Asia-Pacific in negativo. Nikkei 225 in declino dello 0,03%

27/10/2021 08:20:00

Dopo una seduta di moderato rialzo per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi l'S&P 500, apprezzatosi dello 0,18% martedì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza ha virato decisamente in negativo. Il principale fattore ribassista è il dato sull'inflazione del terzo trimestre in Australia: per quanto l'indice dei prezzi abbia registrato un rallentamento, l'inflazione core è salita al 2,1% annuo (a fronte di un balzo del 7,1% per i prezzi dei carburanti), superando il target del 2% di Reserve Bank of Australia e attestandosi sui massimi dal 2015. Gli investitori temono che l'aumento dell'inflazione mentre le economie sono in ripresa dalla crisi del Covid-19 metta pressione sugli istituti centrali nell'accelerare la riduzione dei piani di stimolo. Riflettori puntati sul cruciale dato del personal consumption expenditure (Pce), che verrà pubblicato in Usa giovedì. La tendenza in negativo viene confermata dalla perdita intorno allo 0,80% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è sostanzialmente invariato a fronte di uno yen in moderato recupero sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 limita allo 0,03% il suo declino (fa peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,23%). Sul fronte macroeconomico, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto in Australia del 3,0% annuo nel terzo trimestre 2021, in rallentamento rispetto al 3,8% del secondo, quando si era attestato sui massimi dal 2008. Il dato si confronta con il 3,1% del consensus di Reuters. Su base sequenziale l'inflazione è invece rimasta invariata allo 0,8% già segnato nel secondo trimestre, in linea con le attese degli economisti. A Sydney si è limitato allo 0,07% il guadagno dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

I profitti del settore industriale hanno registrato in Cina un balzo del 44,7% annuo nei primo nove mesi del 2021, comunque in rallentamento rispetto al 49,5% del periodo gennaio-agosto. Nel solo mese di settembre i profitti industriali sono invece saliti del 16,3% annuo, contro il 10,1% precedente. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa l'1,10% e l'1,40% rispettivamente, contro un ribasso intorno all'1,30% per lo Shenzhen Composite. Male anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di circa l'1,70% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una flessione di quasi il 2%). Contrazione intorno allo 0,70% invece per il Kospi di Seoul.

RR - www.ftaonline.com