Ariston ci riprova: il titolo punta a 4 euro dopo l'acquisizione di Riello
pubblicato:Il punto sulle azioni di Ariston tra l'integrazione di Riello e Chromagen e i conti del primo semestre 2026. Analisi grafica dei supporti a 3,10€ e resistenze a 3,70€

Ariston in rialzo nella seduta di ieri e titolo nuovamente sui massimi dell'ultimo mese a ridosso di quota 3,70. A inizio luglio il gruppo ha annunciato di aver completato l'acquisizione del 100% di Riello Group, storico marchio italiano produttore di sistemi per il riscaldamento e la climatizzazione, specializzato nella progettazione di bruciatori e caldaie.
L'operazione dovrebbe contribuire positivamente all'EPS adjusted a partire dal secondo anno successivo al closing, con un incremento percentuale stimato a doppia cifra nel 2026, incluse le sinergie, che a regime sono stimate in circa 25 milioni di euro annui a partire dal 2030.
In precedenza a fine maggio era stata annunciata l'acquisizione di Chromagen Australia, azienda specializzata in soluzioni solari termiche e pompe di calore.
Ariston, i dati più recenti hanno deluso
La trimestrale relativa al primo semestre del 2026 è attesa per la fine di luglio (29 luglio), nel primo trimestre dell'anno il gruppo ha fatto registrare ricavi stabili a 656 milioni di euro, per quanto leggermente inferiori alle stime degli analisti, ed un utile per azione di 0,0655 euro a fronte di attese per 0,0739, dunque inferiore dell'11% circa.
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Ariston, servono conferme sopra i 3,7 euro
Graficamente il rialzo di ieri ha condotto i prezzi a ritracciare, in area 3,80, il 38,2% della discesa dai massimi di aprile, prima del ripiegamento che in chiusura di seduta li ha riportati a fino a 3,685.
Il superamento di quota 3,70 rappresenterebbe un primo segnale importante di continuazione del rimbalzo partito a giugno, che proietterebbe obiettivi nuovamente al di sopra dei 4,00 euro, con buone possibilità di rivedere quanto meno i massimi di aprile in area 4,25.
Il supporto in area 3,10 dove si sono registrati i citati minimi di marzo appare solido, rafforzato dal fatto che per la seconda volta a distanza di poco più di un anno (gennaio 2025) il titolo ha reagito proprio da questa area.
Nella precedente occasione la reazione si era spinta molto in alto, fino a 4,80 circa nell'arco di un paio di mesi, oggi un movimento del genere appare più complicato, ciò non toglie che nel breve esistano comunque i presupposti per un ulteriore rialzo, ipotesi che verrebbe compromessa solo dal ritorno al di sotto di 3,35 euro.
Probabile in tal caso un nuovo test in area 3,10, che dovrà dimostrarsi ancora una volta solida per scongiurare guai peggiori al titolo.