Petrolio sopra 61 dollari: il mercato sconta il rischio geopolitico e rompe le resistenze chiave

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
6 min

Dal punto di vista tecnico prende forma un possibile doppio minimo: sopra 61$ spazio per un rimbalzo verso 64 e 67 dollari

Petrolio sopra 61 dollari: il mercato sconta il rischio geopolitico e rompe le resistenze chiave

Il petrolio rimbalza sopra 61 dollari: geopolitica, offerta a rischio e segnali tecnici di accumulazione

I prezzi del greggio estendono il recupero, con il WTI che torna sopra quota 61 dollari, sostenuto da un mix sempre più evidente di rischi geopolitici sull’offerta e da una struttura tecnica che inizia a suggerire un potenziale cambio di passo dopo mesi di debolezza.

Sul piano fondamentale, il mercato sta progressivamente incorporando un premio di rischio geopolitico. Le tensioni legate all’Iran, alle infrastrutture energetiche russe e ai flussi dal Kazakistan stanno oscurando, almeno nel breve periodo, le aspettative di un aumento dell’offerta globale, inclusa quella potenzialmente proveniente dal Venezuela.


Geopolitica: l’offerta globale torna fragile

Diversi fattori stanno convergendo nel rendere il quadro dell’offerta più incerto:

  • Attacchi con droni nel Mar Nero hanno colpito tre petroliere dirette al terminal di Yuzhnaya Ozereyevka, snodo cruciale per circa l’80% delle esportazioni di greggio kazako.

  • La produzione di petrolio e gas condensato del Kazakistan è crollata di circa il 35% tra inizio gennaio e metà mese, a causa di limitazioni operative, condizioni meteo avverse e danni alle infrastrutture.

  • Il terminal CPC era già stato colpito a fine novembre, segnalando una vulnerabilità strutturale delle rotte di esportazione dalla regione.

  • Sul fronte Iran, le proteste interne, la repressione governativa e le minacce di intervento militare statunitense, unite all’annuncio di dazi del 25% contro i Paesi che fanno affari con Teheran, aumentano il rischio di un’esclusione parziale delle esportazioni iraniane dal mercato globale.

  • Anche il Venezuela resta un’incognita: il possibile ritorno di barili sul mercato è controbilanciato dall’instabilità politica e dalle incertezze sulle reali capacità operative.

Non sorprende quindi che, come osserva John Evans di PVM Oil Associates, il mercato stia “prezzando una protezione contro i rischi geopolitici”, come dimostra anche l’allargamento del premio del Brent rispetto al benchmark di Dubai, ai massimi da luglio.


Lettura tecnica: area 61 dollari come snodo chiave per il WTI

Dal punto di vista tecnico, il movimento acquista particolare rilevanza.
L’area dei 61 dollari non è casuale: coincide infatti con:

  • il 38,2% di ritracciamento di Fibonacci del ribasso partito dal massimo di fine luglio;

  • il lato alto di un canale laterale sviluppatosi a partire dal minimo del 20 ottobre, con caratteristiche tipiche di una fase di accumulazione.

Il comportamento dei prezzi nelle ultime settimane suggerisce la possibile costruzione di un doppio minimo, figura che spesso anticipa tentativi di rimbalzo più strutturati. La rottura decisa della parte alta del range rafforza questa lettura, soprattutto se il superamento di area 61 dollari verrà confermato in chiusura di seduta.


Scenari operativi

  • Scenario costruttivo:
    Una tenuta stabile sopra i 61 dollari renderebbe credibile un’estensione del rimbalzo verso 64 dollari (prima resistenza intermedia) e successivamente 67 dollari, obiettivo coerente con la proiezione del pattern di accumulazione.

  • Scenario di cautela:
    Un ritorno sotto 60 dollari indebolirebbe il segnale rialzista e potrebbe riaprire la strada a un test del supporto in area 58,50 dollari, livello che aveva funzionato da resistenza tra fine dicembre e inizio gennaio.


Wisdomtree Wti Crude Oil: breakout dal canale correttivo e primo segnale di inversione di breve

Il grafico del Wisdomtree Wti Crude Oil (GB00B15KXV33) mostra un segnale tecnico rilevante di rafforzamento, dopo una lunga fase di debolezza e consolidamento.

I prezzi hanno rotto al rialzo il lato superiore del canale discendente che conteneva il movimento a partire dai massimi estivi, segnalando un possibile cambio di passo nel trend di breve periodo.

La struttura precedente era chiaramente correttiva: una sequenza di massimi e minimi decrescenti, ben incanalata, che ha accompagnato il ribasso per diversi mesi.

La rottura della resistenza dinamica in area 7,90–8,00 (nel caso dell’ETC/ETF WisdomTree WTI Crude Oil, CRUDE) rappresenta il primo vero segnale che la pressione ribassista si sta esaurendo.


Livelli chiave e lettura del movimento

  • Breakout tecnico:
    Il superamento deciso di 7,90 coincide con:

    • la rottura del canale discendente,

    • il ritorno sopra una resistenza che aveva respinto i prezzi più volte negli ultimi mesi.

    Questo rende il segnale più affidabile rispetto a un semplice rimbalzo tecnico.

  • Target di breve:
    Il primo obiettivo naturale si colloca in area 8,10, livello indicato anche sul grafico.
    Oltre questa soglia, si apre spazio per un’estensione verso area 8,80–9,00, dove passano resistenze statiche più importanti e livelli coerenti con una normalizzazione del ribasso precedente.

  • Supporti:
    In caso di pullback, il vecchio livello di breakout 7,90–7,80 diventa ora supporto chiave.
    Finché i prezzi restano sopra questa area, il movimento va letto come una ripartenza ordinata e non come un falso segnale.


Contesto tecnico più ampio

Il movimento attuale si inserisce in una fase in cui:

  • la volatilità resta contenuta,

  • i volumi mostrano segnali di riattivazione,

  • il mercato sembra aver completato una fase di accumulazione dopo il ribasso.

Dal punto di vista ciclico, il crude sta cercando di costruire una base dopo mesi di trend negativo. Non siamo ancora in presenza di un trend rialzista di medio periodo, ma il quadro tecnico è cambiato: da ribasso dominante a scenario di recupero controllato.


Sintesi operativa

  • Bias: rialzista di breve

  • Livello spartiacque: 7,90

  • Target: 8,10 → 8,80/9,00

  • Invalidazione: ritorni stabili sotto 7,70

In conclusione, il crude oil sta lanciando un segnale tecnico costruttivo, coerente con il contesto geopolitico e con la recente riattivazione del premio di rischio sull’offerta. Le eventuali correzioni sopra i supporti vanno lette più come pullback di conferma che come segnali di debolezza, finché il breakout resta valido.


Conclusione

Il petrolio sta vivendo una fase di transizione delicata ma interessante.

La combinazione di rischi geopolitici crescenti, fragilità delle infrastrutture di esportazione e segnali tecnici di accumulazione ha riportato l’attenzione sul comparto energetico, dopo mesi dominati da eccesso di offerta percepita e scarsa direzionalità.

Nel breve, l’area dei 61 dollari rappresenta il vero spartiacque tecnico. Sopra questo livello, il mercato inizia a raccontare una storia diversa: non ancora un nuovo bull market, ma un rimbalzo potenzialmente più strutturato, sostenuto da fondamentali che tornano a pesare.

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