Terna sopra i 10 euro: non è solo un record di Borsa, è un segnale macro

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

La rete elettrica torna al centro del ciclo economico, nuovi record per Terna

Terna sopra i 10 euro: non è solo un record di Borsa, è un segnale macro

Terna aggiorna i massimi storici

Terna aggiorna i massimi storici superando per la prima volta i 10 euro per azione (10,075€, +0,89%), portando la capitalizzazione oltre i 20 miliardi.

Il movimento non è isolato: da inizio febbraio il titolo guadagna oltre il 9%, sovraperformando nettamente il comparto utility europeo.

Il rialzo riflette qualcosa di più profondo di una semplice rotazione difensiva. I dati operativi pubblicati dalla società indicano infatti un miglioramento del ciclo energetico italiano: a gennaio il fabbisogno elettrico nazionale è cresciuto del 4,1% su base annua, raggiungendo il livello mensile più alto dal 2014.

Anche depurando da temperatura e calendario, l’aumento resta significativo (+2,8%), segnale che la domanda reale sta ripartendo.

Particolarmente rilevante il ritorno dei consumi industriali

Particolarmente rilevante il ritorno dei consumi industriali: l’indice IMCEI, che monitora circa mille imprese energivore, registra un +3,8% per il quinto mese consecutivo.

È un indicatore anticipatore dell’attività economica e suggerisce una graduale riattivazione della produzione.

Sul lato dell’offerta emerge il ruolo crescente della generazione domestica.

La produzione nazionale copre quasi il 90% della domanda, mentre l’import netto cala di oltre il 30%.

A trainare sono soprattutto eolico (+16%) e fotovoltaico (+15%), mentre l’idroelettrico risente della minore disponibilità d’acqua. Nel complesso le rinnovabili coprono circa un terzo dei consumi.

Per il mercato azionario questo significa maggiore visibilità per Terna: più domanda, più elettrificazione e più integrazione delle rinnovabili implicano investimenti strutturali nella rete di trasmissione, cioè nella parte regolata del sistema energetico.

Terna, da utility difensiva a infrastruttura centrale nella crescita energetica

Il superamento dei 10 euro è quindi anche la rappresentazione grafica di un cambio di percezione: da utility difensiva a infrastruttura centrale nella crescita energetica ed industriale dei prossimi anni.

Il grafico di Terna mostra una struttura rialzista

Il grafico di Terna mostra una struttura rialzista molto ordinata e di lungo periodo. Il movimento attuale non nasce infatti nelle ultime settimane, ma si inserisce all’interno del canale ascendente avviato dai minimi del 2020, che continua a guidare l’evoluzione dei prezzi.

Il superamento dell’area 10 euro ha rappresentato una tappa tecnica importante: in quella zona passava il lato alto del canale più stretto costruito dal minimo di marzo 2025, rotto il 17 febbraio. Dopo la rottura il titolo ha accelerato confermando la validità del trend principale.

Ora il primo vero ostacolo si colloca in area 10,50 euro, dove transita il lato superiore del canale di lunghissimo periodo. Si tratta della prima resistenza significativa: finché i prezzi restano sotto questa fascia è probabile una fase di consolidamento sopra quota 10.

Una rottura confermata di 10,50 aprirebbe spazio verso 11,25 euro, proiezione grafica dell’ampiezza del canale precedente.

Oltre tale livello il quadro diventerebbe ancora più positivo con possibile estensione verso 12 euro, area coerente con la successiva proiezione di trend.

Sul lato opposto, il primo segnale di raffreddamento arriverebbe solo sotto 9,90 euro, livello che riporterebbe i prezzi all’interno della precedente congestione.

Tuttavia un indebolimento strutturale del trend resterebbe remoto: diventerebbe realmente preoccupante soltanto sotto 6,60 euro, soglia che metterebbe in discussione l’intero movimento rialzista pluriennale.

In sintesi, Terna rimane in trend ascendente primario: al momento il mercato sta più decidendo quando accelerare di nuovo, piuttosto che se invertire.

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