Aeroporto di Bologna, azioni in calo con un report di Mediobanca, Seco in rally con i conti 2025
pubblicato:La società dello scalo Guglielmo Marconi soffre il downgrade e lo scenario mediorientale, mentre il titolo Seco guadagna quasi il 10% con utili in forte crescita e indicazioni solide anche per il 2026

Avvio di ottava in netto calo per Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna (-3,8%) dopo il report di Mediobanca Research. Gli analisti hanno peggiorato il giudizio sul titolo portandolo da "Neutral" a "Underperform" con prezzo obiettivo a 8,70 euro. In evidenza il deterioramento di scenario imposto dalla guerra in Medio Oriente.
Gli analisti tagliano le stime 2026-2028 del 5% medio per il traffico, dell'8% medio per i ricavi, del 45% medio per l'utile per azione e del 28% medio per il dividendo.
La scorsa settimana il gruppo aveva presentato i dati relativi al 2025 che avevano evidenziato un Traffico passeggeri in crescita del 3,4% a 11,1 milioni, Ricavi consolidati pari a 181,4 milioni di euro, +9,2% sul 2024 ed un EBITDA di 54,5 milioni di euro (55,1 milioni l'anno precedente). L'Utile consolidato è risultato in crescita a 24,8 milioni di euro (+1,7%) contro i 24,4 milioni dell'anno precedente.
Aeroporto di Bologna, l'azione ritraccia metò del rialzo dai bottom 2022
Graficamente con il ribasso di ieri i prezzi di Aeroporto di Bologna hanno ritracciato metà del rialzo partito dai bottom del 2022, andando a testare il supporto critico posto a quota 9,50.
I prezzi sono reduci da un corposo ribasso che si è sviluppato dai top di febbraio quando il titolo ha provato ad attaccare senza successo i massimi del 2021 in area 12,00.
Da allora è stato lasciato sul terreno un 20% abbondante, ancora compatibile con lo scenario rialzista di fondo, ma che ne limita considerevolmente i margini di manovra.
Sotto 9,40 probabile il test a 8,90/9,00 euro, ultimi livelli utili dai quali attendersi una corposa reazione che possa alimentare nuovamente il trend di crescita in atto dalla fine del 2024 (segnali di ripresa attendibili oltre 10,50 almeno).
Sotto 8,90 invece rischio concreto di un ulteriore affondo verso quota 8,00 in prima battuta e successivamente in direzione di area 7,00.
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Seco, rally del titolo dopo i risultati 2025
Il titolo Seco ha registrato un forte rialzo in avvio di settimana, guadagnando il 9,87% a 2,56 euro, con prezzi che hanno oscillato tra 2,23 e 2,65 euro, dopo la pubblicazione dei risultati 2025 che hanno evidenziato un significativo miglioramento dei principali indicatori economico-finanziari.
Nel dettaglio, i ricavi hanno raggiunto 197,6 milioni di euro, in crescita del 7,7% rispetto al 2024, superando i 200,7 milioni a cambi costanti (+9,4%) e risultando superiori alla guidance fornita dalla società. Il miglioramento è stato accompagnato da un deciso rafforzamento della redditività: l’Ebitda adjusted è salito a 40,2 milioni, pari al 20% dei ricavi, rispetto ai 28,2 milioni del 2024, quando il margine era pari al 15%.
Particolarmente significativa la crescita dell’utile netto adjusted, che si è attestato a 13,1 milioni, in forte aumento rispetto agli 1,4 milioni dell’anno precedente, evidenziando un marcato miglioramento della leva operativa e dell’efficienza gestionale.
Anche l’Ebit adjusted ha mostrato un progresso rilevante, passando da 6,8 milioni a 21,4 milioni, mentre la versione non adjusted dell’Ebit è tornata positiva a 10,2 milioni dopo il dato negativo del 2024.
Sul fronte finanziario, l’indebitamento netto adjusted è migliorato, passando da 41,3 milioni a 37,6 milioni, grazie anche a una positiva generazione di cassa pari a 13,6 milioni nel quarto trimestre, elemento che rafforza la solidità della struttura finanziaria del gruppo.
Le indicazioni fornite dal management confermano un quadro costruttivo anche per l’anno in corso. L’amministratore delegato Massimo Mauri ha sottolineato come il gruppo abbia iniziato il 2026 con un buon momentum, evidenziato da un livello record di ordini registrato nel mese di febbraio e da ricavi attesi superiori a 49 milioni nel primo trimestre.
Secondo la società, la domanda rimane robusta e le strategie di pricing dovrebbero contribuire a mitigare le pressioni sui margini derivanti dal mercato delle memorie elettroniche.
Seco opera infatti nel settore high-tech sviluppando soluzioni hardware e software per la digitalizzazione di prodotti e processi industriali, un comparto che continua a beneficiare della crescente diffusione di tecnologie IoT, intelligenza artificiale e automazione.
Nel complesso, i risultati 2025 mostrano un miglioramento significativo della redditività e della generazione di cassa, elementi che hanno sostenuto la reazione positiva del mercato.
Le prospettive per il 2026 indicano la possibilità di un ulteriore consolidamento del percorso di crescita, con l’obiettivo di continuare a creare valore per gli azionisti attraverso innovazione tecnologica e sviluppo commerciale.
Seco, ma sul grafico serviranno segnali ulteriori a sostegno della reazione dei prezzi
L’analisi tecnica del titolo Seco evidenzia come il forte rialzo registrato dopo la pubblicazione dei risultati 2025 si inserisca in un contesto grafico che rimane ancora delicato. Il recupero delle ultime sedute rappresenta infatti una reazione positiva alle notizie fondamentali, ma non è ancora sufficiente, da solo, a modificare in modo strutturale il quadro tecnico di medio periodo.
Dopo avere raggiunto un massimo in area 3,60 euro alla fine del 2025, il titolo ha avviato una fase correttiva caratterizzata da una sequenza di massimi decrescenti, visibile nella trendline ribassista che delimita la parte superiore del movimento dei prezzi.
Questo elemento suggerisce che il mercato stia ancora attraversando una fase di consolidamento dopo il forte rialzo della seconda parte del 2025.
La discesa dei primi mesi del 2026 ha riportato le quotazioni a contatto con la media mobile esponenziale a 200 giorni, attualmente collocata intorno a 2,70 euro, livello che rappresenta un riferimento molto importante per valutare la struttura del trend di medio periodo.
Quando i prezzi si muovono sopra la media a 200 giorni, il trend viene generalmente considerato costruttivo; al contrario, una permanenza sotto questo livello tende a segnalare una fase più incerta o correttiva.
La recente flessione ha inoltre avvicinato il titolo all’area di 2,28 euro, corrispondente al 61,8% di ritracciamento di Fibonacci del rialzo partito dai minimi di novembre 2024.
Si tratta di un livello tecnico particolarmente rilevante, perché spesso rappresenta una zona in cui il mercato può tentare di stabilizzarsi prima di impostare un eventuale nuovo movimento direzionale.
Il rimbalzo avvenuto dopo la pubblicazione dei conti mostra che il mercato continua a riconoscere valore nella storia industriale della società, ma per assistere a un miglioramento più convincente del quadro grafico sarebbe necessario un ritorno stabile sopra l’area della media mobile a 200 giorni.
Solo il recupero di questa zona potrebbe infatti ridurre la pressione ribassista e favorire un tentativo di risalita verso le prime resistenze collocate tra 2,90 e 3,10 euro.
Al contrario, un ritorno sotto i recenti minimi e la perdita del supporto in area 2,28 euro potrebbe mantenere il titolo in una fase laterale-ribassista, con il rischio di un’estensione della correzione verso livelli inferiori.
Nel complesso, il movimento delle ultime sedute può essere interpretato come un primo segnale di reazione dopo la debolezza di inizio anno, ma il quadro tecnico resta ancora in fase di definizione. Le prossime settimane saranno importanti per capire se il miglioramento dei fondamentali riuscirà a tradursi anche in una ricostruzione del trend positivo sul grafico.