Asia-Pacific ancora in recupero. Nikkei 225 guadagna l'1,08%
pubblicato:Dopo un'altra seduta di recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,18% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in positivo è confermata.
Ancora segnali positivi per il business dell'intelligenza artificiale ma a sostenere i mercati è anche l'indebolimento del prezzo del greggio (i future sul Wti in consegna a dicembre avevano perso l'1,83% martedì, scendendo sotto quota 100 dollari al barile), in scia alla notizia secondo cui il leader iraniano Mojtaba Khamenei, riporta la Cnbc, avrebbe incontrato il massimo responsabile della sicurezza di Teheran Mohsen Rezaei per discutere le condizioni per porre fine al conflitto con Washington.
Riflettori intanto sulla Federal Reserve (Fed) che in serata si pronuncerà sui tassi. Per il FedWatch Tool di Cme Group, le aspettative sono al 90,6% di un costo del denaro invariato sull'attuale 3,75%-4,00% mentre per il prossimo meeting del Federal Open Market Committee (Fomc) di 8-9 dicembre al 70,6% si prevede un aumento di 25 punti base (7,8% per 50 punti base).
Il clima rialzista per la regione si evidenzia intanto in un rialzo superiore al 2% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in crescita di circa lo 0,10% a fronte di uno yen sostanzialmente invariato sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,08% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi invece dello 0,14%).
A Seoul è del 6,63% il rally del Kospi, che beneficia dei rimbalzi del 10,89% e del 9,01% di Sk Hynix e Samsung Electronics. Sk Hynix ha comunicato risultati per il terzo trimestre segnati da ricavi e utile operativo da record. Le vendite hanno superato per la prima volta i 100.000 miliardi di won (oltre 67 miliardi di euro). Il colosso dei chip di memoria ha parallelamente annunciato l'intenzione di restituire agli azionisti fino a 100.000 miliardi di won, di cui almeno 30.000 miliardi (più di 20 miliardi di euro) sotto forma di dividendi in contanti e 60.000 miliardi (40 miliardi di euro) attraverso il riacquisto di azioni proprie.
Tutte ampiamente in positivo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,91% e lo 0,85% rispettivamente, contro una netta espansione dell'1,98% per lo Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,30% (fa decisamente meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in crescita di quasi il 2%).
A Sydney si è invece limitato ad appena lo 0,03% il declino di un S&P/ASX 200 comunque in controtendenza. Sul fronte macroeconomico, nel terzo trimestre 2026 il tasso d'inflazione è rimasto stabile in Australia sul 3,9% annuo del secondo (4,1% nei primi tre mesi dell'anno), in linea con il consensus. Il dato si conferma dunque ancora sopra al range dell'obiettivo del 2%-3% della Reserve Bank of Australia (Rba). Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è invece cresciuto dell'1,3% contro lo 0,6% precedente (1,4% il progresso dei primi tre mesi dell'anno), anche in questo caso in linea con le stime degli economisti.
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