0
Segnalibri
FTAOnline
Home :: Editoriali :: Unicredit e Intesa Sanpaolo: conviene tenerli ancora?

Unicredit e Intesa Sanpaolo: conviene tenerli ancora?

di Alessandro Chinipubblicato: 10 giorni fa

Il comparto bancario, assieme a quello dell’energia, è stato tra i principali artefici del rialzo che la borsa italiana ha messo a segno nel corso del mese di dicembre.

Tra i big del settore appartenenti al paniere del FTSE Mib Unicredit ha fatto la voce grossa, ma anche Intesa Sanpaolo non si è tirato indietro.

Certo la performance del +34% fatta segnare da Unicredit tra la fine di novembre ed inizio gennaio è difficilmente uguagliabile da parte degli altri, basti pensare che nello stesso periodo la pur ottima prestazione di Intesa Sanpaolo si è comunque "limitata" a +14,3%.

La scalata di Unicredit e Intesa Sanpaolo

La pioggia di Buy ed il miglioramento di rating e target price per il titolo di Piazza Gae Aulenti lo hanno sospinto durante tutto l'ultimo mese ed i riconoscimenti sono arrivati in maniera unanime, da HSBC, Goldman Sachs, Jefferies, Intesa Sanpaolo, Berenberg, fino ad arrivare al miglioramento del rating operato da parte di Fitch. L'agenzia ha infatti innalzato ad inizio dicembre il Long-Term Issuer Default Rating ('IDR') di UniCredit SpA a 'BBB' da 'BBB-'. L'outlook è stato confermato a 'stabile'. Il rating a breve termine e il Viability Rating (cioè il rating standalone) sono stati migliorati, rispettivamente, a 'F2' da 'F3' e a 'bbb' da 'bbb-'.

Anche Intesa Sanpaolo non è comunque stato da meno e si è guadagnata la recente promozione da parte di HSBC e Bank of America che hanno rivisto al rialzo il target price del titolo. E' inoltre di ieri la notizia dell'acquisizione di una partecipazione del 40% in Finance Holding (1875 Finance), attraverso Reyl & Cie, partecipazione che consentirà alle due società di incrementare la loro quota di mercato congiunta nel settore dei gestori patrimoniali indipendenti (GPI) in Svizzera. Reyl & Cie è un gruppo bancario svizzero controllato dal maggio 2021 da Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking.

Unicredit e Intesa Sanpaolo: Le prospettive di Unicredit

Il grafico di Unicredit è caratterizzato dalla forte accelerazione subita dai prezzi nel corso dell'ultimo mese. Tale movimento ha permesso al titolo di risalire da 10,80 fino a 14,40 euro circa senza praticamente interruzioni. I prezzi si sono così riportati a contatto con i massimi di febbraio 2020, livelli appena precedenti all'inizio della pandemia da Covid-19, che ne hanno momentaneamente interrotto la corsa. L'ipercomprato presente sui principali oscillatori ha contribuito a raffreddare il motore di Unicredit, surriscaldato dallo sforzo, ma non ancora fuori giri.

La pausa è da ritenersi fisiologica e per certi versi era anche auspicabile. Non sarà facile che il titolo riesca a mantenersi al di sopra della parte alta dell'ampio canale che ha accompagnato il rialzo dai bottom del 2020, ora a 13,90 circa, ma il ritorno all'interno della configurazione non comprometterebbe comunque quanto di buono fatto di recente. Flessioni fino a 13 euro resterebbero compatibili con l’ipotesi di un nuovo allungo che oltre 14,50 apra una nuova fase rialzista con target a 15,50 e 16,50 euro circa. Sotto 13 euro invece spazio al ritorno in area 12, riferimento critico nel medio lungo periodo.

Unicredit e Intesa Sanpaolo: Le prospettive di Intesa Sanpaolo

Il grafico di Intesa Sanpaolo presenta molte analogie con quello di Unicredit, sebbene i prezzi abbiamo sconfinato da poco in zona di ipercomprato e non siano per il momento riusciti a riportarsi sul picco di ottobre in area 2,60, fatto registrare poco sotto a quello del febbraio 2020 a 2,6325. Il supporto critico in area 2,10 ha ben sostenuto Intesa Sanpaolo ed ora l'eventuale superamento di quota 2,50, ribadito in chiusura di ottava, allontanerebbe i rischio di pericolose ricadute.

Flessioni fino a 2,38 non muterebbero l'impostazione rialzista di breve periodo, prospettando la realizzazione di un ulteriore segmento di crescita verso quota 2,63 (obiettivo successivo in area 2,80). Sotto 2,38 invece primo supporto a 2,35 circa, poi via libera verso 2,27, affondo che se realizzato metterebbe in crisi quanto di buono fatto dal titolo nell'ultimo mese. 

Argomenti

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti subito alla nostra newsletter via e-mail per ricevere aggiornamenti sulle Ultime Notizie, i Tutorial e le Offerte Speciali!

Autorizzazione Marketing
Autorizzo l'utilizzo delle informazioni che ho fornito ai fini di ricevere via e-mail notizie, aggiornamenti ed informative marketing.
Cancellazione e politica sulla privacy