Asia-Pacific contrastata. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,37%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una partenza d'ottava in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,51% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è fatta più contrastata. In Usa il principale fattore ribassista erano stati ancora una volta i timori sulla sostenibilità del boom dell'intelligenza artificiale, con Nvidia che aveva perso l'1,21% a fronte di declini registrati anche da Meta Platforms, Oracle e Palantir Technologies. Successivamente a Tokyo SoftBank Group Corporation aveva invece perso l'1,90% dopo avere annunciato nuovi investimenti nel settore con l'acquisizione da 4 miliardi di dollari di DigitalBridge, società d'investimento focalizzata proprio sulle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Mentre gli investitori guardano con apprensione alle nuove tensioni tra Cina e Taiwan (a causa delle esercitazioni delle forze armate di Pechino), il clima altalenante per la regione si concretizza in un indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove intorno alla parità.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è sostanzialmente invariato a fronte di uno yen parimenti poco mosso sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,37% (fa poco peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,51%). In novembre la produzione industriale, rettificata stagionalmente, è calata in Corea del Sud dell'1,4% annuo, in miglioramento rispetto al crollo dell'8,2% di ottobre ma contro il progresso del 3,0% del consensus. Su base sequenziale la produzione industriale è cresciuta dello 0,6% contro il precedente declino del 4,2% e l'incremento del 2,2% atteso. Le vendite retail sono invece aumentate in novembre dello 0,8% annuo, contro lo 0,4% di ottobre. Su base mensile le vendite sono calate del 3,3% contro la crescita del 3,6% del mese precedente. A Seoul è stata dello 0,15% la contrazione del Kospi al termine della giornata.

Allo scorso 30 novembre la capacità installata di generazione di energia è salita del 17,1% annuo in Cina, attestandosi a quota 3,79 miliardi di chilowatt. L'output dal solare è rimbalzato del 41,9% annuo (a 1,16 miliardi di chilowatt), a fronte della crescita del 22,4% dell'eolico (600 milioni di chilowatt). Le piazze cinesi sono complessivamente in positivo. Lo Shanghai Composite si ferma sulla parità contro progressi dello 0,26% e dello 0,20% rispettivamente per Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. Bene Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in crescita di circa lo 0,80% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un rialzo superiore all'1%). A Sydney è stata invece dello 0,10% la flessione registrata dall'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.

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