Piazza Affari chiude in controtendenza: il Ftse Mib future regge tra dazi, geopolitica e attese su Nvidia
pubblicato:Focus su macro tedeschi in miglioramento, inflazione italiana stabile e stagione degli utili USA agli sgoccioli con Nvidia sotto i riflettori

Piazza Affari ha terminato la seduta di ieri in rialzo
Piazza Affari chiude la seduta in territorio positivo, distinguendosi rispetto a un contesto europeo più debole e condizionato dall’incertezza commerciale globale.
Il future sul FTSE MIB archivia la giornata a 46.765 punti (+0,46%), dopo aver oscillato tra un minimo di 46.435 e un massimo di 47.175 punti. Una performance che evidenzia una certa resilienza del listino milanese, capace di assorbire un flusso di notizie internazionali tutt’altro che rassicurante.
Il tema dominante resta quello dei dazi statunitensi
Il tema dominante resta quello dei dazi statunitensi. La decisione della Corte Suprema USA di limitare l’utilizzo dell’IEEPA per imporre tariffe commerciali ha riaperto un fronte legale e politico complesso.
La reazione della Casa Bianca – con l’introduzione di una tariffa globale prima al 10% e poi al 15% facendo leva su basi giuridiche alternative – non ha contribuito a rasserenare il clima.
Anzi, l’impressione è che il quadro normativo rimanga fluido e potenzialmente soggetto a nuovi cambiamenti, con effetti diretti sulle strategie delle imprese e sulle catene globali del valore.
Sul versante europeo, il tono resta improntato alla cautela
Sul versante europeo, il tono resta improntato alla cautela. Bruxelles avrebbe richiesto maggiore chiarezza a Washington prima di procedere con la ratifica dell’accordo commerciale bilaterale, in un contesto definito da più parti come “caotico”.
Il rischio è che la questione tariffaria si trasformi in un elemento strutturale di volatilità, capace di influenzare investimenti e scambi nel medio periodo.
A ciò si aggiunge il ritorno delle tensioni geopolitiche
A ciò si aggiunge il ritorno delle tensioni geopolitiche. Il dossier iraniano torna al centro dell’attenzione con l’annuncio di un possibile nuovo round di colloqui a Ginevra, subordinato alla presentazione di una proposta aggiornata sul nucleare.
Le posizioni restano distanti, soprattutto sul tema dell’arricchimento dell’uranio, e ogni sviluppo viene monitorato attentamente dai mercati energetici e finanziari.
Sul piano macroeconomico, arrivano segnali contrastanti
Sul piano macroeconomico, arrivano segnali contrastanti ma nel complesso meno negativi del previsto.
In Germania l’indice IFO di febbraio sale a 88,60 da 87,60, segnando il livello più alto da agosto 2025 e indicando un miglioramento sia delle condizioni correnti sia delle aspettative.
In Italia l’inflazione di gennaio viene confermata all’1,0% su base annua, con un +0,4% mensile e un rallentamento rispetto a dicembre: un dato che contribuisce a mantenere stabile il quadro sui prezzi, in linea con un contesto di crescita moderata.
Negli Stati Uniti, invece, gli ordini di fabbrica di dicembre mostrano una flessione dello 0,7% su base mensile, mentre alcune componenti core registrano variazioni positive.
Il quadro resta quindi misto: segnali di rallentamento convivono con indicazioni di tenuta in segmenti più strutturali dell’economia.
Anche l’indice manifatturiero della Fed di Dallas e il Chicago Fed National Activity Index offrono letture che non delineano una recessione imminente, ma suggeriscono una fase di transizione.
Sul fronte societario, la stagione degli utili del quarto trimestre è ormai agli sgoccioli, con solo una settantina di società dell’S&P 500 ancora attese al varco.
L’attenzione si concentra in particolare sui risultati di Nvidia
L’attenzione si concentra in particolare sui risultati di Nvidia, in calendario mercoledì, che rappresentano un test cruciale per il comparto tecnologico e per l’intero tema dell’intelligenza artificiale, uno dei principali driver del mercato nell’ultimo anno.
Il mercato italiano sembra beneficiare di una combinazione di fattori
In questo contesto, la chiusura positiva di Piazza Affari assume un significato particolare. Il mercato italiano sembra beneficiare di una combinazione di fattori: valutazioni ancora relativamente interessanti, esposizione settoriale meno concentrata sul tech puro e una certa stabilizzazione del quadro macro europeo.
Tuttavia, la volatilità resta elevata e il tema dei dazi continua a rappresentare un potenziale catalizzatore di movimenti repentini.
I mercati stanno entrando in una fase più selettiva
La sensazione è che i mercati stiano entrando in una fase più selettiva, dove la dispersione tra settori e singoli titoli diventa centrale.
Milano, per ora, tiene il passo. Ma la direzione di medio termine dipenderà molto dall’evoluzione del contesto politico-commerciale globale e dalla capacità delle grandi aziende – a partire dai colossi tecnologici USA – di confermare aspettative ancora ambiziose.
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