Stellantis sotto pressione in Borsa: il mercato non crede più alle promesse
pubblicato:Il 2026 come anno della verità per Stellantis: la strategia di Filosa convince sulla carta, ma gli investitori aspettano l’execution

La debolezza strutturale di Stellantis in Borsa (-29,9% a/a) non è legata a un singolo evento, ma a un insieme coerente di fattori industriali, strategici e finanziari che hanno progressivamente eroso la fiducia degli investitori. Provo a sintetizzarli in modo ordinato, collegando numeri, strategia e percezione del mercato.
Il nodo centrale: gli Stati Uniti hanno deluso (e pesano più di tutto)
Per un gruppo globale come Stellantis, il Nord America è il principale driver di margini e cash flow. Ed è proprio qui che si è consumata la perdita di credibilità.
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Vendite globali -12,3% dal 2021 al 2024
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Vendite USA -27% nello stesso periodo
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Quota di mercato USA scesa dall’11,6% all’8%
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Retrocessione dal 4° al 6° posto nel ranking americano
Il mercato non penalizza tanto il calo ciclico, quanto il fatto che Stellantis abbia perso terreno proprio nel mercato più profittevole, mentre i competitor (GM, Ford, ma anche Toyota) hanno difeso meglio volumi e posizionamento.
Portafoglio marchi troppo ampio e poco focalizzato
Le dichiarazioni di Filosa sul possibile ridimensionamento dei brand negli USA vanno lette come un’ammissione implicita di un problema noto al mercato da tempo: troppe marche, poco focus.
I numeri parlano chiaro:
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Alfa Romeo USA FY25: 5.700 auto
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Fiat USA FY25: 1.300 auto
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Insieme: 0,6% dei volumi USA, circa 0,2% del gruppo
È razionale, industrialmente, ipotizzare un’uscita o un forte ridimensionamento.
Ma per gli investitori questo significa:
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riconoscere che alcune scommesse strategiche sono fallite
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accettare anni di investimenti con ritorni marginali
👉 Bene nel lungo periodo, ma doloroso nel breve, soprattutto in termini di narrazione.
La “svolta EV” di Tavares lascia una pesante eredità
Uno dei motivi principali della sfiducia è il conto salato dell’elettrico.
Secondo Banca Akros:
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8,6 miliardi € di impairment EV nel 2025
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2,6 mld cash
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~6 mld non cash
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Free cash flow operativo 2025 stimato a -5,5 mld €
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Margine operativo crollato all’1,9%
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EPS adjusted: 0,74 € vs 2,49 € nel 2024
Il mercato non ama:
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incertezza strategica
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revisioni massive di piani industriali
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distruzione di capitale, anche se “non cash”
Ed è esattamente ciò che Stellantis sta attraversando.
Produzione italiana in crisi: zavorra industriale e politica
Il dato Anfia è un altro elemento che pesa, soprattutto sugli investitori europei:
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Produzione autoveicoli Italia 2025: ~450mila unità
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-23% vs 2024
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-50% vs 2019
Questo non incide solo sui conti, ma:
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alimenta pressioni politiche e sindacali
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riduce flessibilità industriale
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rende più complessa la riallocazione delle piattaforme
Il mercato teme che l’Italia resti un tema più politico che industriale, almeno nel breve.
La “nuova” strategia è credibile, ma tutta da dimostrare
Il messaggio di Filosa è chiaro e, per certi versi, apprezzato:
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focus su Jeep e Ram
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ritorno a motori termici e ibridi
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maggiore affordability (modelli <30.000 $)
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meno ideologia EV, più pragmatismo
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13 miliardi $ di investimenti USA
Il problema non è la strategia.
👉 Il problema è che il mercato vuole vedere l’execution, non le slide.
E qui nasce il mantra che oggi domina il titolo:
“Show me, don’t tell me”
Perché il titolo continua a scendere, nonostante valutazioni basse?
Perché oggi Stellantis è vista come:
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un gruppo in transizione
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con utili compressi
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cash flow negativo
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e visibilità limitata fino al 2026
Il mercato:
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sconta già il 2026
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ma non è ancora convinto che la svolta sarà reale e tempestiva
Non a caso:
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Equita SIM: HOLD, TP 9,50
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Akros: BUY, TP 12, ma guardando oltre il “bagno di sangue” 2025
Conclusione: perché non piace oggi (ma potrebbe piacere domani)
Stellantis oggi non piace perché:
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ha perso centralità negli USA
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paga errori strategici sull’EV
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ha margini e cassa sotto pressione
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deve ancora dimostrare di saper eseguire il cambio di rotta
Potrebbe tornare a piacere se:
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il Capital Markets Day porterà numeri concreti
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i nuovi modelli termici/ibridi rilanceranno volumi USA
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il 2025 verrà percepito come “anno zero” e non come declino strutturale
👉 In sintesi: il mercato non sta bocciando Stellantis, sta chiedendo prove. Il 2026, come dice Filosa, sarà davvero l’anno della verità.
Stellantis – Analisi tecnica
Dal massimo relativo in area 13,75 euro, Stellantis ha avviato una fase correttiva profonda che ha completamente compromesso la struttura rialzista di medio periodo. Il rimbalzo successivo si è fermato esattamente sul 50% di ritracciamento di Fibonacci del ribasso precedente (area 10,50 euro), un livello tecnicamente debole che ha confermato la natura correttiva e non impulsiva del recupero.
Questo dettaglio è cruciale:
👉 nei trend forti i prezzi tendono a recuperare oltre il 61,8% del movimento precedente, mentre qui il mercato si è fermato prima, segnalando domanda fragile e vendite strutturali in agguato.
Struttura recente: canale e possibile flag ribassista
Dai minimi di area 7,25 euro si è sviluppata una fase di recupero ordinata, incanalata in un canale rialzista ben definito, ma con caratteristiche più da consolidamento correttivo che da nuovo trend:
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massimi crescenti ma poco convincenti
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volumi non espansivi
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incapacità di attaccare resistenze chiave (9,75–10,00)
Nella parte finale del grafico si intravede una possibile flag ribassista:
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asta di discesa precedente
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rimbalzo laterale / leggermente ascendente
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perdita di momentum in prossimità della parte alta del canale
Questo tipo di configurazione aumenta il rischio di una nuova gamba ribassista.
Livello chiave: 8,30 euro
Il livello 8,30 euro è oggi il vero spartiacque tecnico:
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coincide con supporti statici e dinamici
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è la base della struttura laterale degli ultimi mesi
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è vicino alla parte bassa del canale rialzista
👉 Una rottura decisa di 8,30 euro aprirebbe spazio a un affondo rapido, con obiettivi tecnici coerenti in area:
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7,25–7,30 euro (minimi precedenti)
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e, in estensione, 6,80–6,50 euro
Da qui nasce l’ipotesi di “altri 2 euro di ribasso” in caso di perdita del supporto, scenario tutt’altro che teorico se il flusso di notizie restasse negativo.
Scenario alternativo (meno probabile, ma da monitorare)
Solo un ritorno sopra 9,75–10,00 euro, accompagnato da:
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aumento dei volumi
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rottura del lato alto del canale
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recupero del 61,8% di Fibonacci
potrebbe riaprire uno scenario costruttivo, con obiettivi verso 11,25–12,30 euro.
Ad oggi, però, mancano i presupposti tecnici.
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