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Cosa accade se l'Agenzia delle Entrate contesta i lavori del Superbonus?

di FTA Online Newspubblicato:

Il Superbonus 110% è uno dei bonus edilizi più richiesti, che ha permesso a tantissimi italiani di ristrutturare le proprie case con l’aiuto del Governo, quindi anche non avendone le possibilità. Chi ne beneficia, però, è sottoposto a controllo dell’Agenzia delle Entrate e dell’Enea. Cosa accade nel caso in cui l’Agenzia contesti i lavori dei beneficiari? Scopriamolo nell’articolo!

Il Superbonus 110% è uno dei bonus di ristrutturazione di immobili che ha avuto più successo nel nostro paese, perché ha permesso delle detrazioni e degli sconti che hanno consentito a tantissimi cittadini italiani di ristrutturare, con l'aiuto del Governo, le proprie case.

La richiesta di bonus e la sua erogazione, però, sono ovviamente sottoposti a controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Il Superbonus 110%, introdotto con il Decreto Rilancio, altro non è che una detrazione fiscale del 110% delle spese sostenute dai cittadini per ristrutturare i propri edifici e migliorarne la classe energetica. 

Il Governo ha deciso di introdurre il Superbonus per far ripartire l'economia e, contemporaneamente, per migliorare l'efficientamento energetico delle case.

I lavori che rientrano in questo bonus, le cui spese possono essere detratte, sono tantissimi e spaziano dall'isolamento termico, alla climatizzazione, ma possono anche essere volti a rendere la casa più sicura dai terremoti e altro ancora.

A chi spetta il Superbonus 110%?

La detrazione del Superbonus può essere richiesta da persone fisiche e da imprese. Può essere richiesto per un massimi di due edifici, e può anche essere applicato ai condomini, alle case popolari, alle associazioni e agli enti non commerciali.

Ottenere questa agevolazione non è difficile. Ma ci sono dei rischi che si corrono, quali sono? Vediamoli nei dettagli.

Agenzia delle Entrate: quali rischi corrono coloro che ricevono il Superbonus 110%?

Questo Superbonus così consistente, che potrebbe essere una benedizione per tantissimi contribuenti, potrebbe, purtroppo, trasformarsi anche in un vero incubo.

Questo perché se tutti gli step non vengono eseguiti secondo la regolamentazione stabilita o i lavori non vanno a buon fine per un qualsivoglia motivo, il contribuente si ritroverà sì in una casa migliore e con un minor consumo energetico, ma dovrà fare i conti con l'Agenzia delle Entrate.

Cosa succede, infatti, se l’Agenzia delle Entrate dopo una verifica, trova qualcosa che non va e decide di contestare i lavori effettuati su un immobile per il quale il proprietario ha usufruito del Superbonus? Potrebbe richiedere indietro l'agevolazione concessa? E se è sì, cosa accadrebbe in quel caso?

Vediamo nei dettagli cosa potrebbe accadere

Superbonus: da parte dell'Agenzia delle Entrate vengono fatti dei controlli

Secondo il Decreto Rilancio, il Ministero dello Sviluppo Economico, è il responsabile dei bonus edilizi. Ma chi nella realtà fa i controlli e le verifiche sono l'Agenzia delle Entrate e l'Enea.

L'Agenzia fa dei controlli non a tappeto, ma a campione su circa il 5% del bonus concessi. Controlla per esempio se la documentazione del contribuente è a norma di legge, se è corretta, ed è completa di tutto il necessario.

L’Enea, invece, ha un altro compito, quello di verificare la corretta realizzazione dei lavori. L'Enea invierà i proprio operatori a fare dei sopralluoghi regolarmente. Geometri e Ingegneri  dell'Enea, quindi, fanno controlli su tutto il territorio e verificano l'immobile, prima o dopo i lavori.

Se i controlli dell'Agenzia delle Entrate e dell'Enea non vanno a buon fine, cosa accade?

Secondo il Decreto Rilancio, se i tecnici dovessero scoprire anche una sola irregolarità, dovranno emettere un verbale e il beneficiario potrà perdere il beneficio ottenuto.

Secondo il decreto, non importa se le irregolarità scoperte siano parziali o totali, perché basta un singolo errore per vedere ritirata la pratica ed essere costretti a restituire all'Agenzia delle Entrate tutti i soldi ricevuti, più gli interessi e la sanzione comminata. La somma da restituire potrebbe essere superiore anche al doppio della somma ricevuta con il bonus.

Chi risulterà debitore nei confronti dell'Agenzia delle Entrate?

Secondo l’articolo 121, comma 6 del Decreto Rilancio, il recupero delle somme avverrà direttamente nei confronti del beneficiario, anche se quest'ultimo ha ceduto il credito ad una banca. La responsabilità resta del beneficiario che dovrà pagare di tasca propria la somma ricevuta, più gli interessi e la sanzione.

Solo dopo aver pagato, il beneficiario potrà fare causa, se lo ritiene opportuno, al tecnico (geometra, ingegnere o architetto) che ha supervisionato i lavori.

Quanti anni di tempo ha l'Agenzia delle Entrate per fare le verifiche?

L’Agenzia delle Entrate ha 8 anni di tempo per fare le dovute verifiche sui lavori fatti. Questo dipende però, dal tipo di detrazione che il beneficiario ha scelto.

Otto anni sono la scadenza se per esempio si è ceduto il credito ad una banca. Se invece si è scelta la detrazione fiscale, gli anni saranno sempre otto, ma partiranno dall'ultimo anno in cui si è usufruito della detrazione (ovvero il decimo anno dopo i lavori). 

In conclusione: è vero che il Superbonus consente a molti cittadini di migliorare le loro abitazioni anche se non hanno possibilità economica, e questa è un'ottima cosa, ma prima di richiederlo dovete essere certi che tutto sarà fatto in regola, perché altrimenti potreste addirittura rimetterci.

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