S&P 500: forza sotto traccia dopo i massimi, il mercato prende fiato
pubblicato:Livelli chiave SP500 sotto osservazione dopo il job report: supporti difendono la struttura, resistenze ancora da superare

Quadro di raffreddamento ordinato, più che di vera debolezza per il mercato del lavoro USA
Il report sul mercato del lavoro statunitense di dicembre consegna ai mercati un quadro di raffreddamento ordinato, più che di vera debolezza. L’economia USA ha creato 50.000 nuovi posti di lavoro, un dato inferiore alle attese (73.000) ma coerente con la dinamica che ha caratterizzato gran parte del 2025: un mercato del lavoro “slow to hire, slow to fire”, in cui le imprese assumono poco ma, allo stesso tempo, evitano licenziamenti su larga scala.
Il segnale più rassicurante per gli investitori arriva dal tasso di disoccupazione, sceso al 4,4% dal 4,5% precedente e leggermente sotto le stime.
La Federal Reserve potrebbe mantenere un atteggiamento attendista
Questo aspetto consente alla Federal Reserve di mantenere un atteggiamento attendista: la combinazione di crescita occupazionale modesta e disoccupazione in lieve calo offre “copertura” alla banca centrale per restare ferma sui tassi nel meeting di gennaio, senza la pressione immediata di nuove mosse restrittive o espansive.
Le revisioni al ribasso dei mesi precedenti (ottobre e novembre) rafforzano però la lettura di un 2025 complessivamente debole sul fronte dell’occupazione: l’anno si è chiuso con 584.000 nuovi posti complessivi, una media di circa 49.000 al mese, nettamente inferiore ai ritmi del 2024.
Particolarmente significativo il dato sul settore manifatturiero, che ha perso circa 8.000 posti a dicembre, proseguendo una contrazione che dura da otto mesi e che ha portato alla scomparsa di circa 200.000 occupati dal 2023, anche in coincidenza con l’introduzione dei dazi della cosiddetta “Liberation Day”.
Dal punto di vista settoriale, la crescita resta concentrata in sanità, istruzione e leisure & hospitality, mentre retail, trasporti e logistica continuano a ridurre organici. È un mercato del lavoro che si regge più sulla tenuta della domanda interna che su un’espansione diffusa dell’occupazione, coerente con un’economia che cresce ma senza creare pressioni salariali eccessive.
I mercati obbligazionari hanno reagito in modo composto
I mercati obbligazionari hanno reagito in modo composto: i rendimenti dei Treasury si sono mossi in modo irregolare ma all’interno di un range stretto, segno che il report non ha cambiato in modo sostanziale le aspettative sui tassi. I futures sui Fed Funds continuano a prezzare con cautela il percorso di allentamento, con aspettative di tagli graduali e non immediati.
Lo S&P 500 resta tecnicamente in una fase di consolidamento sui massimi
Sul fronte azionario, lo S&P 500 resta tecnicamente in una fase di consolidamento sui massimi, come mostra il grafico: le prese di profitto sono state contenute e il mercato sembra aver interpretato i dati come “abbastanza deboli da non preoccupare la Fed, ma non così negativi da far temere una recessione”. Una lettura che spiega la reazione moderatamente positiva dei future USA dopo la pubblicazione del report.
Osservando il grafico giornaliero dello S&P 500 emerge con chiarezza un mercato che, pur trovandosi su livelli storicamente elevati, non mostra segnali di rottura strutturale del trend rialzista, ma piuttosto una fase di assestamento dopo l’ultimo impulso.
Il movimento delle ultime settimane è stato caratterizzato da forti oscillazioni intraday, con sedute alternate di recupero e prese di beneficio. Questo comportamento è tipico delle fasi di maturità di un trend, quando il mercato entra in una zona di equilibrio temporaneo tra chi prende profitto e chi continua a comprare sui ritracciamenti.
Dal punto di vista della struttura dei prezzi, il quadro resta costruttivo:
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i minimi più recenti risultano progressivamente più alti rispetto a quelli di novembre;
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le correzioni, anche quando sono state rapide, sono sempre rientrate all’interno del range del movimento precedente, senza accelerazioni ribassiste;
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i rimbalzi sono avvenuti con decisione una volta testate aree tecniche chiave.
Questo indica che la pressione in vendita, pur presente, non è ancora dominante.
Sul grafico si distinguono due livelli chiave:
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Area di supporto principale: la zona dei minimi recenti (area 6.900/6.925 circa) rappresenta un riferimento tecnico cruciale. Finché i prezzi restano sopra questo livello, il movimento può essere letto come una semplice fase di consolidamento.
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Area di resistenza: i massimi relativi in area 6.950/6.975 costituiscono un tetto importante. È il livello dove l’indice ha mostrato esitazioni e prese di beneficio.
La permanenza dei prezzi tra questi due livelli definisce una congestione ad alta quota, tipica dei mercati forti.
Il grafico riflette bene il contesto macro attuale: i dati sul lavoro hanno raffreddato le aspettative senza generare allarme, e l’assenza di pressioni immediate sui tassi consente all’azionario di rimanere sostenuto. Tuttavia, la vicinanza a livelli record induce gli operatori a muoversi con cautela, riducendo la propensione a inseguire i prezzi al rialzo.
In sintesi, il grafico giornaliero dello S&P 500 racconta una storia di forza, ma non di euforia.
Il trend rialzista di fondo rimane intatto finché i supporti reggono, mentre la difficoltà a superare i massimi suggerisce una fase di consolidamento ancora in corso. Solo una rottura decisa del supporto chiave cambierebbe realmente lo scenario; al contrario, un superamento convinto delle resistenze rilancerebbe il movimento verso nuovi massimi.
Fino ad allora, il mercato sembra più impegnato a costruire equilibrio che a scegliere una direzione definitiva.
L’attenzione è rivolta anche alla Supreme Court of the United States
A mantenere alta la prudenza contribuisce però il contesto politico-istituzionale. L’attenzione è rivolta alla Supreme Court of the United States, che potrebbe pronunciarsi a breve sull’uso dei poteri straordinari da parte del presidente Donald Trump per imporre dazi senza il via libera del Congresso.
Un’eventuale bocciatura riaprirebbe scenari di forte volatilità, sia sul fronte commerciale sia sulle aspettative di crescita e inflazione.
In sintesi, il report sul lavoro non cambia il quadro di fondo
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economia resiliente,
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mercato del lavoro in raffreddamento ma stabile,
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Fed orientata alla pazienza,
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mercati che restano appesi più ai rischi politici e geopolitici che ai dati macro di breve.
È uno scenario di equilibrio fragile, in cui la direzione dei prossimi mesi dipenderà meno dai payroll e molto di più da decisioni istituzionali, commercio internazionale e investimenti legati all’intelligenza artificiale.
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