Manovra: Messina (Intesa), le banche faranno la loro parte, ma no al contributo di un solo settore
pubblicato:Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo e manager di grande esperienza usualmente alieno dalle polemiche, ha dichiarato che in un momento di difficoltà non c’è un solo settore che deve pagare ‘anche a fronte degli accordi presi’. Il primo riferimento è diretto al governo e alle ipotesi di un contributo da 5 miliardi di euro che potrebbe colpire il settore del credito e il secondo riferimento è all’accordo triennale volontario siglato l’anno scorso con lo stesso esecutivo oggi in carica su pressione diretta della premier Giorgia Meloni. Faceva parte dell’intesa, rileva non a caso il manager, anche un acquisto più consistente di titoli di Stato italiani che le banche hanno effettuato.
E’ vero che l’anno scorso le banche hanno fatto i 50 miliardi di utili come sottolinea spesso il vicepremier Matteo Salvini, ma aggiunge Carlo Messina, a fronte di quei 50 miliardi lo Stato incasserà 25 miliardi di imposte. Sostanzialmente quindi il ceo di Intesa, pur riconoscendo l’azione positiva del governo nel processo di stabilizzazione dei conti pubblici, ancor più delicato in questa fase, rivendica il contributo abbondante delle banche al bilancio statale e chiede implicitamente un allargamento della platea ad altri settori oltre quello bancario.
Già in discussione sarebbe un coinvolgimento, oltre che delle assicurazioni, di altri soggetti finanziari, così almeno si leggono le dichiarazioni del vicepremier Antonio Tajani che ha ribadito la contrarietà a una tassazione degli extraprofitti aprendo a un contributo si tutto il mondo finanziario, ‘quindi non soltanto banche e assicurazioni’, quindi per esempio CDP e altre realtà.
GD - www.ftaonline.com