Bollo Auto verso la cancellazione, ecco i numeri
pubblicato:In arrivo il taglio del tributo per la prima macchina entro gli 80 kW con un risparmio stimato fino a 206 euro per le famiglie

Ogni promessa è debito o almeno dovrebbe essere così, ma in politica l’equazione non sempre risulta, dunque fanno notizie non solo le contraddizioni, ma anche le coerenze. È il caso del bollo auto, o meglio della sua cancellazione, che il governo conferma e copre con risorse apposite, non poche invero, ben 2,3 miliardi di euro per l’eliminazione parziale di una patrimoniale poco contestata, quella sul possesso del veicolo che spesso non è capriccio o lusso, ma necessità vitale.
Andiamo per ordine. DECRETO-LEGGE 17 settembre 2026, n. 162: il governo alle prese con quella crisi dei prezzi dell’energia che ancora oggi attanaglia le finanze pubbliche e private, italiane ed europee vara il “Decreto Carburanti”, un decreto-legge appunto che quindi dovrà essere convertito entro il prossimo 16 novembre 2026. Fra le varie previsioni c’è quella dell’esenzione per il bollo auto o moto per l’anno 2027.
Come l'IMU
Ne discendono alcune conseguenze immediate. Gli acquirenti futuri di un veicolo con i requisiti richiesti possono fare i conti senza quel balzello, ma incrociando le dita su una promessa che il governo Meloni ha fatto, ma che sarà probabilmente soggetta all’esito del confronto elettorale, ossia quella di rendere strutturale e dunque oltre la scadenza dell’anno prossimo, questa nuova esenzione che, come avvenuto per l’esenzione dall’IMU sulla prima casa, promette una esenzione dal bollo sulla prima auto o moto.
Chi ci guadagna
La congiunzione è disgiuntiva, perché ogni proprietario dovrà scegliere se ‘rinunciare’ al bollo dell’auto o della moto. Ma si tratta anche di un beneficio condizionato perché applicato solo alle auto con meno di 80 kW di potenza (circa 109 cavalli) e, in presenza di due vetture a quella con potenza minore.
Dove guardare
Dove si trova questa indicazione? Semplice, basta aprire il libretto e controllare la voce P.2 (tecnicamente si parla di Documento Unico o carta di circolazione). Lì si trova l’indicazione in kW della potenza del veicolo. In Italia sono ben 14,5 milioni di veicoli interessati, circa un quarto del parco veicoli circolante censito dall’ACI (moto comprese).
Quanto si può risparmiare
Il risparmio potenziale? Orientativamente tra i 129 e i 206 euro l’anno, in maniera inversamente proporzionale alla potenza del veicolo. Chi paga, entro le soglie di requisito, di più oggi, risparmierà di più domani, ma attenzione a bollare la misura come regressiva. Un interessante articolo del Sole 24 ore di ieri dimostra che in realtà la misura è progressiva: la distribuzione del tributo infatti si irripidisce tra chi ha solo una prima auto entro i requisiti minimi e chi ne ha due, sulla base del criterio patrimoniale insomma si ha un effetto complessivamente progressivo.
Da notare anche che le auto aziendali sono tendenzialmente escluse dal beneficio che è rivolto solo ai privati, quindi taglia fuori i veicoli intestati a società, enti e altri ‘non-privati’. Questo naturalmente focalizza la misura sulle famiglie che hanno un beneficio relativo percentuale maggiore.
L'impatto della misura e i timori delle regioni
Ma l’impatto della misura non è di poco momento e nelle regioni si aspetta con interesse e preoccupazione la prossima conversione del decreto, perché la misura del bollo auto è un prelievo che avvantaggia soprattutto le regioni, non lo Stato: le regioni percepiscono 7,0-7,5 miliardi di euro ogni anno dal bollo sui veicoli, su un bilancio totale di poco inferiore ai 230 miliardi di euro significherebbe un impatto non da poco. Il governo ha garantito la compensazione dei 2,362 miliardi di euro di previsto ammanco per le casse pubbliche, ma spesso nei capoluoghi si resta sul chi va là.
Di certo fino al prossimo 31 dicembre 2026 non si avranno benefici, quindi chi ha la scadenza del bollo entro l’anno dovrà pagare e aspettare l’anno prossimo per il beneficio.