Omicidio di Giacomo Bongiorni a Massa, il padre di uno degli indagati: "Anche loro sono stati aggrediti"
pubblicato:I ragazzi avrebbero reagito a una prima aggressione, secondo la loro versione

"Da quello che sappiamo noi, anche i ragazzi sono stati aggrediti e si sono difesi", queste le parole di Gabriel Caratasu, il padre di Alin Eduardo Caratasu (19 anni) che insieme all'amico Ionut Alexandru Miron (23 anni) e altri tre giovani minorenni è indagato per omicidio volontario in concorso per la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso a Massa sabato 11 aprile.
La versione del padre di uno degl indagati
La Stampa ha intervistato Gabriel Caratasu, il padre di Alin Eduardo Caratasu che insieme a Ionut Alexandru Miron e altri tre giovani - risultati minorenni - è stato arrestato per l'omicidio di Giacomo Bongiorni. Il quotidiano torinese riporta che in una prima versione rilasciata ai carabinieri, Caratasu e Miron avrebbero detto: "Siamo stati aggrediti. È partita una testata, allora abbiamo reagito".
Il papà di Caratasu sostiene la versione del figlio: "Non è un criminale, non doveva finire così", dice a La Stampa. "Siamo disperati, la nostra vita è rovinata", continua.
"Voglio pagare una borsa di studio per i figli di Giacomo Bongiorni"
Quando i carabinieri sono arrivati in casa sua per arrestare il figlio, sua moglie si è sentita male. A La Stampa Gabriel racconta di vivere in Italia da 25 anni e di essere a capo di un'impresa edile nella quale lavora anche il suo Alin.
"Se me lo permetteranno, pagherò una borsa di studio ai figli del signor Bongiorni", dice a La Stampa. Nel frattempo risulta che l'intera aggressione sarebbe stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza puntate su piazza Palma.
L'omicidio di Massa
Nel corso della conferenza stampa tenuta lunedì 13 aprile dal procuratore Piero Capizzoto, il colonnello dei carabinieri Dominici ha parlato di un'aggressione rapida, al termine della quale Bongiorni sarebbe stato colpito anche una volta finito a terra.
I fatti si sono consumati intorno all'1:20 del mattino. La vittima si trovava in piazza Palma con la compagna, il figlio di 11 anni, il fratello della donna e alcuni amici. Tra i presenti quella notte c'era un gruppo di giovanissimi che si divertiva a lanciare bottiglie di vetro contro una vetrina. Bongiorni e il cognato li hanno redarguiti, e in pochi istanti la situazione è degenerata: il branco ha accerchiato il 47enne e il cognato ed è partita l'aggressione.
Una commerciante, titolare di un bar proprio sul luogo della tragedia, dice: "Stanno qui davanti sulle panchine di piazza Palma, bevono tanto, fumano, hanno la rabbia facile, ogni fine settimana le stesse scene. Io sono costretta a chiudere alle otto di sera. Perché è un delirio. Non posso lavorare di notte, non mi sento più al sicuro".