FTAOnline
Home :: Mercati :: WeBuild balza in avanti del 12,1% grazie al nuovo piano triennale

WeBuild balza in avanti del 12,1% grazie al nuovo piano triennale

di Alessandro Magagnolipubblicato:

WeBuild presenta nuovo piano triennale: utile operativo in forte crescita e ordini garantiti per 53,4 miliardi di euro. Azioni salgono del 12,1%.

WeBuild guadagna il 12,1% grazie al nuovo piano industriale triennale

Grande balzo in avanti ieri per Webuild, la più grande impresa edile italiana. Il titolo ha guadagnato giovedì il 12,1% a 1,77 euro. I prezzi hanno oscillato tra 1,568 e 1,796 euro.

WeBuild ha presentato un nuovo piano triennale che indica come il suo utile operativo potrebbe quasi raddoppiare nel 2025, dopo essere cresciuto fino al 30% quest'anno.

L'azienda ha già garantito ordini per un valore di €53,4 miliardi ($63,2 miliardi), che coprono il 95% delle previsioni di ricavi e obiettivi di profitto per il periodo 2023-2025.

Il piano prevede anche un obiettivo di utile operativo per il 2023 di €720-€760 milioni, ben al di sopra del consenso del mercato di €580 milioni, e una gamma di utile operativo per il 2025 di €990 milioni-€1,05 miliardi.

Il nuovo piano industriale prevede un utile netto nel 2022 di 118,2 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 56,5 milioni di euro dell'anno precedente.

I ricavi totali del 2022 sono stimati a 8,16 miliardi di euro, mentre l'EBITDA dovrebbe raggiungere i 572,2 milioni di euro, in aumento rispetto ai 451,3 milioni di euro del 2021.

Attesi ricavi tra 10,5 e 11,0 miliardi di euro nel 2025

Il piano prevede inoltre ricavi tra 10,5 e 11,0 miliardi di euro nel 2025, con l'80% dei ricavi nel triennio in paesi a basso rischio. WeBuild prevede un book-to-bill superiore a 1,1x nel periodo 2023-2025 e propone un dividendo di 0,057 euro per azione.

La società ha acquisito nuovi ordini per un valore complessivo di circa 16,1 miliardi di euro, inclusi i variation orders.

Nel 2023, WeBuild prevede ricavi tra 9,0 e 9,5 miliardi di euro e un EBITDA di 720-760 milioni di euro.

Il portafoglio ordini a fine dicembre 2022 è di 53,4 miliardi di euro.

Il piano prevede inoltre una riduzione del debito lordo tra 200 e 250 milioni di euro entro il 2025 e la distribuzione di dividendi tra 160 e 170 milioni di euro nel periodo 2023-2025.

WeBuild punta a migliorare i margini operativi grazie a nuovi progetti di elevata qualità e a un programma di efficientamento operativo per risparmiare 230 milioni di euro.

L'acquisizione da parte di WeBuild delle attività di Clough in Australia è vista come "altamente strategica" e una pietra angolare per l'espansione della presenza dell'azienda in un "enorme" mercato.

Il piano triennale, che prevede un fatturato di 10,5 miliardi di euro a 11 miliardi di euro nel 2025, non include il potenziale impulso che potrebbe derivare da mega progetti come la ferrovia ad alta velocità del Texas e il ponte di Messina in Italia, così come i tagli ai costi operativi derivanti dalla riorganizzazione delle sussidiarie. "Il progetto del ponte di Messina è ancora realizzabile e potrebbe portare un enorme valore aggiunto", ha dichiarato il General Manager Corporate e Finance Massimo Ferrari.

Secondo il piano triennale presentato da WeBuild, l'azienda prevede di distribuire tra i 160 milioni di euro e i 170 milioni di euro in dividendi.

Durante la presentazione dei risultati del 2022 e del piano al 2025, Massimo Ferrari, General Manager Corporate e Finance di Webuild, ha dichiarato che "l'86% del nostro debito è a tasso fisso e abbiamo scadenze limitate prima della fine del 2024".

Inoltre, Ferrari ha sottolineato la "nostra forte liquidità, con 1,9 miliardi di euro".

Resistenza critica in area 1,80 euro

Il rialzo di giovedì ha annullato il calo dei giorni precedenti ma i massimi di giornata (a 1,80 circa) non sono riusciti a superare il picco del 24 febbraio, già messo alla prova anche l'8 marzo. In area 1,80/1,81 euro si colloca il 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo di agosto 2021 a 2,46 euro.

Solo la rottura decisa di area 1,80 allontanerebbe il rischio di essere in presenza di una fase di distribuzione, ovvero di un movimento preparatorio ad un ribasso.

Oltre 1,80 target a 1,95 euro, altra resistenza rilevante.

Sotto 1,70 atteso invece il test della base del canale crescente (coppia di linee parallele) che contiene i prezzi dai minimi di ottobre 2022.

La violazione della base del canale, a 1,58 euro, costringerebbe a considerare il rialzo dai minimi di ottobre come un "flag", figura di continuazione del ribasso precedente, che potrebbe quindi in quel caso riprendere con obiettivi almeno sui minimi di ottobre a 1,15 circa.