Petrolio in rialzo con le tensioni in Medioriente, a Milano brilla Tenaris dopo i dati
pubblicato:Acquisti sul petrolio greggio nei mercati internazionali. Il future sul Brent segna un rialzo dell'1,61% a 71,48 dollari al barile e quello sul WTI passa di mano a 66,37 dollari (+1,81%).
Ad arroventare le quotazioni dell'oil il montare delle tensioni geopolitiche in Medioriente. Dopo i tentativi di negoziato dei giorni scorsi tra Washington e Teheran gli States hanno continuato ad ammassare forze militari nell'area con la più massiccia dislocazione di caccia e velivoli di supporto dai tempi dell'invasione dell'Iraq nel 2003. Tra Medioriente e Mediterraneo orientale, gli Stati Uniti contano ben 13 navi, comprese la portaerei Abramo Lincoln e la Gerald R. Ford e ben 9 "destroyer" che sarebbero capaci di difendere le truppe da missili balistici. L'Iran resta comunque dotato di una notevole forza missilistica e di forse militari che potrebbero tentare di chiudere lo Stretto di Hormuz dal quale passa circa un quinto del petrolio greggio mondiale che viaggia via mare. Sarebbero comunque diverse le opzioni a disposizione della Casa Bianca anche nel caso di scoppio della guerra.
Le tensioni si traducono nei mercati con un rialzo deciso delle quotazioni del petrolio e dei titoli del settore.
A Piazza Affari Eni segna un rialzo dello 0,97% e Tenaris compie un balzo dell'8,2% mentre Saipem tratta sopra la parità (+0,09%). Il caso di Tenaris a Milano resta specifico: il gruppo ha infatti pubblicato risultati trimstrali superiori alle attese con ricavi a quasi 3 miliardi di euro (+5%) oltre il consensus, ma una flessione dell'ebitda dell'1% e una dell'utile netto dell'11% a 461 milioni di euro. Diverse promozioni hanno incoraggiato la lettura dei dati della società dei servizi all'industria petrolifera.