Vendite su Ryanair dopo i dati, i risultati pesano su tutto il settore aereo

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Azioni in calo a Dublino: l’utile dopo le imposte in tre mesi è calato del 34%, pesano soprattutto i rincari fuori controllo del carburante, ma non solo. Ecco il quadro

Vendite su Ryanair dopo i dati, i risultati pesano su tutto il settore aereo
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Periodo difficile per le compagnie aeree europee e non solo. La crisi iraniana, oltre a generare delle sfide operative spesso insormontabili, si è tradotta in molti casi in una riprogettazione delle vacanze da parte delle famiglie, con il risultato dell’abbandono di alcune rotte che ha finito inevitabilmente per penalizzare alcune compagnie aeree.

Il rincaro dei carburanti e del jet fuel a causa del blocco dello Stretto di Hormuz minaccia inoltre da mesi e da vicino i conti economici delle grandi compagnie.

Sotto questo profilo anche la giornata di oggi sembra presentare una tempesta perfetta con un week-end che registra il nono attacco consecutivo all’Iran da parte degli Stati Uniti e diverse risposte di Teheran alle basi statunitensi dell’area, con il coinvolgimento di navi nelle acque del Golfo e la crescente minaccia (anche USA) di attacchi alle infrastrutture civili dagli esiti imprevedibili.

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Compagnie aeree, la guerra di cieli per easyJet e le vendite sul settore di oggi

Il deprezzamento delle azioni delle compagnie aeree durante la nuova crisi del Golfo ha contribuito non poco alla nuova guerra dei cieli per la conquista di easyJet. Quel dossier è approdato alla proposta da 7,15 sterline a titolo da parte del fondo statunitense Apollo, contro quella di CastleLake ferma a 6,90 sterline.

Oggi i primi allunghi del Brent oltre quota 90 dollari, poi ridimensionati invero dal mercato in queste ore (Brent a 87,89 dollari al barile, -0,24%), hanno accompagnato vendite diffuse sul settore delle compagnie aeree.

Ancora in queste ore International Consolidated Airlines Group (IAG), la società spagnola che controlla compagnie come British Airways, Iberia e Vueling segna un pesante ribasso dello 0,84%, mentre Air France-KLM cede il 2,62% e Lufthansa segna un ribasso del 2,2%

Ma a suggerire queste vendite oggi ci sono anche fattori assai più specifici e segnatamente il calo di Ryanair a Dublino dopo la pubblicazione di risultati trimestrali in forte flessione: -5,32% a 24,58 euro, dopo il passaggio sul mercato di quasi 3 milioni di pezzi.

Ryanair, i costi erodono i margini: utile dopo le imposte -34%

In fondo c’è in gioco l’andamento della maggiore compagnia aerea d’Europa per passeggeri e numero di voli giornalieri e non stupisce che i suoi numeri influenzino tutto il mercato. Ma come è andata?

Nel trimestre al 30 giugno 2027, il più caldo anche dal punto di vista del conflitto USA-Iran e il primo dell’esercizio di Ryanair al 2027, la compagnia ha registrato ricavi in crescita dell’1% a 4,38 miliardi di euro, mentre il numero di passeggeri cresceva del 6% a 61,3 milioni.

Il problema è che sono balzati dell’11% a 3,81 miliardi di euro anche i costi operativi della compagnia, segando in definitiva del 34% l’utile dopo le imposte del gruppo, che è precipitato da 820 a 538 milioni di dollari. Con l’effetto di visibili di vendite sul titolo diffusesi sul mercato.

A fine giugno la compagnia guidata dal CEO Michael O’Leary mostrava una cassa lorda di oltre 2,8 miliardi di euro, dopo il ripagamento di debito per 1,3 miliardi e di capex (investimenti in conto capitale) da 0,5 miliardi di euro.

Guardando più da vicino la nota dolente dei costi, il gruppo segnala costi del carburante in volo del 16% a 1,69 miliardi di euro, un aumento del 5% dei costi aeroportuali e di handling a 0,52 miliardi, un incremento del 3% dei costi dello staff a 0,48 miliardi di euro. In aumento anche gli oneri collegati alle rotte (+8% a € 0,2 mld) e alle manutenzioni (+30% a 0,12 mld) dovute al maggiore impiego della flotta.

Come si può vedere, gran parte degli oneri aggiuntivi registrati da Ryanair è da collegare a un contesto sfidante, a partire dal più che raddoppio del prezzo di quel 20% del carburante della compagnia che non è protetto dall’hedging.

In certe circostanze c’è poco da fare.