Prysmian, seduta volatile per l'azione dopo i risultati
pubblicato:Borsa Italiana: il colosso dei cavi conferma una forte generazione di cassa. Bene il Nord America. Il titolo mostra un quadro tecnico interessante

Seduta volatile giovedì per Prysmian, che ha vissuto una giornata a doppia faccia: forte escursione intraday tra 95,20 e 102,25 euro, per poi chiudere poco sopra la parità intorno ai 100 euro. Un movimento che riflette bene la natura dei conti pubblicati: solidi, strutturalmente positivi, ma leggermente sotto le attese sul fronte dell’Ebitda trimestrale.
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Prysmian, luci e ombre dei dati trimestrali
Nel quarto trimestre 2025 il gruppo ha riportato ricavi per 4,97 miliardi di euro, con una crescita organica del 4,3%, inferiore alle aspettative del mercato.
L’Ebitda adjusted si è attestato a 622 milioni, in crescita del 20% su base annua ma circa il 2% sotto il consensus.
Anche l’utile netto trimestrale è risultato inferiore alle stime. Numeri quindi robusti, ma non tali da generare una sorpresa positiva in un titolo che negli ultimi anni ha abituato gli investitori a performance operative molto brillanti.
Il vero punto di forza resta però la generazione di cassa. Il Free Cash Flow dell’intero esercizio ha raggiunto 1,17 miliardi di euro, superando la parte alta della guidance, mentre l’indebitamento netto è sceso in modo significativo a circa 3,1 miliardi dai 4,3 miliardi dell’anno precedente. È un segnale importante: la crescita non sta comprimendo la solidità finanziaria, anzi.
A livello divisionale, Transmission continua a rappresentare il motore del gruppo. I margini hanno raggiunto quasi il 21%, superando le attese e centrando in anticipo gli obiettivi al 2028.
Il backlog ha toccato i 17 miliardi di euro, con ulteriori commesse già assegnate ma non ancora contabilizzate. Questo garantisce visibilità pluriennale sui ricavi, soprattutto nel segmento dei grandi progetti infrastrutturali.
Bene anche Electrification, sostenuta dalla domanda in Nord America e dall’espansione dei data center, che si confermano uno dei principali driver strutturali di crescita.
Più complessa la situazione nel Power Grid, penalizzato temporaneamente dall’aumento dei costi dei metalli, e nella divisione Specialties, ancora debole in alcuni segmenti industriali come automotive ed oil & gas.
Nel complesso, il 2025 si chiude con risultati record: utile netto a 1,27 miliardi (+74%), Ebitda adjusted a 2,4 miliardi (+24%), fatturato a 19,65 miliardi con crescita organica del 5,4%.
Anche il dividendo cresce del 13%, a conferma di una struttura finanziaria sempre più solida.
Prysmian, guidance prudente, apertura a nuove acquisizioni
La guidance 2026 è coerente e prudente: Ebitda atteso tra 2,625 e 2,775 miliardi e Free Cash Flow tra 1,3 e 1,4 miliardi, livelli che implicano ulteriore miglioramento della redditività e della cassa. Il management non include impatti da eventuali dazi USA e mantiene l’approccio conservativo che storicamente ha caratterizzato le previsioni del gruppo.
Un altro elemento strategico è la chiara apertura a nuove acquisizioni. Prysmian ha richiesto delega per un aumento di capitale fino al 10% per sostenere eventuali operazioni straordinarie. Il focus geografico resta prioritariamente sugli Stati Uniti, dove i ritorni sugli investimenti sono più elevati, ma l’Europa e l’America Latina rappresentano ulteriori opportunità di consolidamento.
La reazione di Borsa appare quindi più una presa di profitto su un titolo che ha corso molto che un cambio di scenario fondamentale. Gli analisti restano in larga parte costruttivi, con diversi target sopra le quotazioni attuali.
In sintesi, Prysmian archivia un esercizio record, consolida la leadership nel segmento Transmission e nei data center, migliora la generazione di cassa e si prepara a una nuova fase di espansione. Il mercato si concentra sul piccolo scostamento dell’Ebitda trimestrale, ma la traiettoria industriale resta solida. Ora la vera variabile sarà la capacità di continuare a crescere per linee esterne senza compromettere l’equilibrio finanziario che oggi rappresenta uno dei principali punti di forza del gruppo.
Prysmian, quadro tecnico interessante
Dal grafico daily di Prysmian emerge un quadro tecnico interessante, in cui forza di fondo e fase correttiva di breve stanno convivendo.
Dopo il minimo significativo di marzo in area 42–45 euro, il titolo ha costruito una tendenza rialzista molto solida, accompagnata dal progressivo appoggio e successivo superamento della media mobile a 100 giorni, che ha svolto prima il ruolo di resistenza dinamica e poi di supporto strutturale. Da lì in avanti il movimento è stato ordinato, con massimi e minimi crescenti fino al top recente in area 105 euro.
Proprio da quel massimo è partita una fase di ritracciamento tecnico. La correzione ha riportato i prezzi in area 92,5 euro (minimo del 13 febbraio), livello che coincide quasi perfettamente con il 50% di ritracciamento dell’intero rialzo partito dal minimo di novembre. Questo è un livello tecnicamente molto rilevante: il 50% rappresenta spesso una zona di equilibrio tra chi prende profitto e chi rientra in ottica di prosecuzione del trend.
Al di sotto troviamo il 61,8% di Fibonacci in area 88–90 euro, che rappresenta lo spartiacque vero tra semplice correzione e deterioramento della struttura rialzista. Non a caso, in quell’area transita anche la media mobile esponenziale a 100 giorni (intorno a 90 euro), che rafforza il supporto dinamico.
Finché i prezzi restano sopra 90 euro, il movimento attuale può essere letto come una fisiologica pausa all’interno di un trend primario ancora positivo. Un ritorno sopra 101–102 euro riaprirebbe spazio verso i massimi in area 106,5 e, in caso di breakout, verso estensioni superiori.
Viceversa, una rottura decisa sotto 88–90 euro cambierebbe lo scenario: in quel caso il ritracciamento potrebbe approfondirsi verso l’area 79 euro (100% del movimento di riferimento), andando a testare una zona di supporto più strutturale.
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