Wall Street in declino. Sconta l'estrema volatilità dei chip

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta ampiamente in negativo per l'Asia-Pacific (a Tokyo il Nikkei 225 aveva perso il 2,12% martedì) e anche per l'Europa (come emerge dal declino dell'1,22% dell'Euro Stoxx 50), il clima ribassista innescato ancora una volta dall'estrema volatilità del comparto tecnologico e in particolare dal segmento dei chip ha condizionato anche Wall Street.

Non a caso il peggiore dei tre principali indici newyorkesi è stato proprio il tecnologico Nasdaq Composite, deprezzatosi dell'1,16% (302,47 punti) a 25.818,69 punti, a causa soprattutto del sell-off abbattutosi sul comparto dei semiconduttori. Intel è crollata del 9,66% segnando la performance peggiore dell'S&P 500 (Marvell Technology ha perso il 7,45%).

Il Dow Jones Industrial Average intanto, ha chiuso in calo dello 0,25% (130,76 punti) ritornando sotto la quota di 53.000 punti (52.925,15 punti al termine delle contrattazioni), superata per la prima volta nella storia nella precedente sessione. Flessione dello 0,45% (33,58 punti) invece per l'indice S&P 500, che ha fermato l'asticella su 7.503,85 punti.

Tra gli undici sottoindici che compongono l'S&P 500 la performance peggiore è stata tuttavia quella di Industrials (1,67% il suo arretramento), marginalmente davanti a Technology (1,62% il ribasso registrato). Complessivamente, però, sono stati in prevalenza i settori in crescita (sei contro i cinque in negativo), al traino del rally del 3,03% messo a segno da Energy.

Tra gli altri titoli da segnalare il tracollo del 18,12% di Rivian Automotive. La rivale di Tesla, specializzata in truck elettrici, ha annunciato la vendita di 75 milioni di azioni (con un'opzione per ulteriori 11,25 milioni) per una raccolta che potrebbe superare gli 1,5 miliardi di dollari. Scopo dell'aumento il rimborso di prestiti ricevuti dallo U.S. Department of Energy.

Sul fronte macroeconomico, secondo quanto comunicato da U.S. Census Bureau e U.S. Bureau of Economic Analysis, in maggio il deficit della bilancia commerciale è salito in Usa su 77,6 miliardi di dollari dai 54,6 miliardi della lettura finale di aprile (56,6 miliardi in marzo), contro la crescita su 78,0 miliardi del consensus di Dow Jones Newswires e Wall Street Journal.

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