Nasdaq da record, AMD supera mille miliardi: l’intelligenza artificiale riaccende i semiconduttori
pubblicato:AMD diventa il quarto chipmaker americano oltre la soglia dei mille miliardi, dopo Nvidia, Broadcom e Micron, mentre il successo di Muse sostiene l’intero ecosistema AI

Martedì il Nasdaq Composite ha aggiornato il massimo storico intraday
Martedì il Nasdaq Composite ha aggiornato il massimo storico intraday, sostenuto dal recupero dei titoli tecnologici e dalla rinnovata propensione al rischio favorita dal calo del petrolio.
La domanda legata all’intelligenza artificiale non mostra segnali evidenti di rallentamento, mentre la solidità degli utili continua a sostenere le aspettative degli investitori.
Il protagonista principale resta il settore dei semiconduttori. Lunedì Advanced Micro Devices ha superato per la prima volta i mille miliardi di dollari di capitalizzazione, diventando il quarto produttore americano di chip a raggiungere questo traguardo dopo Nvidia, Broadcom e Micron Technology.
Il titolo AMD ha guadagnato oltre il 180% dall’inizio del 2026, nonostante la fase correttiva attraversata tra luglio e agosto. A sostenere il rally sono soprattutto gli accordi con OpenAI, Meta e Anthropic, insieme alle aspettative legate alla piattaforma Helios, sulla quale il gruppo punta per raddoppiare le vendite della divisione data center nel 2027.
AMD corre, ma Nvidia conserva un vantaggio enorme
Il confronto competitivo rimane comunque sbilanciato. Nvidia vale circa 5.400 miliardi di dollari e continua a controllare la maggior parte del mercato degli acceleratori destinati all’intelligenza artificiale.
Anche Intel sta attraversando un anno eccezionale, con un progresso superiore al 200% da gennaio e un rialzo del 12% nella stessa seduta. La sua capitalizzazione, tuttavia, resta sensibilmente inferiore, intorno a 640 miliardi di dollari.
Il vero banco di prova per AMD sarà rappresentato dalla durata del ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale.
Se la domanda di infrastrutture AI dovesse rallentare, le divisioni client, gaming ed embedded sarebbero chiamate a compensare l’eventuale decelerazione del data center.
Il successo di Muse alimenta il rally dei chip
A rafforzare l’ottimismo contribuisce anche il successo riscosso da Muse, il nuovo assistente di intelligenza artificiale di Meta Platforms.
A differenza dei chatbot tradizionali, Muse è in grado di svolgere direttamente attività operative, come inviare e-mail, compilare documenti e completare transazioni per conto dell’utente.
La rapida diffusione dell’applicazione ha rafforzato l’idea che gli agenti AI possano diventare una nuova piattaforma di utilizzo di massa, alimentando la domanda di capacità di calcolo e quindi di semiconduttori avanzati.
Non mancano tuttavia le incognite. Un assistente capace di eseguire autonomamente acquisti e operazioni potrebbe entrare in concorrenza con rivenditori, broker online e piattaforme digitali orientate ai consumatori, modificando gli equilibri di diversi settori.
Semiconduttori: il doppio minimo segnala una possibile inversione
Il Philadelphia Semiconductor Index, salito nell’ultima seduta del 2,06% a 12.689,82 punti, mostra segnali tecnici di netto miglioramento.
Dopo essere entrato temporaneamente in territorio ribassista durante la correzione estiva, l’indice ha disegnato tra fine agosto e metà settembre un possibile doppio minimo in area 11.100-11.200 punti.
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Il successivo rialzo ha consentito di superare sia la neckline della figura sia la trendline discendente tracciata dai massimi di agosto.
La proiezione minima del doppio minimo, collocata intorno a 12.500-12.700 punti, è stata sostanzialmente raggiunta. Il mercato si trova ora davanti a una resistenza più impegnativa, compresa tra 12.850 e 13.000 punti, dove passa il 23,6% di ritracciamento del ribasso partito dal massimo di giugno.
Il superamento di questa fascia confermerebbe il cambiamento di direzione e potrebbe aprire spazio verso 13.400-13.600 punti, prima di un possibile ritorno sui massimi storici in area 14.600-14.700 punti.
Una nuova discesa sotto 12.000-11.800 punti indebolirebbe invece il segnale rialzista.
I supporti successivi si trovano a 11.500 e nell’area dei doppi minimi a 11.100 punti. Sotto quest’ultima soglia tornerebbe centrale il supporto di 10.850-10.900 punti, corrispondente al 50% di ritracciamento del precedente rialzo.
AMD accelera, ma il gap aumenta il rischio di volatilità
Anche il grafico di AMD conserva una struttura fortemente rialzista. Il titolo ha superato i precedenti massimi di luglio e ha aperto un ampio gap rialzista, spingendosi oltre 600 dollari.
Il breakout proietta potenzialmente i prezzi verso 650 dollari, ma la distanza raggiunta dalla media mobile esponenziale a 50 giorni, transitante poco sotto 500 dollari, segnala una condizione di forte estensione.
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Il primo supporto si colloca tra 600 e 580 dollari, fascia che comprende la parte inferiore del recente gap. La sua tenuta consentirebbe al titolo di consolidare il nuovo livello raggiunto.
Sotto 580 dollari aumenterebbe invece il rischio di una correzione verso 550-540 dollari e successivamente verso 500 dollari, dove transita la media mobile a 50 giorni.
La media mobile a 200 giorni, in area 390 dollari, conferma comunque che la tendenza primaria resta saldamente rialzista.
Il ritorno del Nasdaq sui massimi e l’inversione del Philadelphia Semiconductor Index segnalano quindi che il mercato ha recuperato fiducia nella crescita dell’AI.
Dopo rialzi di questa portata, tuttavia, la tenuta degli investimenti e la capacità delle società di trasformarli in utili effettivi diventano decisive: valutazioni così elevate lasciano poco spazio a eventuali delusioni.