Apertura prudente: mercati sospesi tra macro solida e Fed meno accomodante

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Inflazione in rallentamento sostiene l’Europa, ma la tecnologia frena Wall Street

Apertura prudente: mercati sospesi tra macro solida e Fed meno accomodante

L’avvio di seduta si prospetta all’insegna della cautela, con gli operatori concentrati soprattutto sui prossimi dati macroeconomici e sulle indicazioni di politica monetaria attese sia dalla BCE sia dalla Federal Reserve.

Il contesto europeo resta relativamente costruttivo

Il contesto europeo resta relativamente costruttivo: l’inflazione continua a sorprendere al ribasso — in Germania +0,1% mensile e +2,1% annuo — mentre la crescita mostra segnali di resilienza in diverse economie dell’Eurozona.

Questo scenario mantiene il supporto ai listini del Vecchio Continente, pur senza innescare reale euforia.

Allo stesso tempo prosegue la rotazione settoriale: il tema dell’intelligenza artificiale non scompare, ma sta cambiando effetti di mercato. Dopo mesi di leadership tecnologica, parte dei flussi si sposta verso finanziari e difesa, settori più legati al ciclo economico e al contesto geopolitico.

Negli Stati Uniti il quadro appare più delicato

Negli Stati Uniti il quadro appare più delicato. Il calo dei titoli tecnologici, le tensioni in Medio Oriente e soprattutto l’incertezza sui prossimi passi della Fed mantengono elevata la volatilità.

I dati recenti indicano un miglioramento su entrambi i fronti del mandato della banca centrale — inflazione in raffreddamento e mercato del lavoro ancora solido — ma proprio per questo la necessità di tagli imminenti si riduce.

Il raffreddamento dei salari, accompagnato da una produttività in crescita, attenua i timori di una nuova fiammata inflazionistica, ma restringe anche la finestra per interventi espansivi nel breve periodo. Un taglio a marzo resta tecnicamente possibile, ma appare sempre meno probabile.

In agenda oggi, oltre all’indice ZEW tedesco uscito alle ore 11:00), negli USA l’Empire Manufacturing (14:30), mentre nei prossimi giorni l’attenzione si sposterà sui verbali della Fed e sui dati preliminari del PIL americano: appuntamenti che potrebbero chiarire se il mercato sta entrando in una semplice pausa… o in una fase più duratura di riassestamento.

Germania: fiducia ZEW sorprende al ribasso

Il morale degli investitori tedeschi peggiora a febbraio contro le attese.

L’indice ZEW scende a 58,3 punti dai 59,6 di gennaio, mentre il consenso degli analisti indicava un miglioramento fino a 65,0.

Il dato non segnala recessione imminente, ma indica un raffreddamento delle aspettative proprio mentre i mercati stavano iniziando a prezzare uno scenario macro più favorevole. In altre parole, la fiducia non sta accelerando quanto sperato.

Per i listini europei il messaggio è chiaro: la crescita resta positiva ma fragile.

Di conseguenza, il supporto alle borse continua a dipendere in larga parte dalle aspettative sui tassi più che da un reale rafforzamento del ciclo economico.

Sul future Eurostoxx 50 il trend primario rimane impostato al rialzo

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Sul future Eurostoxx 50 il trend primario rimane impostato al rialzo — le medie di medio periodo sono crescenti e i minimi continuano, almeno per ora, a restare progressivamente più alti — ma la struttura delle ultime settimane sta cambiando qualità.

Dopo l’accelerazione di dicembre-gennaio, il mercato non ha più prodotto nuovi massimi convincenti: ha invece iniziato a muoversi lateralmente appena sotto la resistenza. Questo comportamento è tipico delle fasi in cui la domanda non scompare, ma incontra un’offerta sempre più organizzata.

Non è ancora distribuzione conclamata, però non è più accumulazione.

Il dettaglio tecnico più importante è la sequenza dei massimi: più tentativi di rottura falliti nella stessa area tendono a costruire pressione nella direzione opposta. Ed è qui che entra in gioco il livello di 5838.

Quella quota rappresenta il minimo della congestione recente e quindi la base su cui si regge l’intero movimento laterale. Finché i prezzi oscillano sopra questo livello, il mercato sta semplicemente “scaricando” ipercomprato in modo fisiologico dopo il rally precedente.

Ma una discesa sotto 5838 cambierebbe completamente la lettura: i compratori che hanno sostenuto il mercato nelle ultime settimane si troverebbero in perdita e le vendite aumenterebbero rapidamente. Tecnicamente verrebbe attivato un doppio massimo.

In quel caso la prima area di arrivo naturale sarebbe la fascia 5750-5700, dove passa la media di medio periodo, ma non sarebbe necessariamente il punto finale: le figure di inversione nate dopo trend estesi tendono spesso a cercare la parte centrale del movimento precedente, quindi anche la zona 5600 diventerebbe un riferimento plausibile.

Al contrario, la tenuta di 5838 manterrebbe il mercato in una pausa rialzista. Più a lungo dura la congestione senza rottura al ribasso, più aumenta la probabilità che si trasformi in base per un nuovo tentativo di allungo verso i massimi.

In sintesi il grafico non sta ancora segnalando un’inversione, ma è entrato nella fase in cui la direzione successiva non dipende più dal trend passato bensì dalla rottura di un solo livello.

Finché 5838 regge parliamo di consolidamento.

Sotto 5838 inizierebbe un mercato diverso.

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