Stellantis in corsa a Piazza Affari dopo i conti del terzo trimestre
pubblicato:Il colosso automobilistico riduce le perdite e migliora la redditività operativa. In accelerazione anche il taglio dei costi, ma c'è ancora molta strada da fare

Stellantis in rally dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre che mostrano performance ancora deboli, ma in deciso miglioramento.
Il titolo della casa di Jeep e Peugeot, di Fiat e Opel segna adesso un rialzo del 6,71% a 3,956 euro e supera alcune resistenze di breve periodo (quelle a 3,81 euro), ma per la maggior parte degli osservatori, dopo cali dei prezzi di oltre l’80% dai massimi del 2024, serviranno ben altre prove, almeno sopra i 4,37 euro dei minimi di agosto, né si possono escludere nel breve ritorni sui recenti minimi di quota 3,50 euro.
Tengono i ricavi e migliora l'utile operativo, ma bruciati altri 4 miliardi di cassa
Vediamo qualche numero. I ricavi della società guidata dal CEO Antonio Filosa mostrano una leggera crescita dell’1% a 37,611 miliardi di euro composta di vendite in calo in Nord America (-3% a € 15,58 mld) e performance migliori in Europa (+3% a € 14,06 mld) e Sudamerica (+3% a € 4,12 mld).
Stellantis rivendica una performance migliore del mercato USA con quote nordamericane in crescita al 7,5%
Flette invece la quota del mercato EU30 (Europa allargata) al 14,8%, ma si conferma la leadership nel segmento dei veicoli commerciali leggeri che copre il 26,9% del mercato.
La perdita netta della società viene sforbiciata da 4,53 miliardi a 453 milioni di euro, dato già di per sé molto rilevante.
Per arrivare a questo numero si passa dall’utile operativo rettificato (AOI, una metrica fondamentale della redditività di Stellantis), che balza da 90 a 256 milioni di euro e mostra un margine in ascesa allo 0,7% dallo 0,2% di un anno fa.
Sul fronte delle poste straordinarie, si segnalano nel terzo trimestre del 2026 rettifiche all'AOI di 223 milioni di euro per la campagna di richiamo degli airbag Takata e svalutazioni da 118 milioni dell’investimento in Leasys (più una serie di altri costi da 149 milioni che comprendono interventi in impianti in Nord America ed Europa). Escludendo le componenti straordinarie dal risultato operativo si ottiene una perdita operativa 'reported' del terzo trimestre di 331 milioni di euro.
Nei tre mesi la perdita per azione rettificata (eps adjusted diluted) si riduce da 4 a 1 centesimo.
Il free cash flow industriale di Stellantis mostra ancora deflussi trimestrali da 4 miliardi di euro contro i 4,3 miliardi del terzo quarto del 2025.
Da inizio anno il gruppo ha consegnato 4,24 milioni di veicoli (consegne consolidate +7%, ma con una leggera flessione dell’1% nel terzo trimestre).
Intermonte giudica i dati dell’ebit di Stellantis in linea con il consenso e il free cash flow leggermente al di sotto delle attese degli analisti.
Barclays, che sul titolo ha un equal weight con prezzo obiettivo a ben 10 euro, rileva un utile operativo rettificato del 22% al di sopra del consensus compilato da Bloomberg, che si attendeva anche un margine dell’AOI dello 0,6%, ma anche un free cash flow (gli € -4 mld di cui sopra) del 51% al di sotto delle attese.
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Guidance 2026 confermata, accelerazione sul taglio dei costi
Il gruppo ha confermato la guidance 2026 che prevede una crescita dei ricavi netti mid-single digit (4%-6%) e un margine dell’AOI low single digit (1%-3%).
I flussi di cassa industriali sono previsti in miglioramento annuale (compresi gli 1,6 miliardi di pagamenti cash collegati agli oneri della seconda metà del 2025) e dovrebbero diventare positivi nel 2027.
Il contesto dei prezzi rimane sfidante e supera gli effetti positivi dei forti risparmi di costo.
Al riguardo va ricordato che il piano FaSTLAne 2030 prevede un taglio dei costi di 6 miliardi di euro entro il 2028 rispetto al 2025, nel prossimo quarto il gruppo Stellantis prevede un’ulteriore accelerazione in questo senso con risparmi per alcune centinaia di milioni di euro, più o meno il doppio di quanto ottenuto nel terzo trimestre. Da segnalare anche l’accento sui nuovi modelli del gruppo che punta così al rilancio commerciale.