Stellantis tra fiducia degli analisti e scetticismo del mercato

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Berenberg alza il target a 10 euro puntando sul recupero degli utili, ma la svolta è rimandata al 2025-2026

Stellantis tra fiducia degli analisti e scetticismo del mercato

Il settore automobilistico europeo resta attraversato da forti incertezze, ma secondo Berenberg esistono oggi due nomi su cui vale la pena puntare: Stellantis e Volkswagen.

La banca tedesca ha aggiornato la propria view sull’intero comparto, premiando i gruppi che mostrano segnali concreti di aggiustamento operativo e maggiore visibilità sul medio termine, e riducendo invece l’esposizione su quei player dove il rischio utili resta elevato.

Stellantis: fondamentali in miglioramento, ma il grafico resta fragile

Berenberg ha alzato il target price su Stellantis da 9,5 a 10 euro, confermando il rating buy.

Il giudizio positivo non nasce da una sottovalutazione di breve, ma da una scommessa sul miglioramento sequenziale degli utili a partire dalla seconda metà del 2025.

Gli analisti riconoscono apertamente che:

  • il secondo semestre 2025 potrebbe essere ancora penalizzato da oneri strategici una tantum e svalutazioni, soprattutto legate alla revisione dei piani EV;

  • il punto di partenza in termini di redditività resta basso.

Tuttavia, il quadro operativo mostra alcuni segnali incoraggianti, in particolare negli Stati Uniti, mercato chiave per Stellantis:

  • miglioramento del rapporto volumi/mix;

  • situazione delle scorte più equilibrata;

  • pipeline di nuovi modelli in arrivo, che dovrebbe sostenere volumi e pricing.

Secondo Berenberg, questi elementi potrebbero consentire al gruppo di ripristinare gradualmente i volumi, con una discreta leva operativa e un miglioramento progressivo dei margini nel 2026.

Analisi tecnica: il mercato resta scettico nel breve

Dal punto di vista tecnico, però, il titolo non sta ancora confermando la narrativa positiva degli analisti.

Il rimbalzo di dicembre si è infatti fermato esattamente sul 50% di ritracciamento del ribasso partito dal top di febbraio 2025, un livello classico dove i rimbalzi correttivi tendono a esaurirsi se il trend di fondo resta debole. Questo è un primo segnale di forza insufficiente.

Ancora più rilevante è quanto accaduto nelle ultime sedute: lunedì Stellantis ha violato al ribasso la base del canale ascendente disegnato dal minimo del 10 settembre, un movimento che assume le caratteristiche di una flag ribassista.

In termini tecnici, questo pattern suggerisce che il rimbalzo degli ultimi mesi possa essere stato solo una pausa correttiva all’interno di un trend ancora fragile, più che l’inizio di una vera inversione.

Finché il titolo resterà sotto le resistenze statiche e dinamiche lasciate dal rimbalzo di dicembre, il rischio è quello di nuove pressioni ribassiste, con il mercato che continua a chiedere prove concrete di execution, non solo promesse di miglioramento.

👉 In sintesi: Stellantis piace agli analisti per il medio periodo, ma il grafico dice che il mercato non ha ancora comprato la storia.


Volkswagen: execution più visibile, premio anche sul grafico

Accanto a Stellantis, Berenberg ha alzato il target price su Volkswagen da 113 a 118 euro, confermando il buy. In questo caso, il giudizio appare più equilibrato tra fondamentali e execution.

Volkswagen sta intervenendo in modo deciso su:

  • tagli dei costi fissi;

  • correzione delle inefficienze produttive;

  • sostegno ai margini dei brand core.

Il momentum di prodotto viene giudicato solido, soprattutto in Europa, dove il gruppo sembra meglio posizionato per fronteggiare la concorrenza cinese rispetto ad altri player premium.


Mercedes, Porsche, BMW e Renault: più cautela

Berenberg mantiene un approccio più prudente sugli altri grandi nomi del settore:

  • Mercedes-Benz resta hold, nonostante un Tp alzato a 63 euro. Il vero potenziale è rimandato al 2026–2027, mentre nel breve la Cina continua a rappresentare un freno rilevante.

  • Porsche resta hold, con Tp in lieve calo a 47 euro, penalizzata dal rallentamento dell’EV e dal ritorno delle tensioni commerciali.

  • BMW viene declassata a hold: il momentum di prodotto è buono, ma il rischio utili in Cina (40% degli utili di gruppo) resta troppo elevato.

  • Renault subisce un downgrade a hold con Tp ridotto a 38 euro: la strategia è promettente, ma l’impatto sui margini è visto solo più avanti nel tempo.


Conclusione: Stellantis resta una scommessa di medio periodo

Il messaggio che emerge è chiaro:

  • Berenberg guarda oltre il rumore di breve e vede in Stellantis un titolo da accumulare in ottica 2025–2026;

  • il mercato, invece, resta prudente, come dimostra un grafico che segnala debolezza tecnica e mancanza di convinzione.

👉 Per Stellantis, la vera discriminante sarà la capacità di trasformare il miglioramento operativo atteso in numeri concreti.
Fino ad allora, il titolo rischia di rimanere più una storia da analisti che da prezzo.

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