Piazza Affari peggiore in Europa, pesa il crollo dell'AI. FTSE MIB -0,2%
pubblicato:Il FTSE MIB segna -0,2%, il FTSE Italia All-Share -0,2%, il FTSE Italia Mid Cap -0,2%, FTSE Italia STAR -0,9%.
Mercati azionari europei in recupero dai minimi visti in avvio: EURO STOXX 50 -0,4%; Londra (FTSE 100) +0,4%; Francoforte (DAX) +0,0%; Parigi (CAC 40) +0,6%; Madrid (IBEX 35) +0,6%.
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Future su indici azionari americani deboli: S&P 500 -0,3%; NASDAQ 100 -1,1%; Dow Jones Industrial +0,3%. Le chiusure dei principali indici di Wall Street nella seduta precedente: S&P 500 -1,11%; NASDAQ Composite -1,88%; Dow Jones Industrial -0,09%.
Mercato azionario giapponese in pesante ribasso. L'indice Nikkei 225 ha chiuso a -4,90%. Borse cinesi negative. L'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen segna -1,2%, l'Hang Seng di Hong Kong -1,3%.
L'euro recupera dal minimo da maggio 2025 a 1,1113 toccato ieri. EUR/USD al momento segna 1,1210 circa.
Petrolio sui minimi da inizio settimana, arretra dal massimo dal 29 settembre toccato lunedì a 107,33 dollari/barile: il future dicembre sul Brent segna 104,05.
Gas sotto il massimo da dicembre 2022 a 87,805 euro/MWh toccato ieri. Il Dutch TTF Natural Gas Future novembre segna 85,480 euro/MWh, -1,9% rispetto alla chiusura precedente (87,138).
BTP in forte miglioramento, bene anche lo spread. Il rendimento del decennale segna 4,45% (chiusura precedente a 4,57%), lo spread sul Bund 107 bp (109) (dati MTS).
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Forti ribassi per i titoli dei settori microchip e AI in scia al -4,30% con cui l'indice di riferimento dei semiconduttori SOX ha chiuso la seduta ieri sera. A Milano Technoprobe -9,4%, STM -7,0%, Prysmian -8,1%, LU-VE -7,3%. Le vendite sul comparto sono scattate ieri a inizio pomeriggio dopo la pubblicazione dei dati sull'inflazione USA leggermente superiori alle attese, il che ha immediatamente fatto salire la probabilità di rialzi dei tassi da parte della Fed. Il settore è particolarmente sensibile ai tassi in quanto gli investimenti in AI e data center richiedono enormi finanziamenti.
In rialzo invece le utility che beneficiano del calo dei rendimenti a lungo termine. L'indice FTSE Italia Utenze segna +1,2%, l'EURO STOXX Utilities +0,5%. A Milano Enel +1,4%, Snam +2,1%, Terna +1,6%, Hera +1,8%.
Arretrano i petroliferi con la correzione del greggio: Eni -0,6%, Tenaris -1,9%, Saipem -3,6%, in controtendenza d'Amico +0,5%.
Di contro sono in verde i titoli del settore cemento - utilizzano pesantemente i combustibili fossili nel processo produttivo, se il prezzo del greggio sale aumentano i costi di produzione e viceversa - Cementir Holding +0,7% e Buzzi +0,9% a 36,92 euro: su quest'ultima Equita conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 54 euro in vista dei risultati del terzo trimestre in uscita il 5 novembre. Gli analisti prevedono il ritorno alla crescita organica (+1,3%) dei ricavi dopo i segni negativi dei primi due e un miglioramento a livello margini, con avvicinamento alla loro stima di 1,171 miliardi di euro (-6% a/a e -2% atteso nel sem2 dopo il -10% nel sem1).
Positiva Brunello Cucinelli +1,5%: dopo la chiusura del mercato comunicherà i ricavi del terzo trimestre.
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L'agenda macroeconomica prevede alle 11:00 produzione industriale eurozona.
Negli USA alle 14:30 richieste settimanali sussidi disoccupazione, indice prezzi alla produzione, indice Empire State Manufacturing NY Fed, indice manifatturiero Philadelphia Fed, vendite al dettaglio, alle 16:00 indice scorte delle imprese, alle 18:00 variazione settimanale scorte petrolio EIA.