Per l'Fmi il Giappone non dovrebbe tagliare tassa su consumi
pubblicato:Per il Fondo monetario internazionale (Fmi) il Giappone non dovrebbe tagliare la tassa sui consumi, misura che è stata una delle promesse della premier Sanae Takaichi in vista delle elezioni anticipate che settimana scorsa hanno regalato un trionfo senza precedenti al suo Partito liberal democratico (Pld). Takaichi aveva dichiarato che in caso di vittoria avrebbe sospeso per due anni l'imposta dell'8% per i prodotti alimentari, affermando che il suo programma avrebbe creato posti di lavoro, stimolato i consumi e fatto crescere altre fonti di entrate fiscali. Per l'Fmi, riporta Reuters, sebbene limitare l'intervento ai soli beni essenziali e garantirne la temporaneità contribuirebbe a contenere l'impatto, il Sol Levante ha bisogno di rigore fiscale per contribuire a mantenere stabili i mercati obbligazionari. "La politica fiscale dovrebbe astenersi da ulteriori allentamenti nel breve termine. Livelli di debito elevati e persistenti, insieme a un saldo di bilancio in deterioramento, espongono l'economia giapponese a una serie di choc", ha precisato il Fondo, precisando che si prevede che i pagamenti dei tassi d'interesse raddoppieranno dal 2025 al 2031, poiché il debito verrà rinnovato a rendimenti più elevati.
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