Neonato trovato tra i rifiuti in un appartamento a Roma, ombre sul padre "sciamano e complottista"
pubblicato:Il padre del piccolo era convinto di guarire ogni cosa con l'ipnosi e nutriva un rifiuto verso qualsiasi apporto medico

Il convivente della madre del neonato di 15 giorni trovato in mezzo ai rifiuti in un appartamento di Roma, nel quartiere Pietralata, era ben noto tra i vicini. Diciamo "convivente" perché, stando a quanto riporta Roma Today, è il padre biologico del bambino ma non lo avrebbe mai riconosciuto. 49 anni, di nazionalità romena, "vive immerso nelle teorie complottiste", dicono i vicini. L'uomo è stato arrestato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, la compagna è stata denunciata e ora ha il divieto di avvicinamento al piccolo, che ora è stato affidato a una casa famiglia e sta meglio.
Il padre "sciamano e complottista"
Emergono nuove verità sull'orrore scoperto venerdì 9 aprile a Roma, dove un neonato di appena 15 giorni è stato trovato in un appartamento su un materasso poggiato su un pavimento sporco tra rifiuti, masserizie e muffa.
Ad esempio, il padre sarebbe già noto alle forze dell'ordine per precedenti di spaccio e rapina. Da anni gestiva un cannabis shop insieme alla compagna, un'attività che avrebbe perso fatturato con l'avvento del Covid-19 e il conseguente lockdown.
Il piano inclinato arriva con le teorie complottiste che i vicini ricordano bene. "Non è cattivo, ma vive immerso nelle teorie complottiste: vaccini, Big Pharma, scie chimiche e microchip. Diceva che nel suo corpo non avrebbe mai permesso a nessuno di iniettargli veleno", dice un conoscente a Repubblica.
Sempre Repubblica scrive che il 49enne sarebbe convinto di guarire tutto con l'ipnosi.
La madre trasandata e taciturna
Abissale la differenza tra lei e lui. Lei, secondo Roma Today, è sempre stata taciturna e schiva. Vicini raccontano di averla vista spesso aprire il negozio di largo Beltramelli, muoversi per strada con l'aria trasandata e con scarsa cura di sé. Nessuno avrebbe mai visto la coppia passeggiare con il bambino. Solo lei sarebbe stata vista qualche volta con il pancione.
31 anni, originaria del Frusinate, non era una neomamma: la coppia aveva avuto un altro figlio due anni fa, ma il piccolo era nato in casa ed era morto per una meningite fulminante e un'infezione polmonare dopo aver ingerito liquido amniotico: per questo episodio la coppia era indagata per omicidio colposo.
Il neonato trovato a Roma tra rifiuti e droga
Tutta la storia è venuta fuori giovedì 9 aprile, quando gli agenti della polizia locale del VII Gruppo Appio, dopo numerosi appostamenti, sono entrati nell'appartamento in cui la coppia viveva con il neonato. Il piccolo, come già riferito, dormiva su un materasso adagiato su un pavimento sporco, circondato da rifiuti, muffa, calcinacci, masserizie e soprattutto droga per un totale di cinque chilogrammi tra hashish e marijuana.
Il bambino è apparso denutrito e disidratato ed è stato trasportato d'urgenza presso il Policlinico Umberto I. L'allarme era scattato quindici giorni prima, quando il neonato è venuto al mondo presso l'ospedale Sandro Pertini e i genitori lo avevano portato via contro il parere dei medici, senza dare il tempo ai sanitari di somministrargli le terapie post-natale.
Come sta il bambino
Repubblica ha raccolto la testimonianza di Gianluca Terrin, direttore del reparto di Neonatologia presso il Policlinico Umberto I. Il bambino "non era in una condizione di particolare gravità" ma è stato prezioso il tempisto degli agenti.
"Non c’è stato bisogno di intervenire con delle flebo. È stato alimentato con latte in formula", continua Terrin. Nella giornata di venerdì il piccolo è stato dimesso ed è stato accompagnato in una casa famiglia nell'attesa della decisione dell'Autorità Giudiziaria Minorile.