BHP cambia pelle: il rame diventa il vero motore degli utili

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

Dal ciclo dell’acciaio al ciclo dell’elettrificazione: il mercato guarda alla rottura dei 75$ per BHP

BHP cambia pelle: il rame diventa il vero motore degli utili

BHP non è più soltanto il gigante del minerale di ferro

BHP non è più soltanto il gigante del minerale di ferro: i risultati semestrali mostrano chiaramente un cambio strutturale.

Per la prima volta il rame ha superato l’iron ore, contribuendo a oltre metà degli utili operativi del gruppo.

È un passaggio simbolico ma soprattutto macroeconomico: BHP sta passando dal ciclo immobiliare cinese al ciclo della transizione energetica globale.

L’utile sottostante attribuibile del semestre si è attestato a 6,20 miliardi di dollari, in crescita del 22% su base annua e superiore alle attese di mercato.

Anche il dividendo ha sorpreso positivamente, con un acconto di 73 centesimi per azione (contro 63 stimati) e payout al 60%.

Il contributo del rame è stato determinante

Il contributo del rame è stato determinante: 7,95 miliardi di dollari di utili operativi contro 7,50 del minerale di ferro, grazie a prezzi realizzati saliti del 32%.

Nel frattempo la produzione record di iron ore (146,6 milioni di tonnellate) ha sostenuto la redditività complessiva, pur con costi unitari in aumento del 7%.

Parallelamente il gruppo ha avviato operazioni finanziarie rilevanti:

  • accordo di streaming dell’argento con Wheaton Precious Metals per 4,3 miliardi

  • ingresso di Global Infrastructure Partners (BlackRock) nella rete elettrica WAIO per 2 miliardi

Secondo il CEO Mike Henry queste operazioni potrebbero liberare fino a 10 miliardi di dollari di liquidità.

Approfondimento tecnico

Dopo una lunga fase laterale durata gran parte del 2025, BHP ha cambiato ritmo negli ultimi mesi costruendo una sequenza ordinata di minimi e massimi crescenti.

Il movimento partito da area 52–55$ non è stato impulsivo ma progressivo: tipico delle fasi di accumulazione istituzionale più che di euforia speculativa.

Ora però il titolo si trova davanti al vero spartiacque del grafico: area 74–75 dollari.

Non è una semplice resistenza orizzontale. È un livello storico dove in passato si è concentrata offerta significativa, quindi rappresenta una zona in cui molti investitori tornano in pari e vendono.

Il comportamento attuale è importante: i prezzi non vengono respinti con violenza, ma restano compressi sotto il livello.

Quando accade, il mercato spesso non sta fallendo la rottura — sta assorbendo vendite.


Scenario rialzista

Una chiusura netta sopra 75$ attiverebbe un breakout di lungo periodo.

In quel caso il movimento non avrebbe quasi ostacoli tecnici fino ad area 80–81$, dove passa la proiezione della precedente struttura laterale.

In pratica il mercato passerebbe da fase distributiva storica a fase di espansione del trend.


Scenario ribassista

Il livello di controllo del movimento è 68$.
Non è casuale: coincide con l’ultima base di consolidamento prima dell’accelerazione.

Una discesa sotto questo livello trasformerebbe l’attuale struttura in un doppio massimo e segnalerebbe un falso breakout.

Il target naturale diventerebbe area 62$, dove si trova il primo supporto volumetrico rilevante.


La vera lettura

Il grafico non sta suggerendo debolezza, ma una decisione imminente.

Dopo una salita ordinata e non verticale, il mercato tende a scegliere una direzione forte: o prosecuzione del trend primario oppure correzione proporzionale.

In altre parole BHP non è in un punto casuale del grafico:
è nel punto in cui il mercato decide se prezzare un buon ciclo delle commodity…
o un nuovo ciclo strutturale del rame.

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