Seduta in calo per Shanghai e Hong Kong. Tokyo rimane chiusa
pubblicato:Dopo una partenza d'ottava in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, in calo dello 0,32% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza ha virato in moderato rialzo mentre la piazza di Tokyo rimane chiusa per il Yama no Hi (il Giorno della Montagna). Nonostante la prospettiva di un accordo tra Usa e Iran sia sempre meno sicura, gli investitori guardano soprattutto alle indicazioni positive circa lo Stretto di Hormuz.
Donald Trump ha dichiarato che la U.S. Navy lo ha bonificato completamente dalle mine e ne ha il controllo "al 100%". Da parte sua Teheran ha ribadito di essere vicina a un'intesa con l'Oman in relazione proprio allo Stretto ma d'altra parte continua a opporsi a negoziati diretti con Washington fino a quando non saranno soddisfatte diverse condizioni. Situazione di stallo che più che i mercati azionari mette sotto pressione soprattutto i corsi del petrolio. E il clima complessivamente rialzista per la regione si concretizza intanto in un progresso superiore allo 0,10% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Complessivamente in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,30% entrambi, contro un progresso intorno allo 0,20% per lo Shenzhen Composite. Male Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,80% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque in ribasso dello 0,60%). A Seoul è superiore all'1% la crescita del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,19% il guadagno dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.
Come previsto la Reserve Bank of Australia (Rba) ha lasciato ancora invariati i tassi sul 4,35% raggiunto in maggio con l'incremento di 25 punti base che aveva fatto seguito a quelli di pari ammontare di febbraio e marzo. Nel 2025 il costo del denaro era stato ridotto di 25 punti base in febbraio, maggio e agosto. La Rba ha spiegato che l'economia sta rallentando come previsto ma ha avvertito che potrebbe aumentare nuovamente i tassi se necessario per tenere sotto controllo l'inflazione.
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