Mondadori perde il 4,39%: i conti si avvicinano, ma il titolo torna sul supporto decisivo
pubblicato:Banca Akros riduce il prezzo obiettivo a 2,20 euro mentre Equita ipotizza un potenziale upside del 43% Il prossimo 12 novembre i risultati trimestrali

Seduta molto negativa martedì per Mondadori, che ha terminato gli scambi a 1,96 euro, in calo del 4,39%, dopo avere oscillato tra 1,92 e 2,075 euro.
Le vendite sono partite proprio dal test della media mobile esponenziale a 200 giorni, confermandone per il momento il ruolo di resistenza. La flessione riporta il titolo vicino alla parte inferiore della lunga fase laterale sviluppata dall’aprile 2025, rendendo particolarmente importante la tenuta dell’area compresa tra 1,89 e 1,92 euro.
Sul fronte fondamentale, gli investitori guardano ai risultati del terzo trimestre, in calendario il 12 novembre, con indicazioni non del tutto omogenee da parte degli analisti.
Banca Akros riduce il target price
Banca Akros ha limato il prezzo obiettivo su Mondadori da 2,30 a 2,20 euro, mantenendo la raccomandazione neutral.
Gli analisti prevedono risultati trimestrali sostanzialmente stabili a livello organico rispetto allo stesso periodo del 2025. Il consolidamento di Hoepli ed Edilportale dovrebbe comunque consentire al gruppo di registrare una crescita annua di circa l’1% sia per i ricavi sia per l’Ebitda rettificato.
Il nuovo target di Akros implica un potenziale recupero di poco superiore al 12% rispetto alla chiusura di martedì, ma la conferma del giudizio neutral evidenzia l’assenza, secondo la banca, di un catalizzatore sufficientemente forte nel breve periodo.
Equita resta più positiva: buy e target a 2,80 euro
Più favorevole la valutazione di Equita SIM, che conferma il giudizio buy e il prezzo obiettivo di 2,80 euro. Il target incorpora un potenziale rialzista vicino al 43% rispetto ai prezzi attuali.
Per il terzo trimestre Equita stima:
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ricavi consolidati a 320 milioni di euro, in crescita del 2% su base annua e dell’1% a perimetro costante;
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Ebitda adjusted a 90 milioni, in aumento del 2%, ma in lieve calo su base organica;
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utile netto a 45 milioni, in flessione del 7%;
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posizione finanziaria netta negativa per 277 milioni, in miglioramento di circa 70 milioni rispetto al trimestre precedente.
Il miglioramento dell’indebitamento dovrebbe derivare soprattutto dal consueto rilascio stagionale del capitale circolante durante il terzo trimestre.
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Scolastica debole, Trade e Retail compensano
La principale area di debolezza dovrebbe essere rappresentata dalla divisione Scolastica, per la quale Equita prevede ricavi in calo dell’1%. Il comparto risente della crescente diffusione dei libri usati, di un lieve peggioramento dei volumi e di alcuni ritardi logistici.
L’impatto sulla redditività potrebbe essere superiore a quello sui ricavi, poiché la Scolastica presenta margini più elevati rispetto alla media del gruppo. L’esito definitivo della campagna sarà tuttavia visibile soltanto con i dati del quarto trimestre.
Le altre divisioni dovrebbero offrire una parziale compensazione:
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il Trade è atteso stabile, nonostante una pipeline di autori internazionali meno ricca rispetto allo scorso anno;
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il Retail dovrebbe crescere del 4%, sostenuto dalle nuove aperture e da una performance migliore rispetto al mercato;
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i Media dovrebbero registrare una crescita organica contenuta, grazie al digitale, atteso in progresso a una percentuale intermedia a una cifra;
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la componente cartacea dovrebbe rimanere debole a causa della contrazione delle diffusioni.
Equita ha quindi ridotto leggermente le aspettative sulla Scolastica, compensandole con stime più favorevoli per Trade e Retail, lasciando sostanzialmente invariate le previsioni complessive per il 2026.
Guidance confermabile e valutazioni compresse
Le stime di Equita rimangono coerenti con la guidance annuale di Mondadori, che prevede:
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ricavi in crescita a una percentuale contenuta a una cifra;
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margine Ebitda vicino al 17%;
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free cash flow ordinario compreso tra 65 e 70 milioni di euro.
La SIM stima una crescita dei ricavi del 4%, un margine Ebitda del 16,9% e un free cash flow di circa 68 milioni.
Il titolo tratta a circa 5,5 volte l’EV/Ebitda atteso per il 2026, con un rendimento del free cash flow vicino all’11%. Secondo Equita si tratta di multipli compressi, soprattutto considerando una leva finanziaria prevista intorno a 1,4 volte il rapporto tra posizione finanziaria netta ed Ebitda.
La solidità finanziaria potrebbe lasciare spazio a nuove acquisizioni, considerate l’opzione preferita dal management, oppure a una remunerazione aggiuntiva degli azionisti.
Analisi tecnica: area 1,89 è lo spartiacque
Il grafico mostra Mondadori inserita dall’aprile 2025 in un ampio movimento laterale delimitato indicativamente da 1,89 euro nella parte inferiore e da 2,20 euro in quella superiore.
Il tentativo di recupero di martedì si è arrestato a 2,075 euro, sostanzialmente in corrispondenza della media mobile esponenziale a 200 giorni. La violenta inversione intraday e la chiusura vicina ai minimi rappresentano un segnale di debolezza, anche se il supporto principale non è stato ancora violato.
La fascia 1,89-1,92 euro è stata testata con successo in diverse occasioni, in particolare nell’aprile 2025 e nel marzo 2026.
Una chiusura netta sotto 1,89 completerebbe la rottura della lunga congestione e produrrebbe un segnale ribassista rilevante, con possibili obiettivi verso:
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1,80-1,82 euro, primo sostegno;
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1,70-1,72 euro, obiettivo successivo;
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1,58 euro circa, proiezione teorica dell’ampiezza della fase laterale.
La tenuta di 1,89 potrebbe invece favorire un nuovo rimbalzo. Per ottenere un primo miglioramento, tuttavia, il titolo dovrebbe recuperare 2,05-2,075 euro, area nella quale transita la media a 200 giorni.
Sopra questa barriera diventerebbe possibile un ritorno verso 2,15 euro e successivamente verso il limite superiore della congestione a 2,20 euro. Soltanto oltre quest’ultimo livello il quadro di medio periodo assumerebbe un’impostazione chiaramente rialzista.
Mondadori si trova quindi davanti a uno spartiacque: le valutazioni fondamentali appaiono contenute, ma il grafico richiede la difesa immediata di 1,89 euro per evitare che la lunga fase laterale si trasformi in una nuova gamba ribassista.