MIB Big FtaOnline: disciplina, trend e pazienza in un mercato che prende fiato
pubblicato:FTSE MIB in consolidamento sopra i supporti chiave, Stellantis sotto pressione ed Enel tra i segnali rialzisti più interessanti

Il servizio MIB Big di FtaOnline nasce proprio per affrontare fasi di mercato come quella attuale: complesse, non lineari e spesso ingannevoli per chi si affida solo all’emotività o a letture di brevissimo periodo.
L’approccio algoritmico alla base del servizio ha una caratteristica chiave che fa la differenza nel tempo: non cambia posizione facilmente. Questo aspetto, che a volte può sembrare poco “reattivo”, è in realtà ciò che consente di intercettare e soprattutto cavalcare le grandi tendenze, quelle che producono la parte più consistente dei risultati nel medio-lungo periodo.
I casi di Prysmian ed ENI sono emblematici
I casi di Prysmian ed ENI sono emblematici. Su entrambi il sistema è rimasto coerentemente posizionato al rialzo per mesi, attraversando anche fasi di volatilità e consolidamento senza farsi “buttare fuori” da normali ritracciamenti.
Il risultato è evidente: +102% di saldo sull’operazione Prysmian e oltre +33% su Eni, numeri che spiegano meglio di qualunque teoria il valore di un modello che privilegia il trend rispetto al rumore.
Una parte rilevante dei titoli monitorati risulta in posizione neutrale
Oggi, però, una parte rilevante dei titoli monitorati risulta in posizione neutrale. Non è un limite del sistema, ma piuttosto lo specchio fedele della fase che sta vivendo il mercato. Anche l’analisi dell’indice lo conferma chiaramente.
Il FTSE MIB si muove all’interno di una fase di consolidamento costruttivo
Il FTSE MIB, dopo il forte recupero degli ultimi mesi, si muove all’interno di una fase di consolidamento costruttivo.
Nell’ultima ottava ha tentato un attacco deciso ai massimi di gennaio in area 46.194 punti, spingendosi fino a 47.094 in intraday, ma senza riuscire a trovare la continuità necessaria per trasformare il breakout in qualcosa di strutturale.
La chiusura settimanale a 45.877 punti racconta di un mercato che preferisce prendere fiato.
Questo comportamento è molto significativo: non è debolezza, ma nemmeno forza esplosiva. Il ritracciamento è stato ordinato, privo di accelerazioni ribassiste, e soprattutto si è mantenuto a debita distanza dalla media mobile esponenziale a 20 settimane, oggi in area 44.000–44.100 punti.
Finché questo riferimento dinamico reggerà, la struttura di medio periodo resterà saldamente rialzista. In sostanza, il mercato sta digerendo i guadagni accumulati, costruendo una base potenzialmente utile per il movimento successivo.
In questo contesto, la cautela dell’algoritmo è una virtù. La fascia 45.500–46.000 punti rappresenta una vera e propria zona di equilibrio, dove è fisiologico che molti titoli entrino in una fase interlocutoria.
Solo una chiusura convincente sopra i massimi di gennaio fornirebbe al sistema nuovi segnali di forza diffusa; al contrario, eventuali discese verso la media a 20 settimane sarebbero lette come un primo campanello d’allarme.
Fino ad allora, neutralità non significa inattività, ma attesa disciplinata.
Un discorso a parte merita Stellantis
Un discorso a parte merita Stellantis, protagonista di un crollo violento (-25,17%) che ha inevitabilmente pesato sul listino.
Il mercato ha reagito in modo molto duro alla maxi pulizia di bilancio: 22,2 miliardi di oneri esclusi dall’utile operativo adjusted, con uscite di cassa stimate in circa 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni.
La scelta, voluta dal nuovo AD Antonio Filosa, è però strategica: riposizionare il gruppo sulle reali preferenze dei clienti, dopo anni di politiche commerciali poco allineate alla domanda. I primi segnali operativi sono incoraggianti – ritorno a volumi e ricavi in crescita nel secondo semestre 2025, aumento degli ordini e miglioramento degli indicatori di qualità – ma il prezzo da pagare nel breve è elevato.
La perdita netta del 2025 implica l’assenza di dividendi nel 2026 e l’autorizzazione all’emissione di obbligazioni ibride perpetue fino a 5 miliardi di euro.
Misure difensive, necessarie a preservare una struttura finanziaria robusta, con circa 46 miliardi di liquidità industriale a fine esercizio.
In uno scenario del genere, il ruolo di un servizio come MIB Big è cruciale: non anticipare il minimo, ma individuare un punto credibile di esaurimento della tendenza ribassista, per poi agganciare la ripresa quando il mercato inizierà davvero a crederci.
Decisamente diverso il quadro di Enel
Decisamente diverso il quadro di Enel, che resta uno dei titoli più interessanti del paniere. I risultati preliminari 2025 mostrano ricavi in crescita a 80,4 miliardi (+1,9%) e un EBITDA ordinario salito a 22,9 miliardi (+2,2%), grazie soprattutto al contributo delle attività internazionali e al business delle reti.
Il gruppo ha confermato un utile netto ordinario atteso leggermente sopra la parte alta della guidance (6,7–6,9 miliardi), un segnale di solidità in un contesto energetico ancora complesso.
Non a caso, il servizio FtaOnline è posizionato al rialzo su Enel da quattro settimane. Il segnale è giovane, quindi statisticamente ancora “fresco”, e potrebbe offrire spazio per un’operatività rialzista coerente con il profilo difensivo e la visibilità degli utili del gruppo. In un mercato che fatica a scegliere una direzione chiara, Enel rappresenta bene quel mix di stabilità fondamentale e forza tecnica che l’algoritmo tende a privilegiare.
La fotografia complessiva del MIB Big è quindi chiara
La fotografia complessiva del MIB Big è quindi chiara: poche posizioni forti e consolidate (Prysmian, Eni), alcuni segnali rialzisti giovani ma promettenti (Enel, STM, Unicredit), e una maggioranza di titoli in neutralità.
Non è un segnale di debolezza del modello, ma la dimostrazione che la fase di mercato richiede selezione, pazienza e disciplina.
Quando l’indice deciderà davvero se rompere al rialzo o avviare una correzione più profonda, il sistema sarà pronto ad adeguarsi.
Nel frattempo, restare agganciati ai trend veri e stare fuori dal rumore resta, ancora una volta, la strategia più razionale.
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