Yen di nuovo in rialzo, la politica fiscale di Takaichi sotto la lente dei mercati

di FTA Online News pubblicato:
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Yen di nuovo in rialzo nei mercati internazionali: il cambio dollaro/yen sta registrando la quarta seduta consecutiva di ribasso (-0,74% a 153,22) e sembra puntare con decisione sui minimi a 152 del 27 gennaio scorso. Sotto pressione anche il cambio euro/yen (-0,57% a 182,5) che con i minimi odierni a 182,19 mette sotto pressione il lato inferiore del range laterale in essere dalla fine del 2025.

Dopo la schiacciante vittoria elettorale del partito liberal democratico della premier Sanae Takaichi, il governo dispone di una maggioranza sufficiente alla Camera Bassa per varare delle riforme costituzionali.

Diversi analisti si cimentano così sull'analisi delle possibili opzioni dell'esecutivo in uno scenario fiscale ed economico comunque sfidante.
Alla base del successo elettorale una promessa importante ai cittadini: la sospensione di una tassa dell'8% sugli alimentari detestata da una popolazione sempre più oppressa dal caro-vita, un break che dovrebbe costare qualcosa come 5 trilioni di yen l'anno (circa 32 miliardi di dollari), quasi le stesse risorse impiegate per l'intero sistema dell'istruzione.

Il tutto inserito in un pacchetto di stimolo da 21,3 trilioni di yen annunciato a novembre e in un piano per l'AI che punta alla sovranità digitale da un lato e alla difesa dell'alleanza con gli States tramite 550 miliardi di investimenti negli USA.

Circa 3 trilioni di yen dovrebbero poi andare alla difesa, superando lo storico approccio pacifista del Paese e chiamando prevedibilmente in causa una riforma costituzionale.

L'obiettivo è quello di raggiungere un Pil del 2% quest'anno e i mercati azionari sembrano crederci con i nuovi massimi appena aggiornati dal Nikkei 225 a 57.960 punti dopo un rally dell'88% dai minimi dello scorso aprile.

Più incerti i segnali dall'obbligazionario, con rendimenti, soprattutto nel lungo periodo, in rialzo: un segnale di maggior premio al rischio.
La gestione di un debito pubblico pari al 236,7% del Pil rimane l'elefante nella stanza e sarà senza dubbio una variabile fondamentale nella complessa equazione della nuova amministrazione Takaichi.

Un'altra incertezza deriva naturalmente dall'inflazione, una componente essenziale per ogni intervento sul potere di acquisto delle famiglie: la Banca del Giappone, nonostante l'inflazione superi il 2% da 44 mesi consecutivi, si mostra molto cauta e solo di recente ha alzato i tassi d'interesse dallo 0,75% (nonostante Takaichi sponsorizzi una politica monetaria espansiva).

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