Ariston, forte rialzo dell'azione con un miglioramento del sentiment
pubblicato:Equita conferma un buy sul titolo, anche grazie all'acquisizione di Riello Group

Il forte rialzo messo a segno da Ariston riflette un miglioramento del sentiment sul titolo, sostenuto da segnali operativi incoraggianti e da una rinnovata fiducia degli analisti sul posizionamento strategico del gruppo. La seduta si è chiusa con un progresso del 3,51% a 4,656 euro, con volumi in aumento e prezzi che hanno spinto fino a 4,74 euro, avvicinandosi alle prime aree di resistenza di breve periodo.
Sul piano fondamentale, il quadro resta costruttivo. Equita SIM ha confermato la raccomandazione buy, alzando il target price a 4,90 euro, sulla scia di dati positivi provenienti dal mercato delle heat pump (HP) in Germania. A dicembre le richieste di sussidi per le installazioni di pompe di calore si sono attestate intorno a 41 mila unità, in crescita del 10% su base annua (nonostante un confronto impegnativo) e addirittura del 50% mese su mese, pur tenendo conto della stagionalità. Ancora più significativo il dato del 4Q25, che evidenzia un +33% annuo, segnale di una domanda strutturalmente in ripresa.
Questo contesto è favorevole non solo per Ariston, ma anche per LUVE e Carel (CRL), che beneficiano direttamente della crescita delle installazioni di HP tramite la vendita di componenti. Per Ariston l’esposizione è più indiretta (low double digit / mid-teens sulle vendite), ma il mix di prodotto gioca comunque a favore: anche in uno scenario di rallentamento delle caldaie a gas, la vendita di una pompa di calore risulta più interessante in termini di valore aggiunto e posizionamento strategico.
A rafforzare la visibilità di medio termine contribuisce poi l’operazione annunciata a dicembre: l’acquisizione del 100% di Riello Group e Riello America da Carrier Global, per un enterprise value di 289 milioni di euro, pari a circa 5x EV/EBITDA adjusted 2026 includendo le sinergie. Dal punto di vista industriale, l’operazione è coerente con la strategia di rafforzamento nel settore della climatizzazione e offre importanti leve sinergiche. Secondo le stime, l’impatto sull’utile per azione rettificato dovrebbe diventare positivo già dal secondo anno post-closing, con un incremento high-teens nel 2026, a condizione che le sinergie vengano effettivamente realizzate.
Banca Akros giudica l’operazione strategicamente positiva, pur sottolineando che il prezzo pagato appare elevato sui multipli 2025. La vera chiave sarà il miglioramento dei margini: per giustificare un multiplo EV/EBITDA di 5x nel 2026, il margine EBITDA adjusted dovrebbe salire dall’8,8% nel 2025 a circa il 14% nel 2026. In quest’ottica, Akros mantiene un rating accumulate con target price a 4,5 euro.
In sintesi, Ariston si trova in una fase delicata ma potenzialmente favorevole:
– il contesto di mercato sulle pompe di calore sta migliorando,
– il mix di prodotto è strutturalmente più difensivo rispetto alle caldaie tradizionali,
– l’M&A può rappresentare un acceleratore di crescita e marginalità, se ben eseguito.
Ariston, l'azione in una fase di congestione ben definita
Il recente movimento del titolo sembra quindi più di un semplice rimbalzo tecnico e riflette una rinnovata attenzione del mercato su una storia industriale che, pur non priva di rischi esecutivi, torna a offrire opzionalità interessanti sul medio periodo.
Dal punto di vista tecnico, Ariston si trova in una fase di congestione ben definita, che riflette l’equilibrio temporaneo tra le aspettative positive di medio periodo e le incertezze ancora presenti sul breve.
Da metà dicembre i prezzi si muovono all’interno di un box laterale piuttosto chiaro, delimitato inferiormente da area 4,27 euro e superiormente da area 4,77 euro. All’interno di questo range il titolo ha alternato tentativi di allungo e prese di beneficio, senza però riuscire a imporre una direzione definitiva, segnale tipico di una fase di accumulazione o distribuzione ancora in corso.
Il recente rimbalzo ha riportato le quotazioni nella parte alta del box, confermando che area 4,25–4,30 sta funzionando come supporto affidabile, mentre 4,70–4,77 rappresenta una resistenza tecnica di rilievo, già testata più volte senza successo. Proprio la ripetitività dei respingimenti su questi livelli rafforza l’importanza del range e rende probabile un movimento direzionale una volta che uno dei due estremi verrà violato in modo convincente.
In caso di rottura al rialzo sopra 4,77 euro, il segnale tecnico sarebbe chiaramente costruttivo: la fuoriuscita dalla congestione aprirebbe spazio a una ripresa del trend positivo, con primo obiettivo naturale sui massimi di giugno 2025 in area 5,20 euro, livello che rappresenta la vera resistenza di medio periodo. In questo scenario, la fase laterale degli ultimi mesi verrebbe letta come una base di consolidamento prima di una nuova gamba rialzista.
Al contrario, una violazione al ribasso di area 4,27 euro cambierebbe il quadro di breve, segnalando che il mercato non è ancora pronto a premiare le prospettive industriali del gruppo. In questo caso aumenterebbe il rischio di una correzione più profonda, con primo approdo in area 3,90 euro, dove transitano precedenti supporti statici e dove potrebbe tornare l’interesse degli investitori di medio termine.
In sintesi, Ariston è in una fase di attesa tecnica: il box 4,27–4,77 rappresenta una vera e propria zona di decisione. La direzione della prossima uscita fornirà un’indicazione chiara sulle intenzioni del mercato, chiarendo se il titolo sta costruendo le basi per un ritorno verso i massimi o se, prima, sarà necessario un nuovo movimento correttivo.
Stellantis, accenno di reazione a PIazza Affari
Accenno di reazione ieri per Stellantis che ha guadagnato l'1,88% risalendo a 8,396 euro. Il titolo è apparso positivo nonostante la minaccia di ricorso alle vie legali da parte del sindacato polacco contro la decisione di cancellare, a partire da marzo, l'intero terzo turno produttivo nella fabbrica di Tychy.
A spingere i corsi al rialzo sono state le novità sul fronte Groenlandia: mercoledì Trump ha negato l'ipotesi di uso della forza militare e commerciale (i dazi) per conquistare i territori danesi. Il presidente USA ha poi dichiarato di aver raggiunto un accordo quadro nell'incontro con il segretario generale della NATO, Mark Rutte. Il Nord America è il primo mercato per il gruppo italofrancese con una quota del 40% dei ricavi (esercizio 2024).
Da segnalare i rumors dei giorni scorsi secondo i quali il gruppo starebbe riorganizzando il proprio portafoglio di marchi auto e potrebbe fermare la vendita di modelli Fiat e Alfa Romeo negli USA alla luce delle scarse performance. In precedenza Stellantis aveva comunicato che non venderà più negli USA le versioni ibride plug-in di Jeep Wrangler, Grand Cherokee e Chrysler Pacifica, e rivedrà la strategia di elettrificazione in Nord America a causa della debole domanda.
Il responsabile per l'Europa, Emanuele Cappellano, si era detto preoccupato per il disallineamento tra regolamentazione UE sulle emissioni e domanda consumatori/esigenze costruttori: gli investimenti di Stellantis in Europa dipenderanno dall'evoluzione della normativa.
Nel 2025 la produzione di auto da parte di Stellantis si è attestata a 213.706 unità in forte calo (-24,5%) rispetto all'anno precedente, mentre il calo dei veicoli commerciali è stato del 13,5%.
Jefferies ha comunque incrementato il prezzo obiettivo sul titolo portandolo da 11 a 13 euro.
Stellantis, il quadro grafico resta poco incoraggiante
Graficamente invece la situazione è tutt'altro che rosea. I prezzi avevano provato a inizio dicembre a superare la parte alta del range di oscillazione dei precedenti 7 mesi, intervallo compreso tra 7,40 e 9,85 circa, salvo poi essere stati ricacciati piuttosto rapidamente e pesantemente all'interno dello stesso range. Il cedimento di area 8,00 anticiperebbe un nuovo test della base a 7,40, la cui violazione aprirebbe scenari piuttosto foschi per il titolo, prospettandone il riavvicinamento ai bottom del 2020 in area 4,50.
Reazioni dai livelli attuali dovranno invece spingersi fin sopra 9,00 euro per acquisire spessore e prospettare un recupero che possa risultare più convincente e duraturo.
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