Mediobanca, azioni appesantite dai timori sull'overhang

di FTA Online News pubblicato:
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Borsa Italiana, i rumors sulla cessione di titoli da parte di MPS appessantiscono il titolo della banca milanese

Mediobanca, azioni appesantite dai timori sull'overhang
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Mediobanca ha chiuso la seduta di martedì in calo, con il titolo che ha perso lo 0,93% a 16,99 euro, dopo una giornata caratterizzata da volatilità, con oscillazioni tra 16,655 e 17,16 euro. Alla base della debolezza c’è il riemergere dei timori di un possibile effetto “overhang”, legato all’ipotesi che la controllante Banca Mps possa ridurre in futuro la propria partecipazione in Piazzetta Cuccia.

Secondo quanto riportato da La Stampa, il consiglio di amministrazione di Mps starebbe valutando, tra le varie opzioni strategiche, anche quella di ripristinare il flottante di Mediobanca, cedendo una parte delle azioni e scendendo dall’attuale 86% fino al 51% del capitale. Un’operazione che, sempre secondo il quotidiano torinese, potrebbe generare un incasso fino a 4,8 miliardi di euro per Rocca Salimbeni. L’idea di nuova “carta” potenzialmente in arrivo sul mercato ha immediatamente pesato sul titolo Mediobanca, alimentando le vendite.

A fare da contrappeso, però, c’è quanto indicato nel documento dell’Opas su Mediobanca, nel quale Mps precisa che, qualora non venisse raggiunto l’obiettivo di acquisizione dell’intero capitale e quindi del delisting, la banca non intende comunque adottare misure per ripristinare il flottante minimo. Una precisazione che lascia aperti diversi scenari e contribuisce all’incertezza che il mercato sta scontando.

Nel corso della seduta, i volumi su Mediobanca sono risultati in linea con la media mensile, segnale che la pressione in vendita non è stata accompagnata da un vero e proprio panic selling, ma piuttosto da un atteggiamento prudente degli investitori, in attesa di maggiore chiarezza. Diversa la dinamica su Mps, che ha mostrato un andamento positivo, con il titolo in rialzo intorno all’1%, a conferma di come il mercato stia guardando soprattutto alle implicazioni strategiche per Siena.

Secondo alcuni operatori, l’ipotesi di una riduzione della partecipazione penalizza Mediobanca nel breve periodo, ma molti investitori preferiscono attendere il Cda di Mps, in calendario per domani, dal quale potrebbero emergere indicazioni più precise sul futuro di Piazzetta Cuccia. Il consiglio sarà infatti chiamato a esaminare le modifiche allo statuto, inclusa l’introduzione delle nuove regole per la lista del Cda, in vista dell’assemblea del 4 febbraio.

Il tutto si inserisce in un contesto più ampio e delicato, in cui il futuro di Mps e l’integrazione con Mediobanca tornano sotto la lente dei mercati. Il rinnovo del consiglio di amministrazione di Siena, atteso per il 15 aprile, si avvicina in un clima di tensione tra i principali azionisti. Da un lato il ceo Luigi Lovaglio, sostenuto da Delfin e dal Tesoro, spinge per dare piena attuazione alla strategia delineata nel prospetto dell’operazione su Mediobanca; dall’altro il gruppo Caltagirone, che con il 10,2% del capitale di Mps appare più favorevole a mantenere l’attuale assetto almeno nel breve periodo.

La partita è rilevante anche sul piano industriale: secondo MF-Milano Finanza, in gioco ci sono circa 700 milioni di euro di sinergie annue, di cui circa 300 milioni sui ricavi, grazie all’ampliamento dell’offerta commerciale e all’integrazione delle reti, altri 300 milioni sui costi tramite efficienze operative e IT, e circa 100 milioni sul fronte del funding, grazie a un mix finanziario più efficiente. In questo quadro, l’incertezza sulla governance e sulle tempistiche strategiche continua a riflettersi sui titoli, con Mediobanca che paga oggi il peso dei dubbi, mentre il mercato attende segnali più chiari dalle prossime decisioni di Mps.

Mediobanca, un quadro tecnico più fragile

Il grafico giornaliero di Mediobanca restituisce un quadro tecnico più fragile rispetto ai mesi precedenti, ma non ancora compromesso, con i prezzi inseriti in una fase di consolidamento correttivo dopo il forte ribasso autunnale.

Dopo il massimo relativo in area 22 euro, il titolo ha avviato una discesa decisa che lo ha riportato rapidamente sotto la media mobile esponenziale a 100 giorni, livello che in passato aveva sostenuto il trend rialzista. Il movimento ribassista si è arrestato in area 16 euro, dove i prezzi hanno trovato una zona di supporto credibile, dando origine a un rimbalzo tecnico.

Il recupero successivo, tuttavia, si è fermato in corrispondenza dei livelli di Fibonacci del ribasso precedente. In particolare, l’area compresa tra 18 e 18,50 euro, che coincide con il 38,2% di ritracciamento e con il transito della EMA 100 giorni, si sta dimostrando una resistenza significativa. Non a caso, in questa zona il titolo sta disegnando una figura di consolidamento di tipo “flag”, con massimi e minimi crescenti, segnale di equilibrio instabile tra compratori e venditori.

Finché i prezzi restano sotto la media mobile a 100 giorni, ora passante a 17,65, il recupero va interpretato come rimbalzo correttivo all’interno di una struttura ancora debole. Solo un ritorno stabile sopra 17,65/18 euro, migliorerebbe sensibilmente il quadro, aprendo spazio a un’estensione verso 19–19,5 euro.

Sul lato opposto, la perdita di area 16,5–16,4 euro (violazione della base del flag) rappresenterebbe un segnale di debolezza più marcato, con rischio di ritorno sui minimi in area 15,80 euro e, in caso di rottura, verso i supporti inferiori.

In sintesi, Mediobanca si trova in una fase di transizione: il mercato sta cercando un punto di equilibrio dopo il ribasso, ma la mancanza di forza sopra le resistenze dinamiche suggerisce cautela. Il titolo ha bisogno di conferme sopra 18 euro per rilanciare lo scenario rialzista; finché ciò non avverrà, prevale una lettura di consolidamento correttivo con bias prudente.

Nexi, aggiornati di nuovo i minimi storici

Nuovo ribasso per Nexi che ieri ha aggiornato i minimi storici scendendo a 3,599 prima di attestarsi in chiusura a quota 3,623. Venerdì il gruppo ha annunciato la nomina del nuovo direttore finanziario che avrà effetto dal prossimo 1° Aprile. Si tratta di Piergiorgio Pedron, proveniente da Diasorin, dove è stato Senior Corporate VP e CFO di Gruppo, guidando le funzioni Finance, Controllo, Treasury, Investor Relations, IT, Legale e Strategic Procurement.

Da segnalare relativamente a Nexi che di recente, stando alle comunicazioni Consob, che Mercury UK Holdco LTD ha azzerato la partecipazione nel gruppo (detiene ora appena lo 0,011% del capitale) dal 3,010% con una operazione datata 13/01/2026.

Morgan Stanley ha invece ridotto il prezzo obiettivo sul titolo da 4,75 a 3,85 euro.

Nexi, il quadro tecnicoresta complicato

Sul grafico del titolo Nexi non emergono al momento elementi che facciano pensare ad un imminente cambio di rotta, se non il fatto che trovandoci attualmente sui minimi assoluti, poco distante dai precedenti a 3,6130, un rimbalzo di breve sia possibile, ma in un contesto che resta comunque deficitario.

Reazioni fino a 3,85/3,90 non muterebbero l'impostazione ribassista anche di breve periodo e potrebbero preludere alla realizzazione di un nuovo segmento negativo che sotto 3,60 proietterebbe obiettivi in area 3,30.

Il superamento di quota 3,90 invece allenterebbe almeno temporaneamente le tensioni, aprendo al ritorno in area 4,20. Target successivo a 4,412 euro dove i prezzi andrebbero a coprire il gap down lasciato aperto lo scorso 5 novembre.  

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