Petrolio e gas in forte calo su parole Trump e ipotesi rilascio riserve

di Simone Ferradini pubblicato:
3 min

Trump vede la fine della guerra con l'Iran, ma c'è da fidarsi? Intanto il G7 discute del possibile utilizzo delle riserve IEA

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Massiccia flessione per il prezzo del petrolio dopo le dichiarazioni di Trump. Il presidente USA ha affermato che la guerra contro l'Iran è in fase avanzata e che finirà molto presto.

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Balzo petrolio e gas, il ruolo decisivo dello stretto di Hormuz

Il greggio si allontana con decisione dai massimi dal giugno 2022 toccati ieri ma resta attivo il recupero dai minimi da aprile-maggio del 16 dicembre: i future maggio segnano per il Brent 92,10 $/barile (massimo ieri a 119,50, minimo del 16/12 a 58,53), per il WTI 85,95 $/barile (massimi da giugno 2022 a 110,55, minimo del 16/12 a 54,98). Si rilassano anche le quotazioni del gas: Il Dutch TTF Natural Gas Future aprile segna circa 49 euro/MWh, -13% rispetto alla chiusura precedente (56,453) e ben al di sotto del massimo da gennaio 2023 toccato ieri a 69,500 euro/MWh (anche in questo caso resta attivo il movimento ascendente originato dal minimo da aprile 2024 a 26,530 dell'11 dicembre.

I prezzi delle materie prime indispensabili per l'autotrazione (petrolio) e per la produzione di energia elettrica (gas) sono in forte rialzo a causa della guerra scatenata da USA e Israele contro l'Iran, guerra che ha messo a forte rischio il passaggio delle petroliere e delle navi per il trasporto del gas liquefatto per lo stretto di Hormuz. Si tratta di un tratto di mare di circa 50 chilometri fondamentale per le rotte da Kuwait, Qatar, Bahrein, ed Emirati Arabi Uniti, quindi dal Golfo Persico al Golfo di Oman e quindi Oceano Indiano o Mar Rosso in direzione del Canale di Suez.

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Ipotesi rilascio riserve IEA

Ovviamente le dichiarazioni di Trump hanno scatenato le vendite su gas e petrolio ma, altrettanto ovviamente, non possono essere prese a garanzia di scenari anche solo di breve termine, dato che il funambolico presidente americano ci ha da tempo abituato a sorprese a cadenza quasi giornaliera.

Un elemento che potrebbe invece riportare una parvenza di ordine sui mercati delle materie prime dell'energia è l'iniziativa della IEA, l'International Energy Agency. Ieri al termine di una riunione dei ministri dell'economia del G7, il direttore esecutivo Fatih Birol ha dichiarato in un comunicato che nel meeting sono state esaminate varie opzioni per ridurre i rischi, tra cui quella di liberare le riserve di emergenza di petrolio IEA, pari a oltre 1,2 miliardi di barili, più altri 600 milioni detenuti dalle compagnie petrolifere in base a obblighi governativi.

Per dare un termine di paragone, il consumo globale di petrolio è pari a 100-105 milioni di barili al giorno. Stamattina il ministro dell'industria del Giappone, Ryosei Akazawa, ha detto che il Paese asiatico è favorevole all'ipotesi di rilascio di riserve IEA e che è in programma per oggi una riunione dei ministri dell'energia del G7 per analizzare i dettagli dell'operazione.

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