben definita, con i prezzi che da oltre un anno stanno oscillando tra 5,34 e 6,30 euro con movimenti intensi e cambi di direzione repentini.
Nelle ultime settimane il titolo è scesa dai massimi a 6,20 euro fino sui minimi di lunedì a 5,53 euro per poi risalire ieri in area 5,90.
Difficile ipotizzare i prossimi movimenti all'interno del range, meglio focalizzarsi su di un eventuale breakout di uno dei due estremi dell'intervallo, circostanza che rappresenterebbe un fattore nuovo nel quadro grafico, potenzialmente in grado di indirizzare i corsi nel futuro più immediato.
Necessaria comunque una conferma in chiusura settimanale per avallare il segnale che potrebbe anticipare un movimento attorno ad 1,00 euro in una direzione o nell'altra.