Prysmian, azione in rialzo, spunti positivi dagli analisti di Jefferies
pubblicato:Borsa Italiana, i titoli della società dei cavi mostrano un quadro tecnico complessivamente costruttivo

Netto rialzo ieri per Prysmian che ha guadagnato il 3,45% a 89,26 euro. I prezzi hanno oscillato tra 85,48 e 91,00.
Jefferies ha confermato una visione decisamente positiva su Prysmian, ribadendo la raccomandazione buy e il target price a 104 euro, dopo una call con il management che ha rafforzato la fiducia sulla traiettoria di crescita del gruppo nel medio-lungo periodo.
Secondo gli analisti, la società ha chiuso l’anno in modo molto solido in tutti i principali segmenti di business, trasmettendo un messaggio di continuità operativa e di crescente visibilità sugli obiettivi strategici fissati al 2028. Il tono della call è stato giudicato costruttivo, con un livello di confidenza superiore rispetto agli aggiornamenti precedenti.
Nel dettaglio, il segmento Transmission continua a muoversi in linea con aspettative già elevate, confermandosi uno dei pilastri della storia industriale di Prysmian. La domanda resta sostenuta, supportata dai grandi progetti infrastrutturali legati alla transizione energetica e al rafforzamento delle reti di interconnessione, con un backlog che garantisce visibilità pluriennale.
Anche il business delle reti elettriche mostra un momentum robusto, beneficiando degli investimenti strutturali nella modernizzazione delle reti e nell’elettrificazione, temi che restano centrali sia in Europa sia negli Stati Uniti.
In questo contesto, Prysmian appare ben posizionata per intercettare una domanda che non ha carattere ciclico, ma strutturale. Particolarmente rilevante, secondo Jefferies, è lo slancio del segmento Industrial & Construction negli Stati Uniti, trainato in modo crescente dallo sviluppo dei data center.
La forte espansione delle infrastrutture digitali e dell’intelligenza artificiale sta alimentando una domanda sostenuta di cavi ad alte prestazioni, creando un ulteriore driver di crescita per il gruppo.
Un altro elemento chiave emerso dalla call riguarda la fiducia sulla generazione di free cash flow, che rimane uno dei punti di forza del profilo finanziario di Prysmian. La capacità di trasformare la crescita operativa in cassa rafforza la flessibilità strategica del gruppo e sostiene la tesi di investimento anche in ottica di creazione di valore per gli azionisti.
L’unico fattore di cautela segnalato da Jefferies riguarda il rafforzamento dell’euro e l’ulteriore indebolimento del dollaro statunitense rispetto alle ipotesi incorporate nell’aggiornamento di luglio.
Si tratta tuttavia di un elemento esogeno, più legato al contesto macro e valutario che ai fondamentali industriali, e che al momento non intacca la solidità del quadro complessivo.
In sintesi, Prysmian viene descritta come una storia di crescita strutturale, sostenuta da trend di lungo periodo – energia, reti, digitalizzazione – con elevata visibilità, forte generazione di cassa e un posizionamento competitivo che giustifica valutazioni premium.
Per Jefferies, il titolo resta una delle migliori esposizioni industriali ai grandi temi infrastrutturali dei prossimi anni.
Prysmian, quadro tecnico costruttivo
Il quadro tecnico di Prysmian resta complessivamente costruttivo, ma il titolo si trova in una zona chiave in cui il mercato sta decidendo se proseguire il trend di fondo oppure prendersi una pausa più profonda.
Dopo il forte rialzo sviluppato tra l’estate e l’inizio dell’autunno, i prezzi hanno smesso di accelerare e da ottobre si muovono all’interno di una fase laterale ben definita, compresa grossomodo tra 80 e 92 euro.
Questa congestione arriva dopo un movimento direzionale importante, e per questo può essere letta come una fase di consolidamento “alta”, più che come un segnale di distribuzione. Il lato alto del range, in area 92 euro, rappresenta il vero spartiacque tecnico.
È il massimo di ottobre e ha già respinto i tentativi di allungo nelle ultime settimane. Una rottura netta e confermata sopra 92 costituirebbe un segnale di forza molto rilevante: significherebbe la fine della fase laterale e la riattivazione dell’uptrend di medio-lungo periodo, con proiezioni tecniche che portano almeno verso area 100 euro, in linea anche con le valutazioni più ottimistiche degli analisti.
Finché questa resistenza non viene superata, è però fisiologico che il titolo resti soggetto a movimenti erratici e prese di profitto, senza che ciò comprometta la struttura di fondo. In questo contesto, l’area 85 euro assume il ruolo di primo supporto intermedio: è il livello sopra il quale il mercato continua a “lavorare” in ottica costruttiva.
Una discesa sotto 85 euro aprirebbe invece spazio a un ritorno verso la base del range, in area 80 euro, che rappresenta il supporto chiave dell’intera fase laterale. Qui passa il vero livello di difesa del trend di medio periodo: finché questa zona tiene, la congestione resta compatibile con una figura di continuazione.
Solo la violazione decisa anche di area 80 euro cambierebbe radicalmente la lettura del grafico, trasformando la struttura attuale in un potenziale doppio massimo. In quel caso, il rischio sarebbe l’avvio di una correzione più profonda, con obiettivi tecnici verso i 70 euro, livello coerente con le proiezioni della figura ribassista.
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