Shanghai e Hong Kong chiuse. Il Nikkei 225 guadagna l'1,02%

di FTA Online News pubblicato:
2 min
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Dopo una seduta di modesto recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dello 0,14% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in positivo è confermata, mentre Shanghai e Shenzhen restano chiuse per la celebrazione del Capodanno lunare. Riapriranno solo martedì 24 febbraio. Stop anche per Hong Kong (fino a giovedì 19 febbraio compreso) e per i mercati di Corea del Sud, Taiwan e Singapore. Mentre tra gli investitori aleggiano ancora i timori per un possibile scoppio della bolla dell'intelligenza artificiale, i prezzi del petrolio sono volatili dopo che l'Iran ha pubblicizzato i progressi nei negoziati con gli Usa sul nucleare. Il dollaro neozelandese è crollato dopo che la Reserve Bank of New Zealand (Rbnz) ha dichiarato che la politica monetaria dovrà restare accomodante per un certo periodo di tempo per sostenere la ripresa. La tendenza in positivo per la regione si concretizza intanto in un progresso comunque superiore allo 0,10% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in lieve rafforzamento a fronte di un declino intorno allo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,02% (fa anche meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,21%). Sul fronte macroeconomico, in gennaio le esportazioni dal Giappone sono salite del 16,8% annuo, in decisa accelerazione rispetto al 5,1% di dicembre e sopra al 12,0% del consensus. Le importazioni sono invece calate del 2,5% annuo, contro il precedente progresso del 5,2% e l'incremento del 3,0% previsto. Il risultato è stato una bilancia commerciale scivolata in deficit per 1.152,7 miliardi di yen (6,34 miliardo di euro), contro l'avanzo di 113,5 miliardi (624 milioni di euro) di dicembre. Il dato si confronta con il deficit di 2.700,0 miliardi (14,85 miliardi di euro) del gennaio 2025 e con quello da 2.142,1 miliardi (11,79 miliardi di euro) del consensus. A Sydney è stata invece dello 0,54% l'espansione dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

RR - www.ftaonline.com