Wall Street frena. Technology settore peggiore per l'S&P 500
pubblicato:Dopo una seduta mista ma di fatto in negativo per i mercati dell'Asia (a Tokyo il Nikkei 225 aveva però guadagnato lo 0,96%) e di netto arretramento per l'Europa (come evidenziato dal declino dell'1,30% del benchmark Eurostoxx 50), la tendenza ribassista è stata alla fine confermata anche a Wall Street, che frena condizionata da trimestrali contrastanti per la Corporate America. Trimestrali che hanno come protagonista nel bene e nel male il settore tecnologico, in attesa di quelle di Microsoft e Meta Platforms arrivate dopo la chiusura di Wall Street (le altre Magnificent Seven mancanti all'appello Amazon.com e Apple le pubblicheranno giovedì 31 ottobre, sempre a mercati chiusi).
Peggiore dei tre principali indici newyorkesi non a caso è stato il Nasdaq Composite (reduce dai massimi storici della precedente sessione), in calo dello 0,56% (104,82 punti), a quota 18.607,93 punti. La tecnologia è stata protagonista in negativo con il tracollo del 32,68% di Super Micro Computer mentre i "vecchi" big International Business Machines (Ibm) e Intel hanno segnato le performance peggiori del Dow Jones Industrial Average (2,63% e 2,62% i rispettivi declini). Scivolone del 10,62% invece per Advanced Micro Devices (Amd), in scia a risultati per il terzo trimestre 2024 complessivamente migliori rispetto alle aspettative del mercato a fronte tuttavia di una guidance ancora debole.
Il Dow Jones chiude con una perdita dello 0,22% (91,51 punti) a 42.141,54 punti, contro il calo dello 0,33% (19,25 punti) dell'S&P 500, attestatosi su 5.813,67 punti. Tra gli undici settori che compongono il benchmark di Wall Street la tendenza prevalente è stata in positivo, con il guadagno più netto ancora per Communication Services, in rialzo dello 0,99% dopo il 2,56% di martedì. Performance peggiore invece per Technology (deprezzatosi dell'1,34%), nonostante le buone indicazioni in arrivo dalla trimestrale di Alphabet (in crescita del 2,82% al Nasdaq). I ricavi di Mountain View sono saliti del 15% annuo a 88,3 miliardi, contro gli 86,3 miliardi del consensus di Lseg citato dalla Cnbc.
Sul fronte macroeconomico, come già anticipato martedì dal GdpNow della Federal Reserve (Fed) di Atlanta, nel terzo trimestre 2024 il prodotto interno lordo (Pil) degli Usa è cresciuto del 2,8% su base sequenziale annualizzata, in frenata rispetto al 3,0% precedente (1,4% nei primi tre mesi dell'anno) e contro il 3,1% del consensus di Dow Jones Newswires e Wall Street Journal. Frenata che la Fed di Atlanta aveva attribuito soprattutto al deterioramento dell'export. In ottobre invece i nuovi impieghi nell'occupazione privata non agricola (dati dell'Adp Research Institute) sono cresciuti in Usa di 233.000 unità, contro i 159.000 precedenti e sopra ai 113.000 nuovi impieghi del consensus.
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