Asia-Pacific contrastata. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,79%
pubblicato:Dopo una seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, deprezzatosi dell'1,43% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è fatta più contrastata. Le vendite sul settore tecnologico a New York avevano riguardato soprattutto le aziende produttrici di software, dopo che Anthropic aveva annunciato il lancio di nuovi strumenti della sua piattaforma d'intelligenza artificiale Cowork. E sotto pressione sono finite anche le aziende asiatiche del comparto dei software, da quelle cinesi a Tis, precipitata del 15,83% a Tokyo, fino all'indiana Infosys, che ha segnato un crollo di oltre l'8% a Mumbai. Il clima alla fine altalenante per la regione si è comunque concretizzato in un indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove intorno alla parità.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in lieve recupero a fronte di un calo di oltre lo 0,40% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,78% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,27%). Sul fronte macroeconomico, l'indice Pmi dei servizi del Giappone, stilato da S&P Global in collaborazione con Jibun Bank, è salito in gennaio su 53,7 punti dai 51,6 punti di dicembre. Il dato è stato rivisto al rialzo dai 53,4 punti della lettura preliminare diffusa il mese scorso. Il Pmi Composite, che combina l'indice dei servizi con quello del manifatturiero, è invece cresciuto su 53,1 punti dai 51,1 punti precedenti, anche in questo caso sopra ai 52,8 punti del dato flash.
Moderato recupero per l'indice Pmi dei servizi della Cina S&P-RatingDog, che si conferma per il trentasettesimo mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti. In gennaio l'indice è infatti cresciuto su 52,3 punti dai 52,0 punti di dicembre, contro la lettura invariata attesa dagli economisti. Tutte in positivo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,85% e lo 0,83% rispettivamente, contro un progresso dello 0,32% per lo Shenzhen Composite. Recupero anche per Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è in rialzo di circa lo 0,20% (andamento sostanzialmente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul è stata dell'1,57% l'espansione del Kospi, che ha aggiornato ancora i suoi massimi (a 5.371,10 punti), mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 ha guadagnato lo 0,80% in chiusura.
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