Wall Street evita il sell-off ma chiude l'ottava in negativo
pubblicato:Dopo una chiusura d'ottava di sell-off per l'Asia-Pacific (a Tokyo il Nikkei 225 era crollato del 4,03% venerdì), ancora sui timori per la sostenibilità dell'intelligenza artificiale, e in negativo anche per le piazze del Vecchio Continente (come evidenziato dal calo dello 0,84% dell'Euro Stoxx 50), la tendenza ribassista è confermata anche a Wall Street dopo alcune trimestrali deludenti.
Peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, con un declino dell'1,40% (361,71 punti) a 25.520,24 punti. In negativo anche l'S&P 500, deprezzatosi dell'1,01% (76,08 punti) a 7.457,69 punti, e il Dow Jones Industrial Average, in calo dello 0,77% (406,55 punti), a 52.146,42 punti. Il Nasdaq ha perso il 2% nell'ottava, contro ribassi di oltre l'1% per S&P 500 e Dow Jones.
Solo uno degli 11 sottoindici che compongono l'S&P 500 termina la sessione in positivo. Energy (in crescita dell'1,16%) beneficia del rincaro del petrolio a fronte di segnali di escalation nella guerra contro l'Iran. Performance peggiore per Communication Services (2,38%), davanti a Consumer Discretionary e Technology (deprezzatisi dell'1,58% e dell'1,11% rispettivamente).
Tra i singoli titoli va segnalato il crollo del 7,26% di Netflix, nonostante risultati in crescita. Nel secondo trimestre i ricavi sono saliti del 13% annuo a 12,56 miliardi di dollari, contro i 12,59 miliardi del consensus di Lseg. Per Netflix l'engagement dei suoi utenti è in ottima salute ma la società limiterà ulteriormente la pubblicazione delle metriche cruciali per valutare il business.
Sul fronte macroeconomico, in giugno i prezzi all'export sono rimbalzati in Usa del 10,2% annuo, contro l'11,2% di maggio. Su base sequenziale l'indice è sceso dello 0,5% contro il rialzo dell'1,2% di maggio. I prezzi all'import sono invece aumentati del 7,1% annuo contro il 6,7% precedente. Su base mensile l'indice è progredito dello 0,3% contro l'1,7% di maggio.
Secondo quanto comunicato su base preliminare dalla University of Michigan, in luglio l'indice della fiducia dei consumatori Usa è cresciuto a 54,4 punti dai 49,5 punti di giugno, contro i 50,5 punti attesi. L'indice relativo alle aspettative dei consumatori Usa è invece salito su 54,0 punti dai 50,7 punti precedenti, contro il rialzo limitato a 51,7 punti del consensus.
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