Crollo AI: fine del rally dei semiconduttori o sano ritracciamento?

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Un'ondata di ribassi parte dal Nasdaq e si allarga all'Asia e all'Europa. In profondo rosso STM, Prysmian, TSMC e ASML. Ecco i multipli di un mercati ancora troppo concentrato, ecco i temi caldi del tech globale

Crollo AI: fine del rally dei semiconduttori o sano ritracciamento?

Un’altra seduta terribile per STM che strappa oggi al ribasso con un -6,14% a 52,59 euro tra volumi impetuosi, oltre 2,55 milioni di azioni passate di mano a Milano contro una media giornaliera dell’ultimo mese di meno di 5,7 milioni di pezzi.

AI, vendite travolgenti da Wall Street all'Asia

Purtroppo la casa franco-italiana del chip è in buona compagnia in Europa con uno Stoxx Europe Total Market Semiconductors in calo del 3,97% e forti vendite anche sulla tedesca Infineon (-5,29%) e sulla olandese ASML (holding). Ma le vendite vengono da molto più lontano e confermano una correzione sempre più strutturale dell’ampio settore dell’intelligenza artificiale e delle sue infrastrutture nei mercati globali.

A Taiwan TSMC, il più grande produttore di microprocessori del mondo (sua la gran parte di quelli di Nvidia per esempio), ha perso il 7,29% stamane e ha trascinato il TAIEX, l’indice di Taiwan, a un -6,47% D’altronde da sola ne copre circa il 40%.
Né parliamo di bruscolini: con la sua capitalizzazione da 4,79 trilioni di dollari, l’indice dell’isola di Formosa ha superato l’LSE di Londra di recente e lascia indietro anche il Kospi della Corea del Sud e anche la più piccola intera Borsa tedesca.

Pure il Kospi coreano (-6,37%) è stato affondato da Samsung (-8,77%) e SK Hynix (-13,69%), due colossi che ne coprono ormai il 60% circa.

Ma neanche il meno concentrato Nasdaq USA ha lesinato le vendite: il listino tecnologico dei primi 100 ha perso l’1,62%
Intel ha perso il 5,84%, male anche Micron (-5,65%), AMD (-3,65%) e Nvidia -2,4% L’indice SOX di Philadelphia sul settore dei semiconduttori segna un pesante -4,29%

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AI, i multipli tecnologici cari soprattutto sul fronte dei semiconduttori

C’è insomma area di ritirata, se non proprio una AI Armageddon, quanto meno un ridimensionamento di rango. Attualmente il Nasdaq 100 P/E ratio, il rapporto prezzo/utili dei primi 100 titoli tecnologici USA, è a 31,04 La media storica degli ultimi 10 anni è a 28,92x, quindi non siamo agli eccessi, almeno per il benchmark.

Il SOX P/E, più calibrato sui semiconduttori, quindi sulle infrastrutture dell’AI che sono state finora le grandi vincitrici della gara dell’intelligenza artificiale, è decisamente più caro: 51,27x.

Semiconduttori AI: anche a Piazza Affari ondata di vendite

A Milano il comparto oggi soffre senza sconti: al citato crollo di STM, si affianca infatti quello di Prysmian (-5,03%) e quello di Technoprobe (-6,78%). Ma va detto che in questo caso gli acquisti nel recente passato non erano mancati e forse si erano spinti anche un po’ oltre.

STMicroelectronics in 6 mesi a fatto un +129% e ora a un rapporto prezzo/utili degli ultimi 12 mesi di 423 (P/E trailing), anche se il P/E Forward (il rapporto sugli utili attesi) si ridimensiona a 51,8x. In ogni caso si tratta di valutazioni estremamente generose.

Crollo AI: fine del rally dei semiconduttori o sano ritracciamento?

Prysmian, colosso dei cavi sempre più vocato alle forniture ai data center e alle centrali che li alimentano e sempre più presente negli Stati Uniti, ha registrato negli ultimi 6 mesi un balzo del 40%: adesso il P/E trailing è di 28,5x, il P/E futuro è a 30,12x.

Technoprobe, colosso milanese del testing dei chip da 628 milioni di euro di ricavi nel 2025 (e quasi 100 milioni di utile netto), negli ultimi 6 mesi ha segnato un +102%, ma ha un P/E trailing da 209x.

Non ci sono regali insomma nelle infrastrutture per l’AI neanche a Piazza Affari, ma mentre i capex degli hyperscaler, i loro investimenti che alimentano il boom, sono attesi a oltre 700 miliardi quest’anno e a quasi 900 miliardi di dollari l’anno prossimo, il mercato inizia a ponderare i prezzi.

Con gli impulsi inflattivi scatenati dalla guerra in Iran e dal rincaro del petrolio greggio, il rendimento del Treasury americano è volato sopra il 5% da giorni e le prospettive sulla politica monetaria della FED si fanno sempre più restrittive, anche se il nuovo presidente Kevin Warsh sul fronte degli impatti dell’AI sull’inflazione ha fatto dei distinguo.

Gli investimenti nell’intelligenza artificiale – i capex di cui sopra – nell’immediato stanno accrescendo i prezzi con un impatto inflattivo, ma la filiera dovrebbe reagire abbastanza in fretta e gli effetti di lungo periodo dell’AI dovrebbero essere deflattivi, grazie all’aumento della produttività.

Di certo però oggi sui mercati globali prevale il pessimismo e il repricing importante del settore dei semiconduttori potrebbe essere solo il primo di una serie più profonda e potrebbe in chiusura di ottava acquistare un rilievo particolare. Per alcuni osservatori è perfino sano e la bolla resta lontana, dati i numeri forti dell’industria che già cresce molto bene. Di certo l’estate potrebbe essere ancora una volta vivace anche per i mercati.