Telecom in rosso, TIM Brasil non è più strategica
pubblicato:Seduta negativa per Telecom Italia che perde quasi il 2% a 5,6530 euro. Il titolo risente probabilmente dell'effetto delle sorprendenti dichiarazioni di Matteo Del Fante, a.d. di Poste Italiane che controlla il gruppo telefonico con il 68%. Per il manager TIM Brasil non è strategica e verrà usata tatticamente

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Del Fante, delisting di Telecom entro aprile 2029
Ieri nel corso del Forum Moneta a Roma, Matteo Del Fante ha affermato che Telecom resterà indipendente, con una sua autonomia gestionale, e che abbandonerà il mercato azionario italiano. Il manager si augura di completare il delisting entro il termine del suo mandato da a.d. di Poste Italiane ad aprile 2029. Il gruppo ex monopolista dei servizi postali ha l'87% di Telecom: ci sono quindi oltre due anni di tempo per arrivare al 100% e procedere con l'operazione.
TIM Brasil essenziale per Telecom, fino a ora
L'intenzione di arrivare al delisting era già stata annunciata, quindi le parole del manager hanno solo offerto qualche dettaglio sulla tempistica. Ma la bomba Del Fante l'ha sganciata su TIM Brasil, la controllata carioca dalle uova d'oro. Telecom detiene il 68% di un gruppo che genera un terzo dei ricavi, e oltre la metà dell'EBITDA consolidato - dati del primo semestre 2026 - e che l'a.d. Pietro Labriola ha sempre descritto come un elemento essenziale per la crescita, alla luce dell'elevata pressione concorrenziale in Italia che comprima i margini.
Per Del Fante non è strategica ma non sarà venduta
Del Fante ha detto invece che TIM Brasil non è strategica nella visione di Poste - il piano del gruppo combinato è atteso nel primo trimestre 2027 - visione che prevede la creazione di un campione nazionale nei servizi e infrastrutture digitali. Il manager riconosce che la sussidiaria brasiliana "fa un sacco di soldi, produce molta cassa" e afferma che "non è in vendita" ma, non essendo strategica, verrà utilizzata "in maniera tattica nel corso dei prossimi mesi".
Detta in questi termini lo scenario più probabile sembra essere la vendita di quote di TIM Brasil: al momento la partecipazione di Telecom vale 5,3 miliardi di euro in termini di capitalizzazione di mercato e scendere al 50% più un'azione permetterebbe al gruppo italiano di incassare 1,4 miliardi e mantenere il controllo.
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L'analisi del grafico di Telecom Italia
Il titolo è impegnato un una secca correzione rispetto al movimento ascendente partito nell'estate 2024 da area 2,00 euro e culminato, almeno per il momento con il massimo da maggio 2018 a 8,19 raggiunto a inizio luglio. La flessione, come già accennato, è decisamente ripida, e lo è stata soprattutto tra la seconda metà di settembre e la prima di ottobre.
Nelle ultime 2-3 settimane la pressione ribassista si è esaurita, lasciando spazio a un movimento laterale leggermente crescente: una flag (bandiera) che normalmente prelude alla riattivazione della tendenza precedente. Questa impostazione verrebbe confermata in modo perentorio da una chiusura di seduta inferiore al minimo del 12 ottobre a 5,4220, con primo obiettivo a 5,30 e successivo a 4,65-4,75 (supporti e resistenze ad agosto e novembre 2025). In ottica più estesa possiamo osservare che la violazione di 4,00 creerebbe le premesse per l'inversione di tendenza e il ritorno in area 2.
Concreti segnali di forza solo con il ritorno in pianta stabile sopra 6,25-6,26, operazione che potrebbe anticipare un allungo verso 6,68 e quindi sugli ex supporti a 7,30 circa, decisivi per le ambizioni di ritorno sugli 8,19.