Amazon tenta un'altra reazione dopo una perdita del 19% da inizio mese
pubblicato:Si è fatta notare Amazon ieri a Wall Street con un recupero dell'1,4% a 201,15 dollari che dà un parziale sollievo al titolo dopo una perdita che ha toccato, ieri stesso, i 19 punti percentuali dalla chiusura del 2 febbraio. Per il colosso dei pacchi e dei servizi web e di logistica, si sono registrate insomma sul Nasdaq alcune delle peggiori sedute degli ultimi anni e si può calcolare il gruppo abbia perso circa 441 miliardi di dollari di capitalizzazione senza fornire troppi spunti positivi, visto che ancora ieri sono stati aggiornati i minimi di periodo a 196 dollari.
Sicuramente hanno accompagnato questi ribassi due fattori almeno.
Il primo sono le pressioni in vendita registrate in questo periodo sul Nasdaq, si sono viste proprio dal martedì del 3 febbraio, ma l'indice tecnologico ha comunque limitato i ribassi rispetto alle quotazioni di Amazon nelle sedute successive.
Il secondo e rilevante fattore è stato la pubblicazione dei risultati seguita da un affondo del 15,12% in after-hours dopo la seduta di venerdì 6 febbraio. Non è servito il balzo delle vendite nette trimestrali del 14% a 213,4 miliardi di dollari, né quello dell'utile netto trimestrale da 20 a 21,19 miliardi di dollari: la crescita dell'eps diluted da 1,86 a 1,95 dollari ha posto l'utile per azione diluito, al di sotto di un centesimo del consensus rilevato S&P Market Intelligence a 1,96 dollari.
Soprattutto il mercato si è interrogato sugli investimenti operativi capex (purchases of property and equipment net of proceeds from sales and incentives) della compagnia di Seattle: 128 miliardi di dollari nel 2025 e con l'annuncio per il 2026 di altri 200 miliardi dollari di Capex, molti di più dei 146,6 miliardi di dollari attesi dalla media degli analisti interpellati da Factset.
Oltretutto in un contesto in cui già si segnalava una contrazione nei 12 mesi del free cash flow da 38,2 a 11,2 miliardi di dollari, proprio a causa degli investimenti.