Pensione agosto 2026, ecco come funziona

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Il prossimo mese arriveranno i primi conguagli delle dichiarazioni dei redditi. Segnalazione dell’INPS sulle prestazioni collegate al reddito

Pensione agosto 2026, ecco come funziona

Il rateo pensione dell’agosto 2026 arriverà il 1° agosto nel caso di pagamento presso Poste Italiane e il 3 agosto nel caso di accredito presso gli istituti bancari.
La norma vuole che il pagamento avvenga il primo giorno bancabile del periodo (con l’eccezione di gennaio) e sarà rispettata anche il prossimo mese.

Pensione 2026, le particolarità di agosto

Il mese di agosto sarà però differente dagli altri per altri versi. In base alle regole dell’Agenzia delle Entrate, è infatti previsto che sia questo il mese per la prima applicazione dei conguagli delle dichiarazioni dei redditi modello 730/2026 per i pensionati che hanno scelto l’INPS come sostituto d’imposta.

Questo significa che i pensionati riceveranno il prossimo mese l’accredito delle somme spettanti, se la dichiarazione si fosse chiusa a credito per il contribuente, o la trattenuta delle somme, se si fosse chiusa con un debito d’imposta.

In favore del contribuente inoltre l’INPS segnala che è preventivamente possibile consultare l’esito della dichiarazione tramite il servizio online “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino” o tramite l’app  INPS Mobile

Pensione 2026, il caso delle prestazioni collegate al reddito

Un caso a parte è costituito dalle prestazioni collegate al reddito che impongono l’adozione e quindi la presentazione del modello RED. La presentazione di questo modello determina la perdita, l’ottenimento o il mantenimento di questa prestazione previdenziale ed è quindi essenziale.

L’INPS, con il messaggio 2394 del 17 luglio 2026, ha precisato in proposito che: “In caso di mancata comunicazione nei termini stabiliti dall’Istituto, la prestazione è sospesa”.

Se inoltre l’interessato non trasmette alcuna comunicazione sull’argomento entro sessanta giorni dalla sospensione, la prestazione si intende revocata in via definitiva ‘con il recupero delle somme indebitamente corrisposte’.
La campagna RED 2023 riferita all’anno di reddito 2022 si è conclusa il 31 marzo 2025.

L’INPS però precisa che, per evitare la revoca della prestazione, il può presentare una domanda di ricostituzione reddituale, indicando i redditi rilevanti per l’anno 2022. È disponibile un’apposita domanda denominata “Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”.